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VIAGGIO APOSTOLICO NELLE FILIPPINE,
IN PAPUA NUOVA GUINEA, AUSTRALIA E SRI LANKA

CERIMONIA DI BENVENUTO

DISCORSO DI GIOVANNI PAOLO II

“Katunayake International Airport” di Colombo (Sri Lanka)
Venerdì
, 20 gennaio 1995

 

Presidente,
Primo Ministro,
Signore e Signori,

1. Sono profondamente grato a lei Presidente, a lei Primo Ministro e a tutti voi per la calorosa accoglienza nello Sri Lanka. Da molti anni avevo sperato di poter visitare la “Perla dell’Oceano indiano”, risplendente di bellezza naturale, la terra di Mahavansa, una nazione orgogliosa della sua antica cultura, un Paese noto per la sua gente ospitale e sorridente. Come il mio Predecessore, Papa Paolo VI, venticinque anni fa, vengo come amico da Roma, dove già duemila anni fa la venerabile civiltà fiorita in questo Paese era conosciuta e apprezzata. Vengo come pellegrino di buona volontà, con null’altro con me se non la pace nel mio cuore. Conosco bene la ricca eredità spirituale del vostro Paese, rivelata non soltanto dal vigore delle vostre tradizioni religiose, ma anche dalla notevole armonia e dal rispetto reciproco che si sono sviluppati fra i seguaci delle varie religioni.

2. Desidero che la mia visita sia un segno della profonda stima che nutro per tutti gli abitanti dello Sri Lanka. In particolare, esprimo la mia più grande stima per i seguaci del Buddismo, la religione principale nello Sri Lanka con i suoi Brahmaviharas, i quattro grandi valori di Metta, Karuna, Mudita e Upekkha: cordialità, compassione, simpatia e equanimità; con i suoi valori trascendentali e le gioie degli Shanga espressi così splendidamente nelle Theragathas. Spero con tutto il cuore che la mia visita contribuisca a rafforzare la buona volontà fra noi e che possa assicurare tutti del desiderio della Chiesa cattolica di intrattenere il dialogo interreligioso e di cooperare nell’edificazione di un mondo più giusto e fraterno. A tutti stendo la mano dell’amicizia, riportando le splendide parole del Dhammapada: “una sola parola che dà pace è meglio di mille parole inutili”.

Il fatto che la religione rivesta un ruolo così importante nella vita del popolo dello Sri Lanka è manifestato con chiarezza ovunque nei vostri luoghi di culto e nei vostri santuari: buddisti, hindù, musulmani e cristiani. Gli eventi della vita quotidiana vengono animati da una grande varietà di riti religiosi. I credi religiosi ispirano i valori comuni, quali l’accettazione degli altri, il dialogo, la comprensione nella ricerca della verità.

3. Spero vivamente che nel momento in cui lo Sri Lanka lotta per un ulteriore sviluppo economico e sociale, il vostro ricco patrimonio spirituale possa aiutarvi a trovare un giusto equilibrio fra la ricerca del progresso materiale, la sollecitudine per il bene comune e l’apertura ai bisogni dei poveri e degli emarginati. È necessario e urgente che la società sostenga le famiglie, educhi i bambini nel rispetto per gli altri e difenda la sacralità della vita contro ogni forma di violenza. Possano tutti gli abitanti dello Sri Lanka di buona volontà essere forti e perseverare nei loro sforzi volti a trovare una soluzione giusta e pacifica al conflitto etnico che ha spaventato la vita della nazione in tempi recenti, con le sue vittime, la sua distruzione e le sue terribili conseguenti sofferenze. I passi recentemente mossi in questa direzione alimentano la speranza (che le persone di buona volontà condividono con voi) che coloro che ne sono coinvolti rifiutino la violenza e facciano riferimento alle vostre tradizioni di tolleranza nella ricerca di un’armonia che nasce dalla riconciliazione e dal pieno rispetto per la diversità dei membri della società.

4. Domani mi unirò in preghiera con la comunità cattolica dello Sri Lanka per celebrare la beatificazione di Padre Joseph Vaz, uomo santo e di pace, che ha meritato il rispetto dei suoi contemporanei grazie alla propria umiltà, bontà e tolleranza. Sono certo che nell’onorare la memoria di questo santo sacerdote, i cattolici dello Sri Lanka saranno incentivati a continuare ad operare per la riconciliazione e la pace in uno spirito di servizio verso tutti i propri concittadini e in solidarietà con essi.

Nel ringraziare le massime autorità dello Stato per il loro cordiale invito a visitare lo Sri Lanka in questa occasione, desidero assicurare tutti, indipendentemente dalla loro formazione religiosa, etnica o culturale, del fatto che la beatificazione del servo di Dio, Padre Joseph Vaz, sebbene principalmente un evento cattolico, è allo stesso tempo un sincero omaggio alle profonde tradizioni religiose di tutto il popolo di questa terra!

Dio benedica lo Sri Lanka!

Possa concedervi la Pace!

Lunga vita! Saluti!

 

© Copyright 1995 - Libreria Editrice Vaticana

 

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