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DISCORSO DI GIOVANNI PAOLO II
AI PARTECIPANTI AL VII CONGRESSO NAZIONALE
DELLE FEDERAZIONE ITALIANA DELLE SCUOLE MATERNE

Sabato, 6 maggio 1995

 

Carissimi Fratelli e Sorelle!

1. Porgo il mio cordiale benvenuto a tutti voi, che partecipate al settimo Congresso nazionale della Federazione Italiana Scuole Materne. Sono lieto di ricevervi e di proseguire il dialogo iniziato con voi in precedenti occasioni, dialogo che il recente cammino della Chiesa e della società ha reso ancor più vivo ed attuale. Saluto il Presidente, Dottor Luigi Morgano, che ringrazio per le sue parole, e con lui i responsabili nazionali, regionali e provinciali; saluto i sacerdoti assistenti, i rappresentanti delle Scuole, del personale religioso e laico e dei genitori.

So che durante l’Anno internazionale della Famiglia, celebrato nel 1994, voi avete lavorato a fondo, con la sensibilità pedagogica e sociale che vi contraddistingue, per porre in evidenza il ruolo dei genitori e della Scuola materna nell’educazione dei bambini. Proprio ai bambini ho voluto rivolgermi in prossimità dello scorso Natale. Con un’apposita Lettera, la prima del genere, ho inteso sottolineare il primato che i piccoli debbono rivestire nell’attenzione delle famiglie e della comunità ecclesiale, primato che prolunga quello accordato loro da Gesù, secondo la testimonianza dei Vangeli. La rivista della vostra Associazione si chiama “Prima i bambini”: carissimi, vi auguro di poter rispondere sempre a tale delicata missione servendo con entusiasmo e competenza i più piccoli.

2. Nel Messaggio per la Giornata Mondiale della Pace di quest’anno, mi sono rivolto in modo particolare alle donne, invitandole a prender coscienza del loro compito di educatrici alla pace. Molte donne sono coinvolte nelle migliaia di scuole materne sparse sul territorio nazionale, “laboratori” nei quali quel Messaggio diventa esperienza quotidiana di pedagogia “materna” nel senso più ricco del termine. Penso alle mamme di famiglia affiancate dalle suore e dalle insegnanti: esse dedicano ai bambini il meglio del loro tempo, delle loro energie, della loro competenza educativa e – lo sappiamo bene – anche delle loro preghiere. Il Signore tutte le benedica e le aiuti ad essere autentiche educatrici di pace!

3. Desidero ora unire la mia voce alla vostra per rinnovare un impegno e una richiesta. Anzitutto si tratta di ribadire un impegno: quello delle scuole materne di ispirazione cristiana a proseguire con immutata passione e metodologie sempre aggiornate il servizio che da decenni offrono ai bambini ed alle famiglie nella società italiana; ed inoltre l’impegno, che è specifico della Federazione Italiana Scuole Materne, a continuare la più che ventennale funzione di coordinamento e di promozione.

Non posso poi tacere la corrispondente domanda, che è al centro del vostro Congresso e che faccio mia: la richiesta cioè di una soluzione legislativa che, sulla linea delle migliori esperienze europee, permetta a chi sceglie di mandare i bambini nelle scuole materne autonome o di lavorarvi professionalmente di non venire di fatto penalizzato. Ciò non significa esigere privilegi, ma solamente chiedere maggiore equità per moltissime famiglie italiane. Se un privilegio voi rivendicate, è quello di poter continuare a lavorare al servizio dei bambini, e non solo di alcuni, ma di tutti quelli che le famiglie intendono affidarvi, con serenità e senza gravare eccessivamente su di esse.

Auspico vivamente che i responsabili politici, realmente attenti ad una democrazia sostanziale, accolgano tale appello. Da parte vostra, non perdetevi d’animo, ma continuate nel vostro lavoro, all’insegna della competenza pedagogica e della fiducia nel Signore ed ispirandovi costantemente ai valori evangelici.

Il Papa vi incoraggia e vi assicura un quotidiano ricordo nella preghiera, mentre volentieri vi imparte la Benedizione Apostolica estendendola all’intera famiglia delle Scuole Materne Cattoliche.

 

© Copyright 1995 - Libreria Editrice Vaticana

 

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