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DISCORSO DI GIOVANNI PAOLO II
AD UN GRUPPO DI PELLEGRINI DEL SENEGAL

Martedì, 5 settembre 1995

 

Cari Fratelli e Sorelle,

È per me una grande gioia ricevervi nella residenza di Castel Gandolfo in occasione del vostro pellegrinaggio in tre città care alla memoria cristiana, Gerusalemme, Roma e Lourdes. Siete qui giunti dal Senegal, terra dove ho soggiornato tre anni fa e che ha lasciato in me un intenso ricordo. Sono felice di salutare la presenza di Monsignor Adrien Théodore Sarr, Vescovo di Kaolack, che ebbi il piacere di incontrare nel corso di quel mio viaggio. Con voi qui è un po’ come se il sole d’Africa fosse venuto a splendere sul suolo d’Italia.

Come già sapete, ben presto partirò alla volta del vostro Continente, il che è per me motivo di gioia e di riconoscenza. La recente Assemblea per l’Africa del Sinodo dei Vescovi ha ricordato quanto il Vangelo sia ormai radicato nelle sue diverse regioni e quanto sia ancora molto quel che resta da fare. Un avvenire a misura del passato, un presente ricco di promesse: noi chiediamo ogni giorno al Signore di far crescere ciò che Lui stesso ha seminato. Un po’ di lievito basta a far crescere tutta la pasta e voi, amici cari, siete il lievito del Signore, il lievito della Chiesa, se accettate di lasciarvi conquistare da Cristo per divenire voi stessi missionari africani dell’Africa.

E come potreste essere missionari se non aveste le vostre radici nella terra in cui il Vangelo ebbe a svilupparsi? Siete qui a Roma perché avete voluto fare un pellegrinaggio proprio nel luogo in cui il primo degli Apostoli, San Pietro, rese testimonianza della fede e donò il suo sangue per Colui al quale aveva detto: “Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente” (Mt 16, 16). E Roma a offrirvi oggi quella “teranga”, quella ospitalità, di cui ho io stesso goduto, ed è ben felice di farlo, perché corrisponde alla sua vocazione di madre delle Chiese.

Non abbiate esitazioni a percorrere la Città Eterna alla ricerca delle numerose testimonianze che attestano quanto il cristianesimo vi sia radicato. Le basiliche vi mostreranno con quanta venerazione i nostri santi Padri nella fede vollero rendere onore a Cristo Salvatore per intercessione di grandissimi santi. In San Pietro in Vaticano potrete pregare il capo degli Apostoli e in San Giovanni in Laterano rendere omaggio alla prima cattedrale della cristianità, che un legame invisibile accomuna al più piccolo dei santuari del vostro paese. Avrete modo di chiedere all’apostolo Paolo la forza di annunciare il Vangelo “in ogni occasione opportuna e non opportuna” (2 Tm 4, 2) e quindi di innalzare la vostra lode della Beata Vergine in Santa Maria Maggiore.

Come vedete, le cose da fare non vi mancheranno! Potrete infatti andare a visitare anche le catacombe, entrare e pregare nelle chiese che costellano le vie della Città, scoprire i suoi numerosi musei, senza trascurare i necessari momenti di riposo. Più conoscerete Roma, più vorrete conoscerla!

Vi auguro buona permanenza, cari amici, e vi ringrazio per la vostra visita. Vi affido alla Nostra Signora di Lourdes e, nel salutare per vostro tramite tutti i fratelli e tutte le sorelle del Senegal, vi imparto con affetto la mia Benedizione Apostolica.

 

© Copyright 1995 - Libreria Editrice Vaticana

 

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