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DISCORSO DI GIOVANNI PAOLO II
AI PARTECIPANTI AL SIMPOSIO SU «LE RELAZIONI
CATTOLICO-LUTERANE A TRE DECENNI DAL VATICANO II»

Martedì, 14 marzo 1995

 

Eminenze,
Eccellenze,
Cari Fratelli in Cristo,

1. È per me un grande piacere incontrare i partecipanti alla Conferenza su Le relazioni cattolico-luterane che ha avuto luogo al Centro Internazionale Brigidino a Farfa. Sono felice di salutare il Cardinale Ratzinger ed il Cardinale Cassidy, il Vescovo Jonas Jonson della Chiesa Luterana di Svezia, i membri del Comitato scientifico del Centro di Farfa con il suo Direttore il Professor Peder Norgaard-Hojen, e Madre Tekia, Abbadessa Generale dell’Ordine del Santissimo Salvatore. Per tre giorni voi avete riflettuto sul dialogo cattolico-luterano, su come esso si è sviluppato durante gli ultimi trent’anni dalla fine del Concilio Vaticano II, sul progresso raggiunto fin qui, sulle sfide ancora da affrontare, e sulle prospettive future.

2. Certamente dobbiamo essere grati a Dio Onnipotente che negli ultimi trent’anni è stato fatto molto per superare le barriere di separazione e per rafforzare i legami sostanziali e basilari di unità, già esistenti tra di noi. Ciò è frutto del dialogo teologico e della cooperazione pratica. La vostra Conferenza è stata un’opportunità per esaminare gli esatti traguardi di questo processo di riavvicinamento. Una fase fondamentale del dialogo è stata raggiunta quando la dottrina della giustificazione è divenuta la questione centrale, e dobbiamo guardare con fiducia al documento su cui cattolici e luterani stanno duramente lavorando e che ha lo scopo di esprimere una comprensione comune di questo tema centrale della nostra fede.

3. Tutti questi sviluppi sono una forte indicazione del fatto che ciò che abbiamo in comune è molto più di ciò che ci divide E tuttavia, siamo tutti coscienti di come sia difficile nella pratica dare il giusto peso alle realtà che ci uniscono e mettere da parte le usanze profondamente radicate di enfatizzare i punti di vista, comunque importanti, che continuano a rimanere sulla via della piena e visibile unità. In vista dell’avvicinarsi del Terzo Millennio, vorrei incoraggiarvi a raddoppiare gli sforzi per avanzare lungo il sentiero dell’autentica comprensione ecumenica, “così che al Grande Giubileo ci si possa presentare, se non del tutto uniti, almeno molto prossimi a superare le divisioni del secondo millennio” (Tertio Millennio Adveniente, 34).

4. Il nostro incontro oggi mi dà l’opportunità di ringraziare tutti voi, e tutti coloro che, a differenti livelli e in vari modi, stanno lavorando per raggiungere questo scopo, mettendo il loro tempo, le idee e la conoscenza teologica a servizio dell’unità dei cristiani. Quando guardiamo ciò che è già stato raggiunto, abbiamo tutti i motivi per affrontare il futuro con fiducia fondata sulla fede. Tale fiducia si giustifica poiché noi crediamo che il Signore stesso che ha iniziato quest’opera buona dentro di noi la porterà a compimento (cf. Fil 1, 6). Che la sua pace e il suo amore siano con tutti voi!

 

© Copyright 1995 - Libreria Editrice Vaticana

 

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