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DISCORSO DI GIOVANNI
PAOLO II AD UN GRUPPO DI FEDELI ALBANESI
Sabato, 27 maggio 1995
Vėllezėr e motra shqiptarė, qoftė lėvduar Jezu Krishti! (Fratelli e
sorelle Albanesi, sia lodato Gesł Cristo!)
1. Č grande la mia gioia nell’accogliervi, pellegrini albanesi provenienti
dalla Madrepatria, dall’Italia, dalla Germania, dagli Stati Uniti d’America e da
altri Paesi. Ringrazio il Signore, che mi concede l’opportunitą di ricambiare
l’ospitalitą a me offerta il 25 aprile di due anni fa, quando ebbi la gioia di
compiere una breve ma indimenticabile visita in Albania. Quella giornata
veramente storica confermņ la rinascita della Chiesa nel vostro amato Paese. Mi
fu dato infatti, in quella circostanza, di ordinare i nuovi Pastori delle
Diocesi albanesi, che oggi sono lieto di poter riabbracciare.
Li saluto cordialmente e ringrazio il Presidente della Conferenza Episcopale
Mons. Frano Illia, per le parole con cui ha interpretato i vostri sentimenti.
Saluto anche i Vescovi di Lungro e di Piana degli Albanesi, con il carissimo
Nunzio Apostolico. Invio inoltre un pensiero di fraterno affetto al venerando
Cardinale Mikel Koliqi, luminosa figura di testimone di Cristo in tempi
difficili. Uno speciale saluto voglio riservare a Madre Teresa di Calcutta,
presente oggi con noi: nata nella vostra terra, Madre Teresa ne ha reso famoso
il nome nel mondo.
Č vivo in me il ricordo dei momenti di intensa preghiera vissuti nella
Cattedrale di Scutari e del Regina Caeli, cantato dal balcone
dell’Arcivescovado. Come dimenticare, poi, il clima di festosa cordialitą in cui
si svolsero, all’inizio e al termine della visita, gli incontri con la
popolazione di Tirana e con le Autoritą albanesi? Furono momenti
indimenticabili, nei quali si rivelarono con toccante immediatezza le doti di
gentilezza e di spontaneitą che caratterizzano l’animo della vostra gente.
Cento anni or sono la Madonna del Buon Consiglio fu proclamata Patrona
d’Albania e ad essa fu consacrato il vostro popolo. Per ricordare e celebrare
questo evento avete voluto venire in pellegrinaggio a Roma ed al Santuario di
Genazzano, dove io stesso mi raccolsi in preghiera alla vigilia del viaggio in
Albania, per affidare quella visita alla vostra Patrona. La madre della Chiesa
non cessa, lungo i secoli, di tracciare nel mondo, in Europa e, in particolare,
su questa “rotta” che congiunge le due sponde del Mare Adriatico “ponti” di
preghiera e di cristiana solidarietą.
2. Benvenuti dunque, cari fratelli albanesi! Il Vescovo di Roma vi accoglie a
braccia aperte. Vi accoglie come ambasciatori di un popolo martire, sottoposto
per decenni ad una spietata persecuzione antireligiosa. Vi ripeto quanto dissi a
Scutari: “La vostra esperienza di morte e di risurrezione appartiene a tutta la
Chiesa e a tutto il mondo [...]. Non bisogna dimenticare quel che č stato”
(Omelia a Scutari, n. 2, Insegnamenti di Giovanni Paolo II, XVI/1 [1993]
1006s.).
Carissimi, in voi accolgo e saluto tutti i vostri connazionali: non solo i
cattolici ma anche gli ortodossi, devotissimi della Madre di Dio, ed i
musulmani, che pure di Maria hanno grande venerazione. Auspico che questo
pellegrinaggio costituisca una vibrante invocazione di pace per i popoli
d’Europa e in particolare dei Balcani. Sia incitamento a rinnovato impegno di
pacifica convivenza tra gli appartenenti alle diverse religioni, presenti in
Albania.
La storia della Chiesa, fecondata dal sangue dei martiri, mostra che il
vostro Paese possiede una speciale vocazione in fatto di accoglienza reciproca e
di tolleranza. Possa l’Albania diventare sempre pił patria dell’ecumenismo e del
dialogo interreligioso! Quale pił degno motivo di vanto per voi che quello di
essere additati, in Europa e nel mondo intero, ad esempio di dialogo, di
non-violenza, di accettazione reciproca? Al termine del secondo millennio, su
cui grava purtroppo la memoria di laceranti conflitti religiosi, č
provvidenziale ogni testimonianza del fatto che la vera fede non ammette
costrizioni e violenze.
Non č un caso che il popolo albanese abbia ricevuto una tale vocazione: esso
infatti ha conosciuto la povertą e l’oppressione, e la Scrittura ci insegna che
proprio ai poveri e agli oppressi il Signore mostra le sue vie, le vie che dalla
schiavitł conducono alla libertą. Ora, carissimi, vi sta di fronte una nuova,
impegnativa sfida: quella di conciliare lo sviluppo del Paese con la
salvaguardia di questo patrimonio religioso e morale, respingendo ogni lusinga
di ordine economico, politico o anche religioso, che possa causare divisione,
contrapposizione, conflitto tra fratelli. Non manca purtroppo, proprio nei
Balcani, la straziante dimostrazione di come gli uomini, figli dello stesso Dio,
possano arrivare a distruggersi a vicenda quando cedono a tali tentazioni.
3. Sia nuovamente Maria, la Madre del Buon Consiglio, a tracciare il cammino
dinanzi a voi: il cammino della fede e della pace, per ricostruire l’Albania nel
rispetto dei diritti di tutti i suoi figli, bandendo ogni forma di ingiustizia.
La Madonna del Buon Consiglio sia ancora una volta stella di speranza al vostro
orizzonte, stella della nuova evangelizzazione. I frutti della sua materna
protezione gią si vedono abbondanti. La Chiesa in Albania sta conoscendo infatti
una nuova primavera: numerose conversioni e ritorni alla pratica della fede,
aumento promettente di vocazioni sacerdotali e religiose, diffusione della
Bibbia e dei testi liturgici in lingua albanese, opere sociali ed educative al
servizio di tutti i cittadini senza alcuna distinzione.
Tutto questo č motivo per voi di sentita gratitudine al Signore, gratitudine
che in questi giorni affidate alle mani di Maria Santissima, mentre volge al
termine il mese di maggio a Lei dedicato. Permettetemi di unirmi spiritualmente
a voi e di rinnovare insieme con voi l’affidamento dell’Albania alla Madre del
Buon Consiglio.
O Zoja e Keshillit tė Mirė, Pajtorja e popullit shqiptar, lutu pėr ne! (O
Madonna del Buon Consiglio, Patrona del popolo albanese, prega per noi!).
Con questi sentimenti vi assicuro di uno speciale ricordo nella preghiera e
di cuore imparto a voi qui presenti ed all’intero popolo albanese la Benedizione
Apostolica.
To the pilgrims of Albanian origin from the United States I extend a warm
welcome and encourage you to preserve a great esteem for your fatherland and for
the values of your culture. May God bless you and your families, and keep you
close to his heart!
Ecco le parole del papa in una nostra traduzione in lingua italiana.
Ai pellegrini di lingua albanese provenienti dagli Stati Uniti estendo un
caloroso benvenuto e vi incoraggio a conservare la stima per la vostra patria e
per i valori della vostra cultura. Dio benedica voi e le vostre famiglie, e vi
tenga vicini al suo cuore!
Zoti e ruajtė atdheun tuaj, Zoti e mbrojtė popullin shqiptar nė mbarė botėn!
(Iddio protegga la vostra Patria, Iddio protegga il popolo albanese in tutto
il mondo!).
© Copyright 1995 - Libreria Editrice Vaticana
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