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DISCORSO DI GIOVANNI
PAOLO II AI PARTECIPANTI ALL’XI
CAPITOLO GENERALE DELLA CONGREGAZIONE DELLA PICCOLA MISSIONE PER I SORDOMUTI
Lunedì, 10 luglio 1995
Cari Padri e Fratelli della Piccola Missione per i Sordomuti!
1. Sono particolarmente lieto di incontrarvi, mentre vi preparate a celebrare
l’XI Capitolo Generale della vostra Congregazione guardando a Gesù, Maestro e
Signore, ed invocando la luce e la forza dello Spirito Santo, per impegnarvi con
rinnovato ardore nella missione che il Signore vi ha affidato.
2. In questo mese ricorrono due date a voi molto care: infatti, l’8 luglio
1849 il vostro Fondatore, il Servo di Dio don Giuseppe Gualandi, sentì la
vocazione a dedicare tutta la sua vita ai sordomuti, e, il 14 dello stesso mese,
nel 1907, fu chiamato dal Signore a ricevere il premio riservato al “servo buono
e fedele”.
Queste due date, riconducendovi alle origini della vostra Famiglia religiosa
e alla testimonianza del vostro Fondatore, vi esortano alla fedeltà al vostro
carisma, da testimoniare con una continua tensione verso i valori del Vangelo e
con la totale dedizione a coloro che il Signore vi affida.
3. Il vostro apostolato vi porta a vivere vicino ai fratelli privi di udito,
per trasmettere loro con gli adeguati mezzi il messaggio della salvezza:
anch’essi, infatti, hanno il diritto di ascoltare la “buona Notizia” del Regno
di Dio e di conoscere Gesù Redentore e Maria, sua santissima Madre.
La vita e gli insegnamenti del vostro Fondatore, infatti, vi sollecitano a
porre al centro della vostra spiritualità l’amore a Cristo ed alla Vergine per
educare i sordomuti a fare altrettanto, mettendoli così in grado di attingere
con gioia alle sorgenti della salvezza.
4. L’ardore di carità per gli ultimi, appreso da don Gualandi, vi ha spinti a
dilatare le frontiere del vostro apostolato ai privi di udito del Brasile e
delle Filippine. Nell’esprimervi vivo apprezzamento per lo spirito missionario
che vi anima, vi esorto a guardare con particolare attenzione a questi e ai
tanti Paesi dove molte persone prive di udito sono ancora fortemente emarginate
ed escluse dall’esercizio dei fondamentali diritti all’istruzione e ad un
dignitoso lavoro.
Apprendo con particolare gioia che proprio da quelle Nazioni provengono
numerose vocazioni per la vostra Congregazione: esse sono il segno della
benevolenza del Signore verso coloro che lo riconoscono e lo servono
generosamente nei fratelli più piccoli.
5. La fedeltà al vostro carisma ed al patrimonio di esperienze e di valori,
presente nella storia della vostra Famiglia religiosa, deve darvi il coraggio di
guardare avanti e di leggere i segni dei tempi, accogliendo con illuminata
prudenza, i grandi progressi della scienza e della tecnica nel campo della
pedagogia e della riabilitazione, per promuovere tutte le opportune iniziative
per il raggiungimento del bene materiale e spirituale dei privi di udito.
Giustamente voi vedete in loro persone chiamate, non solo ad essere
evangelizzate, ma a diventare, a loro volta, soggetti attivi di
evangelizzazione, secondo la lodevole tradizione della vostra Congregazione, che
ha opportunamente promosso i “Fratelli Oblati” ed il “Movimento Apostolico
Sordomuti”.
Nel realizzare il vostro apostolato, vi esorto a porre una particolare cura
nel formare e coinvolgere i laici, dando impulso alla “Pia Unione di san
Francesco di Sales”, che vi è stata sempre di grande aiuto, contribuendo,
altresì, a far conoscere la vostra opera.
6. L’imminenza del terzo Millennio cristiano impegna tutti i cristiani ad una
rinnovata fedeltà al Vangelo mediante un concreto impegno di conversione e di
servizio ai fratelli più piccoli e poveri. Mentre vi esorto a perseverare
nell’annuncio gioioso dell’amore di Dio a quanti avvicinate, vi imparto quale
pegno di rinnovata effusione di grazia l’Apostolica Benedizione, che volentieri
estendo ai Religiosi e alle Religiose della vostra Congregazione, come pure ai
collaboratori e alle persone alle quali vanno le vostre cure nelle scuole e
nelle case di accoglienza.
© Copyright 1995 - Libreria Editrice Vaticana
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