DISCORSO DI GIOVANNI PAOLO II AI PELLEGRINI GIUNTI A ROMA PER LE
BEATIFICAZIONI
Lunedì, 30 gennaio 1995
Carissimi Fratelli e Sorelle!
1. Il Signore ci dona la gioia di prolungare oggi, in un clima di famiglia,
il solenne incontro di ieri per rendere omaggio ai quattro nuovi Beati: Rafael
Guízar Valencia, Modestino di Gesù e Maria, Genoveva Torres Morales e Grimoaldo
della Purificazione Santamaria.
Rinnovo di cuore uno speciale saluto a tutti voi, convenuti in questa felice
circostanza dal Messico, dalla Spagna, dall’Italia, e da altri luoghi nei quali
la testimonianza dei nuovi Beati ha lasciato una traccia indelebile.
L’intero popolo di Dio è invitato ormai ad ammirare ed emulare i loro esempi.
Ma è particolarmente bello ed edificante, per me e per voi, soffermarci insieme
a considerare il loro esemplare profilo di discepoli del Signore.
2.¡Queridos Hermanos y Hermanas! Muchos de vosotros, acompañados por un grupo de
Obispos, habéis venido desde México hasta la Sede de Pedro para asistir con
devoción y júbilo a la beatificación de Monsenor Rafael Guízar Valencia, que fue
Pastor de la diócesis de Veracruz durante 18 años, aunque la mitad de ellos los
tuvo que pasar fuera del territorio o escondido.
El nuevo Beato realizó en su persona la síntesis entre una profunda vida
interior, caracterizada por su intenso amor a la Eucaristía y la devoción
sincera y filial a la Virgen María, y por una gran fecundidad apostólica. En
efecto, su mayor anhelo fue ser apóstol: en todos los pueblos adonde llegaba,
ajeno a otras preocupaciones y para hacer de su visita una gran misión,
predicaba la doctrina cristiana, sirviéndose de un sencillo catecismo que él
mismo había compuesto. Su vida nos muestra también cómo la predicación se ha de
llevar a cabo no sólo con la palabra, sino principalmente con el testimonio de
las propias obras.
Su vida y su mensaje son de clara actualidad. La herencia espiritual que
Monsenor Rafael Guízar deja a la Iglesia es el testimonio de una dedicación
sublime por la evangelización. En él pueden inspirarse todos los agentes de la
pastoral. Que su elevación a la gloria de los altares constituya para toda la
Iglesia, especialmente en América Latina y de modo particular para los queridos
hijos de México, un motivo de estímulo y de renovado impulso para seguir
llevando a los hombres y mujeres de nuestro tiempo el mensaje liberador del
Evangelio.
3. Resulta sugestiva y conmovedora la figura de la nueva Beata española Genoveva
Torres Morales, conocida como “Ángel de la soledad”. Nacida en Almenara
(Castellón), su vida, aunque rebosante de alegría exterior, fue cruz y martirio
constante. La amputación de una pierna a los trece años de edad la convirtió en
minusválida, precisando toda su vida el apoyo de unas muletas. Teniendo la
herida abierta toda la vida, añadió a estos sufrimientos otros muchos de índole
espiritual, pudiendo decir, con el apóstol Pablo, “llevo sobre mi cuerpo las
señales de Jesús”.
Sin embargo, animada por una fe profunda, un espíritu de sacrificio y el fuego
de una encendida caridad, fue dando los pasos necesarios, bajo la guía y la
orientación de diversos directores espirituales, para fundar en Valencia la
Congregación de las Hermanas del Sagrado Corazón y de los Santos Ángeles,
asentada después definitivamente junto al Pilar en Zaragoza.
El Espíritu Santo, que actúa en los diversos tiempos y momentos suscitando
personas para determinadas misiones, llamó a Genoveva Torres para una tarea,
todavía urgente y profética en nuestros días: poner remedio a la soledad y
abandono de quienes, por diversas circunstancias de la vida, carecen de familia
o de hogar. La vida de la nueva Beata es también especialmente rica de
enseñanzas para todas las personas discapacitadas. La Madre Genoveva muestra que
la limitación física no es impedimento alguno para realizarse como persona y
para vivir en plenitud la vocación y misión cristiana.
Ecco le parole del Papa in una nostra traduzione in lingua italiana.
2. Cari Fratelli e Sorelle! Molti di voi, accompagnati da un gruppo di
Vescovi, sono venuti dal Messico fino alla Sede di Pietro per assistere con
devozione e con giubilo alla beatificazione di Mons. Rafael Guízar Valencia, che
fu Pastore della diocesi di Veracruz per 18 anni, sebbene dovette trascorrere la
metà di essi fuori dal territorio o nascosto.
Il nuovo Beato realizzò nella sua persona la sintesi tra una profonda vita
interiore, caratterizzata dal suo intenso amore per l’Eucaristia e dalla
devozione sincera e filiale alla Vergine Maria, e la sua grande fecondità
apostolica. Di fatto il suo più grande desiderio fu quello di essere apostolo:
in tutti i paesi in cui si recava, scevro da altre preoccupazioni e per fare
della sua visita una grande missione, predicava la dottrina cristiana,
avvalendosi di un semplice catechismo che egli stesso aveva composto. La sua
vita ci mostra anche come la predicazione si deve portare avanti non solo con la
parola, ma specialmente con la testimonianza delle proprie opere.
La sua vita e il suo messaggio sono di evidente attualità. L’eredità
spirituale che Mons. Rafael Guízar lascia alla Chiesa è la testimonianza di una
dedizione sublime all’evangelizzazione. A lui possono ispirarsi tutti gli agenti
di pastorale. Che la sua elevazione agli onori degli altari costituisca per
tutta la Chiesa, specialmente in America Latina e in particolare per gli amati
figli del Messico, un motivo di incoraggiamento e di rinnovato impulso per
continuare a portare agli uomini e alle donne del nostro tempo il messaggio
liberatore del Vangelo!.
3. Risulta suggestiva e commovente la figura della nuova Beata spagnola
Genoveva Torres Morales, conosciuta come “Angelo della solitudine”. Nata a
Almenara (Castellón), la sua vita, sebbene traboccante di allegria esteriore, fu
croce e martirio costante. L’amputazione di una gamba a tredici anni la
trasformò in una disabile, obbligandola per tutta la vita ad appoggiarsi a delle
stampelle. Alle sofferenze provocate dalla ferita aperta che sopportò per tutta
la vita, se ne aggiunsero molte altre di natura spirituale, che le permisero di
dire, come l’Apostolo Paolo, “porto le stigmate di Gesù nel mio corpo” (Gal
6, 17).
Tuttavia animata da una fede profonda, da uno spirito di sacrificio e dal
fuoco di un’accesa carità, compì i passi necessari, sotto la guida e
l’orientamento di diversi direttori spirituali, per fondare a Valenza la
Congregazione delle Suore del Sacro Cuore e dei Santi Angeli, con sede in
seguito definitiva accanto al Pilar a Saragozza.
Lo Spirito Santo, che agisce nei diversi tempi e momenti suscitando persone
per determinate missioni, chiamò Genoveva Torres per un compito ancora urgente e
profetico ai nostri giorni: porre rimedio alla solitudine e all’abbandono di
coloro che, per diverse circostanze della vita, sono privi di famiglia e di
focolare domestico. La vita della nuova Beata è anche particolarmente ricca di
insegnamenti per tutte le persone disabili. Madre Genoveva dimostra che la
limitazione fisica non impedisce di realizzarsi come persone e di vivere
pienamente la vocazione e la missione cristiane.
4. Lo Spirito Santo ha fatto di Modestino di Gesù e Maria un apostolo della
gente povera e umile. Su di lui ognuno poteva contare, trovando ascolto,
accoglienza, condivisione. Egli si è reso “piccolo” per il Regno dei cieli, ed è
diventato una vivente e coinvolgente “profezia” della carità di Dio, un
testimone ed artefice di gioia e di speranza per gli ammalati, i carcerati, i
peccatori, gli emarginati, i diseredati e gli oppressi.
La sua morte, causata dal colera contratto nel servire i fratelli ammalati, è
stata come un suggello d’una vita tutta spesa, sul modello di Gesù e Maria, a
lode e gloria di Dio Padre.
Mentre ringraziamo il Signore per la testimonianza che egli ci ha lasciato,
preghiamo affinché possiamo seguirne gli insegnamenti e gli esempi concreti di
amore a Dio e al prossimo.
5. Un altro Beato è venuto ad arricchire ieri il firmamento della santità
nella Chiesa: Grimoaldo della Purificazione, al secolo Ferdinando Santamaria. La
sua figura si aggiunge a quella di San Gabriele dell’Addolorata in felice
coincidenza con il III centenario della nascita del Fondatore dei Passionisti,
San Paolo della Croce.
Fin da piccolo Grimoaldo dimostrò una singolare sensibilità religiosa, uno
spiccato spirito di preghiera e di sacrificio.
Ebbe un’esistenza segnata da contrarietà e umiliazioni che, però, erano
motivo di letizia per lui sempre ilare, innamorato com’era di Dio, della Santa
Vergine e desideroso anzitutto di unirsi ai patimenti di Cristo. Una grave e
inaspettata malattia lo portò, quando ancora non aveva vent’anni,
improvvisamente alla morte. Possa l’esempio di questo giovane costituire uno
stimolo specialmente per i suoi coetanei di oggi a seguire il Signore Gesù senza
riserve.
6. Carissimi Fratelli e Sorelle! Questi quattro Beati si aggiungono alla
folta schiera di coloro che ho avuto la gioia di elevare all’onore degli altari
nel corso del mio Pontificato. Essi proclamano al mondo intero che Cristo è il
Redentore dell’uomo; è la sua verità, la sua felicità, la sua pienezza.
Imitiamoli! Essi hanno saputo incarnare il Vangelo nella loro vita,
trasformandola in un inno all’amore di Dio. Amore che non avrà mai fine.
Nell’impegno della quotidiana santificazione vi sostenga, carissimi, anche la
Benedizione Apostolica, che di cuore imparto a ciascuno di voi, alle vostre
famiglie e alle vostre Comunità ecclesiali.
© Copyright 1995 - Libreria Editrice Vaticana
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