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DISCORSO DI GIOVANNI PAOLO II
AI PARTECIPANTI ALL’ASSEMBLEA GENERALE
DELLA SOCIETÀ DELLE MISSIONI AFRICANE

Venerdì, 19 maggio 1995

 

Signor Superiore Generale,
Cari amici della Società delle Missioni africane,

1. La vostra Assemblea Generale, giunta alla sua conclusione, mi offre la gradita occasione di ricevervi. Ringrazio Padre Daniel Cardot, vostro nuovo Superiore Generale, per le parole che ha voluto rivolgere al mio indirizzo; egli porterà avanti il compito di Padre Patrick Harrington, al quale mi è gradito rivolgere il saluto. A lui, e ai suoi nuovi collaboratori, vanno il mio incoraggiamento e i miei auguri per lo svolgimento del suo incarico.

2. Nel corso di queste settimane di riflessione e di scambio avete avuto modo di riconsiderare insieme il senso della missione che caratterizza la vostra Società. A poco tempo di distanza dall’Assemblea Speciale per l’Africa del Sinodo dei Vescovi e a qualche mese dalle celebrazioni sinodali che si svolgeranno in terra d’Africa, sono colpito dalla vostra fedeltà ai numerosi paesi di quel continente in cui operate. I nostri fratelli africani attraversano dure prove, lo sappiamo, a causa della povertà, dell’ingiustizia, di diverse forme di violenza. Ma, come voi non mancate mai di mettere in evidenza, la Chiesa in Africa, povera agli occhi del mondo, è ricca per le qualità innate dei suoi figli e vive una fede serena in una speranza profonda. La vostra fraterna presenza all’interno delle giovani Chiese rappresenta un preziosissimo sostegno, aiutandole ad acquisire una propria fisionomia nella comunione con la Chiesa universale. Continuate a condividere con i nostri fratelli e le nostre sorelle d’Africa, come anche delle altre regioni in cui siete presenti, i doni ricevuti da ciascun missionario nella sua vocazione personale e da tutta la vostra società nella sua tradizione evangelizzatrice.

3. In questo tempo pasquale ascoltiamo le parole del Risorto che con la forza dello Spirito manda in missione i suoi discepoli, perché portino l’annuncio della salvezza, del perdono e della riconciliazione. Sulla strada per Emmaus, Gesù svela ai suoi discepoli il senso del suo sacrificio redentore sulla croce e della sua vittoria sulla morte, e manifesta la sua presenza nella frazione del pane, facendo sì che questi uomini disorientati ritrovino la strada della comunione con i fratelli una volta tornati dagli Apostoli rimasti a Gerusalemme.

Questo grande momento del Vangelo pasquale ha ispirato la vostra riflessione sulla missione, nello spirito dell’enciclica Redemptoris Missio e del messaggio lanciato dal Sinodo per l’Africa. I Padri sinodali hanno espresso in modo ammirevole il senso autentico dell’evangelizzazione: “Inalterabile nel suo contenuto che è Cristo, [...] essa non è prima di tutto una teoria ma una vita, un incontro d’amore che sconvolge la nostra vita, oggi come alle origini della Chiesa. [...] Evangelizzare significa far vivere di Gesù Cristo, l’unico redentore dell’uomo” (cf. Messaggio finale, n. 9).

E vostra aspirazione far conoscere ai nostri fratelli e alle nostre sorelle d’Africa tutte le dimensioni della carità evangelica: l’aiuto e il sostegno offerti ai più indifesi, la scoperta del volto del Signore riflesso nel volto dei più piccoli, suoi fratelli, come ribadisce con forza il Vangelo di San Matteo (Mt 25, 31-46). Il messaggio cristiano è tale da poter essere comunicato solo nella presenza fraterna di quanti hanno ricevuto essi stessi la grazia. Si opera così un vero e proprio scambio di doni, per riprendere una formula da me usata in un’altra occasione: i missionari, quali voi siete, ricevono e accolgono il senso religioso, il senso della comunità e la fiducia nella vita, qualità essenziali in Africa; voi avete la gioia di scoprire nel cuore di queste popolazioni semi vivi del Verbo, ma in cambio, dovete far scoprire i tesori di cui Cristo ci ricolma in ogni tempo e in ogni luogo, la luce della rivelazione e i molteplici aspetti della vita ecclesiale.

4. Una delle più belle manifestazioni di questo scambio di doni è visibile proprio nella crescita della vostra società e delle vocazioni nate nelle terre evangelizzate dai missionari d’Africa: le giovani Chiese sono pronte ad offrire i loro figli perché portino l’annuncio della Buona Novella. Affidiamo al Signore i giovani da lui chiamati, la loro formazione sotto la vostra guida e il successo del loro futuro ministero.

5. Cari amici, in questo breve incontro vorrei soprattutto incoraggiarvi ed esprimere la fiducia che il Successore di Pietro ripone in un’istituzione che già tanto ha offerto al servizio de! Vangelo e in cui la Chiesa confida oggi come ieri.

Possa Cristo Salvatore guidare nel loro cammino i figli del Signor Marion de Brésillac!

A voi e a tutti i membri della Società accordo di cuore, la mia Benedizione Apostolica.

 

© Copyright 1995 - Libreria Editrice Vaticana

 

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