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VISITA ALLA PARROCCHIA DEI SANTI MARTIRI MARTINO
E ANTONIO ABATE A TOR DE’ CENCI

DISCORSO DI GIOVANNI PAOLO II

Domenica, 19 novembre 1995

 

Ai bambini 

Sia lodato Gesù Cristo!

Saluto tutti i presenti, non solamente i ragazzi e le ragazze della scuola elementare e media, ma anche i genitori e i maestri che si trovano dietro.

Vorrei farvi una domanda: conoscete il latino? Io vi dirò una parola: “Tertio Millennio adveniente”. Vuol dire che si avvicina il Terzo Millennio dopo Cristo perché siamo nel 1995, e fra cinque anni raggiungeremo il Duemila. E con il Duemila comincia il terzo millennio. Questo Terzo Millennio si riferisce ad una data storica, la nascita di Cristo. Quando sono entrato qui, ho guardato voi e pensavo così: ma tutti quei ragazzi, loro sono del Terzo Millennio!

Lo sapete quanti anni ha il Papa? quanti ne ha il Cardinale Ruini e Mons. Riva? Certamente ciascuno di noi ha più anni di voi. Allora forse il Signore ci porterà a vedere il Duemila, questo inizio del Terzo Millennio. Ma spero che farà questo a voi tutti, che appartenete già al Terzo Millennio, voi ragazzi delle scuole elementari e medie.

Che cosa dovrei augurare a voi? Auguro a voi di conoscere bene Gesù Cristo, perché vedete che sono passati duemila anni e si ritorna sempre alla sua persona, alla sua figura, alla sua missione, alla sua morte e alla sua risurrezione. Sempre si ritorna è ciò vuol dire che Cristo era una persona straordinaria che attraversa secoli e millenni. E in questi secoli e millenni rimane presente ieri, oggi e per sempre. Allora se una persona è così importante, bisogna imparare molto da lui.

Auguro tutto questo alla parrocchia che visito oggi, auguro ciò alle vostre famiglie, che sono l’ambiente dove si insegna e si impara Gesù Cristo, alle vostre scuole. Io penso che voi sapete già molte cose su Gesù Cristo. Avete fatto la Prima Comunione? La maggior parte sì. Questo è importante perché si conduce Gesù non tanto attraverso le parole, ma attraverso l’Eucaristia, attraverso la comunione con Lui. Allora quando si riceve la Comunione, sempre si aprono gli occhi della nostra anima, del nostro spirito, e noi conosciamo meglio Gesù Cristo.

Questo vorrei dirvi oggi, augurando a tutti voi, insieme con le vostre famiglie, le scuole e questa parrocchia, che sia felice la vostra giovinezza attraverso la grazia del Signore nostro Gesù Cristo.

Sia lodato Gesù Cristo!  

Al Consiglio Pastorale 

Dopo la Celebrazione Eucaristica, il Santo Padre incontra il Consiglio pastorale. Una sua rappresentante rivolge al Papa un indirizzo di saluto.
Queste le parole del Santo Padre.
 

Volevo dirvi che adesso sto leggendo la vita di Sant’Eusebio, Vescovo di Vercelli. Il Vescovo di Vercelli visse ai tempi risalenti subito dopo Costantino il Grande. Lui ha prima passato venti, venticinque anni a Roma, e dà molte informazioni su questa Chiesa. E constatò che la Chiesa di Roma di allora, diciassette secoli fa, è abbastanza simile alla Chiesa della Roma di oggi. C’erano il Vescovo, i sacerdoti, i diaconi, e c’erano i laici. Questa parola, che viene dal greco, era molto usata in quell’epoca. Allora penso che c’era anche un Consiglio Pastorale. Certamente. Perché non si poteva vivere direttamente la Chiesa, la comunità, qualsiasi realtà diocesana o parrocchiale, senza questa collaborazione tra sacerdoti e laici.

Volevo dirvi questo per confermare che, essendo abbastanza anziani, siete quindi radicati nell’antichità della Chiesa di Roma, nella sua tradizione bimillenaria. Vi auguro di continuare bene questo compito, di dare buoni consigli al vostro parroco. Lui già da solo ha molti buoni consigli. Me lo ha detto quando è stato invitato da me a pranzo. Ma ha anche bisogno di essere consigliato, come tutti noi.

La mia benedizione alle vostre persone, alle vostre famiglie, a questo Consiglio e a questa bella parrocchia.

Sia lodato Gesù Cristo!  

Ai giovani 

L’ultimo incontro della visita alla parrocchia dei Santi Martino e Antonio Abate è quello con i giovani. A nome di tutti, una ragazza rivolge al Papa parole di saluto.
Giovanni Paolo II così risponde.
 

Noi non abbiamo molte ricchezze, questo è giusto, questo è vero. Senza dubbio non avete molte ricchezze, ma siete ricchezza. Avete anche molte domande, domande che seguono il Papa dappertutto. Dove va incontra i giovani e sempre dappertutto incontra le domande alle quali deve dare una risposta.

Ecco, questo inno sulle ricchezze che non avete appartiene alla Comunità di Sant’Egidio. E qui la comunità è molto presente. Una comunità che porta con sé una spinta apostolica e dà vita a tutto il quartiere.

E bello che i giovani della Comunità di Sant’Egidio amano gli anziani. Si deve cercare questa comunione tra le generazioni. Gli anziani non devono essere mai abbandonati, devono essere seguiti, serviti, sostenuti, perché ne hanno bisogno. Poi dobbiamo pensare che col tempo tutti noi diventeremo anziani. Non si pensa a questo quando si hanno sedici diciotto anni. Anch’io ho avuto sedici diciotto anni e non pensavo di arrivare a 75 anni.

Vi auguro una bella giovinezza, unita a Cristo, vissuta alla luce del suo Vangelo, vissuta con la forza della sua Eucaristia, e vissuta con grande apertura verso il mondo di domani. Ho detto ai piccoli e ai ragazzi, i vostri fratelli e sorelle più piccoli, che a loro appartiene il Terzo Millennio. Lo dico anche a Voi. Vi auguro di camminare avanti, di entrate in questo Terzo Millennio con grande speranza. E vi do la benedizione perché già devo pensare all’Angelus Domini che fra poco ci riunirà sotto la finestra del Papa a San Pietro.

Allora, coraggio giovani!  

Il saluto di congedo alla comunità 

Al momento di congedarsi dalla comunità parrocchiale dei Santi Martino e Antonio Abate, il Santo Padre, dal sagrato della Chiesa, rivolge ai fedeli le seguenti parole.  

Saluto ancora tutti i parrocchiani, ringraziandoli per la loro presenza. Molti sono rimasti anche fuori della chiesa durante la Celebrazione Eucaristica. Vi auguro una buona domenica, una buona settimana, buon anno e tanti altri anni. E vi auguro Buon Natale, che è fra cinque settimane. E vi auguro una buona continuazione di missione in questa comunità, edificando la tanto bella chiesa materiale, visibile, ed edificando la chiesa invisibile ma molto reale nelle nostre anime.

Sia lodato Gesù Cristo!

 

© Copyright 1995 - Libreria Editrice Vaticana

 

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