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VIAGGIO APOSTOLICO NEGLI STATI UNITI

CERIMONIA DI CONGEDO

DISCORSO DI GIOVANNI PAOLO II

Aeroporto internazionale di Baltimore-Washington (USA)
Domenica, 8 ottobre 1995

 

Caro Vice-Presidente,
Cari Amici,
Caro Popolo d’America,

1. Mentre mi congedo dagli Stati Uniti, desidero esprimere la mia profonda e costante gratitudine a molte persone.

A lei, Signor Vice-Presidente, per essere cortesemente venuto qui a salutarmi. Ai Vescovi delle Diocesi che ho visitato e ai molti che si sono impegnati così intensamente per il buon esito di questa visita, alle autorità pubbliche, agli agenti della polizia e della sicurezza, che hanno garantito efficienza, ordine e sicurezza.

Ringrazio inoltre i rappresentanti delle diverse Chiese e Comunità Ecclesiali, che mi hanno accolto con buona volontà; gli americani di ogni razza, colore e credo, che hanno seguito con interesse e attenzione gli avvenimenti di questi giorni; agli uomini e alle donne che operano nell’ambito dei mezzi di comunicazione sociale, che hanno lavorato con diligenza per trasmettere le parole e le immagini di questa visita a milioni di persone; e soprattutto a tutti coloro che, di persona o da lontano, mi hanno sostenuto con le loro preghiere.

Rivolgo alla comunità cattolica degli Stati Uniti i miei sentiti ringraziamenti! Con le parole di San Paolo: “Ringrazio il mio Dio ogni volta ch’io mi ricordo di voi, pregando sempre con gioia per voi in ogni mia preghiera” (Fil 1, 3).

2. Lo dico anche agli Stati Uniti d’America: oggi, nel nostro mondo molte Nazioni e molti popoli guardano a voi come al modello e all’esempio principali per il proprio progresso nella democrazia. Ma la democrazia ha bisogno di saggezza. La democrazia ha bisogno di virtù, se non vuole mettersi contro tutto ciò che intende difendere e incoraggiare. La democrazia resiste o cade a seconda delle verità e dei valori che incarna e promuove.

La democrazia serve ciò che è vero e giusto quando tutela la dignità di ogni persona umana, quando rispetta gli inviolabili e inalienabili diritti umani, quando fa del bene comune il fine e il criterio regolatori di tutta la vita pubblica e sociale. Tuttavia, questi stessi valori devono avere un contenuto oggettivo. Altrimenti corrispondono soltanto al potere della maggioranza o ai desideri di chi grida più forte. Se un atteggiamento di scetticismo dovesse riuscire a mettere in dubbio perfino i principi fondamentali della legge morale, lo stesso sistema democratico verrebbe scosso alla base (cf. Evangelium Vitae, 70).

3. Gli Stati Uniti possiedono una garanzia, un grande baluardo contro questa eventualità. Mi riferisco ai vostri documenti costitutivi: la Dichiarazione di Indipendenza, la Costituzione, la Bill of Rights. Questi documenti si basano, incarnandoli, sugli immutabili principi del diritto naturale, la cui verità e validità perenni possono essere comprese dalla ragione, in quanto si tratta della legge iscritta da Dio nei cuori umani (cf. Rm 2, 25).

Al centro della visione morale dei vostri documenti costitutivi sta il riconoscimento dei diritti della persona umana, e soprattutto il rispetto per la dignità e la santità della vita umana in tutte le condizioni e ad ogni stadio di sviluppo. Ti dico ancora una volta, America, alla luce delle tue tradizioni: ama la vita, nutri la vita, difendi la vita dal concepimento fino alla morte naturale.

4. Al termine del vostro Inno Nazionale troviamo queste parole:

“Dobbiamo conquistare, quando la nostra causa è giusta,
E questo sia il nostro motto: «In Dio riponiamo la nostra fiducia!»”.
America: che tu possa sempre riporre la tua fiducia in Dio e in nessun altro.
E quindi,
“Sventoleremo in trionfo la bandiera a stelle e strisce,
sul Paese della libertà e sulla casa dei coraggiosi”.
Grazie, e che Dio vi benedica tutti!

 

© Copyright 1995 - Libreria Editrice Vaticana

 

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