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VISITA PASTORALE A LORETO

INCONTRO DI GIOVANNI PAOLO II
CON I BAMBINI

Santa Casa di Loreto (Ancona) - Domenica, 10 settembre 1995

 

Carissimi ragazzi!

1. È molto bello che durante questo pellegrinaggio io possa avere un incontro particolare con voi e con i vostri genitori. Vi saluto tutti con affetto e ringrazio chi ha parlato a nome di tutti. Sono contento che abbiate letto la mia Lettera ai bambini e che vi sia piaciuta. Vorrei darvi un consiglio: conservatela e, ogni tanto, rileggetela. È un modo per rimanere vicini al Papa, per ricordarlo e pregare secondo le sue intenzioni.

Dicevo che in questo pellegrinaggio non poteva mancare un incontro con i bambini e le loro famiglie. Infatti, la Casa di Maria, che si venera da sette secoli nel Santuario di Loreto, ci fa pensare alla vita della Santa Famiglia, a Nazaret. Possiamo immaginare il piccolo Gesù nel suo ambiente quotidiano: mentre corre e gioca intorno a casa, o mentre dorme, oppure seduto a mangiare con i suoi genitori. Poi lo vediamo uscire, di sabato, per andare alla sinagoga dove ascoltava le Sacre Scritture e prendeva parte alle preghiere rituali del suo popolo.

Chissà se a quel tempo a Nazaret c’era anche una scuola? Ma forse questa è una cosa alla quale preferite non pensare, specialmente in questi ultimi giorni di vacanza. Comunque, anche per Gesù, la prima vera scuola di vita è stata proprio la sua famiglia: da Giuseppe e Maria ha imparato le cose più importanti: l’umiltà, la fedeltà, la preghiera, il lavoro...

E così, come racconta san Luca, “Gesù cresceva in sapienza, età e grazia davanti a Dio e agli uomini” (Lc 2, 52).

2. Cari ragazzi, sapete che la famiglia di Gesù, quando egli era ancora molto piccolo, è stata costretta a fuggire dalla Palestina in Egitto, perché Erode voleva uccidere il Bambino. Giuseppe, Maria e Gesù sono stati “profughi”, come si dice con una parola che, purtroppo, oggi ricorre spesso. Ai nostri giorni ci sono milioni di profughi nel mondo. Tra questi la maggior parte sono famiglie, e moltissime, specialmente in Africa, con bambini piccoli.

In questo momento, insieme con voi, vorrei affidare alla Madonna e alla Santa Famiglia tutti i bambini profughi del mondo. Così pure vi invito a ricordare tanti vostri coetanei che hanno perso il papà o la mamma, o tutt’e due, a causa della guerra. Proprio qui a Loreto, l’anno scorso, incontrai un gruppo di donne di Sarajevo, vedove a causa della guerra. La nostra preghiera non vuole fermarsi alle parole: sentiamoci impegnati, come cristiani, come Chiesa, ad essere “casa” per chi è senza casa, ad essere “famiglia” per chi è senza famiglia.

So che voi bambini siete particolarmente sensibili a questi problemi. Me lo avete anche scritto rispondendo alla mia Lettera, nella quale vi invitavo a pregare con me per la pace. Vi ripeto che conto molto su di voi per questa lotta pacifica che stiamo combattendo contro le forze del male.

Non lasciatevi mai catturare dagli esempi e dai messaggi negativi che purtroppo di frequente oggi ci giungono da tante parti. Ci sono molti problemi e violenze nel mondo, però i vostri occhi e i vostri cuori orientateli all’amore, alla bontà, alla verità. Imparate da Gesù, che vinceva il male col bene.

3. Un’altra cosa vi voglio dire, pensando a Gesù quando aveva la vostra stessa età. Ricordate quello che disse ai genitori, preoccupati di averlo smarrito, quando, dopo averlo cercato dappertutto, lo trovarono mentre discuteva coi dottori nel Tempio? Alla madre Maria che gli domandava: “Figlio, perché ci hai fatto così?” (Lc 2, 48), egli rispose: “Perché mi cercavate? Non sapevate che io devo occuparmi delle cose del Padre mio?” (Lc 2, 49). Dopo questo fatto, Gesù ritornò a Nazaret con i suoi genitori e, dice il Vangelo, “stava loro sottomesso” (Lc 2, 51).

Ciascuno di noi ha un Padre nel cielo e una famiglia sulla terra. Dobbiamo imparare ad ascoltare la voce di Dio Padre che parla nel cuore. Questo significa “diventare grandi”! Una persona è “grande” quando riconosce Dio come Padre e si comporta da figlio degno e riconoscente. Gesù, a dodici anni, ha voluto far capire ai suoi genitori che voleva seguire prima di tutto la volontà del Padre celeste e, potremmo dire, proprio per questo rimase sempre obbediente, vivendo a Nazaret e aiutando Giuseppe nel lavoro di carpentiere.

Così, egli diventa modello da imitare nell’obbedienza ai vostri genitori. Nello stesso tempo invita ad amare con tutto il cuore il Padre che è nei cieli e ad ascoltare la sua voce, che chiama ognuno a compiere una singolare missione nella Chiesa e nella società. Cari ragazzi, quando Dio vi fa capire che vuole da voi un segno di amore, di onore speciale, non abbiate paura di farlo, e anche i vostri genitori si accorgeranno che voi state diventando cristiani maturi, che amano Dio al di sopra di tutto.

4. Quante altre cose si potrebbero dire, ma il tempo stringe ed è giunto il momento di salutarci. Qui a Loreto c’è una situazione del tutto particolare: in mezzo alle case si trova la Casa di Maria. Cari ragazzi e cari genitori, fate in modo che i sentimenti, i gesti, gli atteggiamenti di Gesù, di san Giuseppe e della Madonna siano anche i vostri: regnino in ogni casa l’amore, il rispetto e la pace. Ed il Signore conceda alle famiglie di Loreto di essere delle autentiche chiese domestiche, secondo la vocazione di ogni famiglia cristiana. Ed ai bambini di Loreto di essere dei veri amici di Gesù!

Per questo vi affido tutti alla protezione della Santa Famiglia e di cuore vi benedico.  

Il Papa a conclusione dell’incontro ha aggiunto:  

Vorrei ringraziare per questo dono conclusivo offertomi adesso da Vostra Eccellenza a nome della Chiesa di Loreto: la Madonna lauretana. Questo dono lo ricevo dalle mani di tutti i fedeli della diocesi di Loreto e specialmente di questi piccoli. Io penso che questo incontro con i bambini è molto opportuno nella Giornata dell’Incontro europeo dei giovani per due motivi.

Prima di tutto perché i giovani erano una volta bambini come voi e voi bambini tra qualche anno diventerete giovani come loro. È necessaria questa concatenazione, questa continuità delle generazioni davanti alla Madonna di Loreto, davanti a questa Santa Casa.

Il secondo motivo è molto importante, perché la Casa di Loreto, della Santa Famiglia, di Maria, di Giuseppe e di Gesù era simile alle vostre case di Loreto. Avete quindi due case: la vostra e questa Santa di Loreto.

Vi auguro di essere nella vostra casa come se foste nella Casa Santa di Loreto. Ho visto come i bambini sono molto semplici e gioiosi davanti a questa Casa, come se stessero giocando nel proprio ambiente familiare.

Vi auguro di conservare sempre questa semplicità e questa vicinanza alla Casa di Loreto e a Maria e vorrei offrire a tutti i presenti, e specialmente ai bambini, una Benedizione.

 

© Copyright 1995 - Libreria Editrice Vaticana

 

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