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DISCORSO DI GIOVANNI PAOLO II
AD UN GRUPPO DI FEDELI DELL’ARCIDIOCESI DI BALTIMORE (USA)

Festa di San Giuseppe Artigiano - Lunedì, 1° maggio 1995

 

Caro Cardinale Keeler,
Cari amici in Cristo,

Rivolgo a voi il mio saluto nella pace e nella gioia del Signore Risorto! Siete venuti qui a Roma per accompagnare il Card. Keeler che ieri ha preso possesso della sua chiesa titolare, la basilica di Santa Maria degli Angeli. Sapete bene che questa antica tradizione vuole significare il particolare legame che unisce il vostro Cardinale a questa Sede di Roma. Sono personalmente riconoscente a Sua Eminenza per il suo impegno, sapiente e generoso, nell’alimentare tutto ciò che possa rafforzare l’unità e la carità nella Chiesa. Ed è proprio questo l’invito che rivolgo a voi tutti con le parole di San Paolo: “Vivendo secondo la verità nella carità, cerchiamo di crescere in ogni cosa verso di lui, che è il capo, Cristo” (Ef 4, 15). E questo il messaggio che dovete far conoscere, con parole e opere, a casa, al lavoro, nelle vostre comunità, ovunque.

La zona di Baltimora è un importante centro di ricerca accademica e scientifica degli Stati Uniti, soprattutto nel vasto campo della medicina. Vi esorto a tener sempre presenti come criteri assoluti di ogni vostro impegno l’eccezionale valore di ogni vita umana in quanto bene del Signore e la dignità di ogni essere umano. In tal modo costruirete una civiltà consacrata alla vita, in contrasto con tutto ciò che minaccia, l’essenza stessa della vita umana, segnata da un destino trascendentale.

Attendo con ansia ottobre quando, con l’aiuto del Signore, avrò l’opportunità di visitare la vostra città e ricambiare così la vostra visita di oggi. In questo periodo pasquale chiedo al Nostro Signore Gesù Cristo di mandare la sua pace su voi e le vostre famiglie, e con gioia vi imparto la mia Benedizione Apostolica.

 

© Copyright 1995 - Libreria Editrice Vaticana

 

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