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DISCORSO DI GIOVANNI PAOLO II
AI PARTECIPANTI AL V CONGRESSO
DELL’ASSOCIAZIONE INTERNAZIONALE
DELLE ALTE GIURISDIZIONI AMMINISTRATIVE

Lunedì, 27 marzo 1995

 

Signor Presidente,
Signore, Signori,

1. Avete voluto farmi visita in occasione del V Congresso dell’Associazione Internazionale delle Alte Giurisdizioni Amministrative, in corso qui a Roma. Vi ringrazio di cuore per la vostra venuta.

La mia riconoscenza va in particolare al Sig. Giorgio Crisci, Presidente della vostra Associazione, per le gentili parole che, a nome di tutti i partecipanti, ha voluto esprimere al mio indirizzo.

2. Nessuno può negare l’importanza della missione affidata alle alte istituzioni da voi rappresentate per il buon andamento degli Stati. Gli organi di giurisdizione amministrativa, infatti, sono i garanti della giustizia nei rapporti tra Stato e cittadini.

Per mettere in guardia dalle tentazioni di arbitrarietà – pur sempre un pericolo nell’esercizio del potere –, la dottrina sociale della Chiesa ha avuto più volte modo di ribadire che lo Stato trova nelle esigenze del bene comune tanto il suo fondamento quanto i suoi limiti. La costituzione pastorale Gaudium et Spes insegna che “la comunità politica esiste dunque in funzione di quel bene comune, nel quale essa trova significato e piena giustificazione e che costituisce la base originaria del suo diritto all’esistenza” (Gaudium et Spes, 74). Nella stessa ottica, nella mia enciclica Centesimus Annus, ho voluto sottolineare il valore dello Stato di diritto con l’auspicare un adeguato sviluppo di una cultura giuridica e politica secondo cui, nell’organizzazione della società, “è preferibile che ogni potere sia bilanciato da altri poteri e da altre sfere di competenza che lo mantengano nel giusto limite” (Gaudium et Spes, 44).

3. Il ruolo delle alte giurisdizioni amministrative trova la sua naturale integrazione in uno Stato che sia al servizio del bene comune e sia perciò consapevole di dover rimanere in una solida cornice di giustizia formale e sostanziale. Siete dunque chiamati ad adempiere a un’importante e delicata missione, che richiede dirittura morale e competenza giuridica, accompagnate da autonomia ed equità di giudizio.

Per questo motivo è mio desiderio esprimere la mia stima per l’iniziativa da voi presa di dedicare il vostro Congresso, – in funzione delle norme vigenti nelle varie legislazioni nazionali – alle misure d’urgenza provvisorie e alle procedure accelerate nei processi amministrativi. Voi contribuite anche all’arricchimento e al consolidamento di una cultura giuridica internazionale, in cui l’unità dei principi fondamentali è essenziale per questo mondo tanto bisognoso di armonizzare le sue estreme diversità in un progetto comune di solidarietà e di convivenza pacifica.

4. Voi godete della generosa ospitalità del Consiglio di Stato italiano, istituzione di cui conosco i meriti nel servizio ai cittadini e alla nazione intera: la sua accoglienza sicuramente favorirà un felice svolgimento dei vostri lavori.

Mi auguro, quindi, che le vostre riflessioni portino ricchi frutti e ben volentieri invoco la benedizione divina su voi, sulle vostre famiglie e sui vostri connazionali.

5. Questo Congresso dell’Associazione Internazionale delle Alte Giurisdizioni Amministrative vi offre l’opportunità di rinnovare l’impegno al vostro ruolo specifico nel servizio del bene comune, quello cioè di promuovere e difendere la giustizia nell’esercizio dell’autorità pubblica. Chiedo al Signore che vi sostenga in questo importante compito, così che le nazioni da voi rappresentate e l’intera comunità internazionale possano sempre più progredire sulla strada del rispetto del primato della legge. Dio benedica tutti voi!

 

© Copyright 1995 - Libreria Editrice Vaticana

 

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