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PELLEGRINAGGIO APOSTOLICO IN CAMERUN, SUD AFRICA E KENYA

CERIMONIA DI CONGEDO

DISCORSO DI GIOVANNI PAOLO II

Aeroporto internazionale di Nsimalen a Yaoundé (Camerun)
Sabato, 16 settembre 1995

 

Signor Presidente della Repubblica,
Signore, Signori Rappresentanti delle Autorità,
Signori Cardinali,
Cari Fratelli nell’Episcopato,
Cari Amici del Camerun,

1. Al termine della prima tappa del mio viaggio in Africa, vi sono riconoscente per essere venuti cortesemente ad accompagnarmi fin qui. Signor Presidente, accolga l’espressione della mia profonda gratitudine per tutte le attenzioni di cui ha circondato la mia permanenza a Yaoundé. E voglia assicurare della mia riconoscenza i suoi collaboratori e i servizi che hanno permesso il buon svolgimento di questa visita avendo cura che gli incontri si svolgessero nelle migliori condizioni possibili.

Mi permetta di assicurare anche della mia cordiale riconoscenza i giornalisti della stampa e dei mezzi di comunicazione audiovisivi: li ringrazio di aver dato a numerosi abitanti del Camerun, come a molte altre persone al di là delle frontiere, la possibilità di unirsi ai momenti salienti di questa visita pastorale.

Nel lasciare il Paese, crocevia situato nel cuore del continente africano, desidero salutare ancora tutti i suoi abitanti. Cari amici del Camerun, le circostanze non mi hanno permesso di incontrarvi nelle vostre regioni, nelle vostre città e nei vostri villaggi. Ricevete tutti, comunque, il mio messaggio di cordiale amicizia!

Vorrei rivolgermi soprattutto ai più bisognosi fra di voi cui desidererei recare conforto: penso agli emarginati, a tutte le persone che soffrono nel cuore e nel corpo; il mio pensiero va anche ai detenuti ai quali auguro di poter ritrovare in una rinnovata serenità il loro posto nella società.

Saluto le famiglie che portano avanti con coraggio i loro compiti: esse meritano che la società ne riconosca il ruolo insostituibile per il bene di tutti. Rivolgo nuovamente i miei auguri ai giovani, affinché costruiscano il loro futuro in maniera positiva, aperti alla dimensione spirituale della vita, preoccupandosi sempre di essere utili ai propri fratelli.

I miei auguri vanno anche agli uomini e alle donne che hanno responsabilità nella vita pubblica e in quella economica. Spero che possano contribuire a eliminare gli ostacoli che ancora rallentano quello sviluppo di cui tutti i loro connazionali devono poter beneficiare.

2. Rivolgo un particolare ringraziamento a S.E. il Cardinale Christian Tumi, a Monsignor Jean Zoa, Arcivescovo di Yaoundé, e a tutti i Vescovi di questo Paese, per la meravigliosa accoglienza riservatami. E la mia gratitudine si estende a tutti coloro che hanno collaborato all’organizzazione delle celebrazioni di ieri. Conservo un ricordo indimenticabile della fervente moltitudine che ha partecipato alla Messa solenne, culmine di questo incontro con la Chiesa che è in Africa. Avete saputo, cari amici, esprimere la vostra fede e la vostra speranza con tutta la ricchezza delle vostre qualità naturali, con la parte migliore della vostra cultura. Grazie per questa ardente manifestazione della comunione della Chiesa in Africa con il Successore di Pietro e con tutta la Chiesa universale.

Vorrei aggiungere quanto ho apprezzato la presenza di rappresentanti delle altre confessioni cristiane e delle altre tradizioni religiose. Essi hanno dato un segno eloquente dell’apertura di spirito e del rispetto reciproco che devono guidare il libero dialogo dei credenti di diversa appartenenza. Auspico che questo dialogo si approfondisca nella vita di ogni giorno, nella collaborazione per il reciproco aiuto fraterno come pure per la riflessione di ordine spirituale.

3. I miei incoraggiamenti vanno soprattutto ai sacerdoti, ai religiosi e alle religiose della Chiesa cattolica. Voi siete, cari amici, uno dei più bei segni viventi della maturità raggiunta dalle vostre comunità. Avete una grande responsabilità nel guidare e animare parrocchie e gruppi. Molti contano sulla vostra testimonianza generosa e disinteressata di servi fedeli di Dio e della Chiesa. Rispettate gli impegni che avete preso rispondendo alla chiamata del Signore. Attraverso l’irradiamento della vostra fede, la luce del vostro insegnamento e l’esempio della vostra perseveranza, aiutate i membri della Chiesa a costruire insieme comunità unite e ferventi.

A tutta la Chiesa cattolica in Camerun, auguro che la celebrazione del Sinodo per l’Africa sia il punto di partenza di un nuovo slancio. Fratelli e Sorelle, ascoltate gli appelli che vi rivolge il Vescovo di Roma unito ai vostri Vescovi. Vivete sinceramente ciò in cui credete, siate cristiani fedeli, aperti e fraterni in tutto il vostro essere e in ogni momento della vostra vita!

4. Cari amici, la mia visita in Camerun mi ha permesso di vedere molti doni materiali e spirituali che Dio Onnipotente ha profuso sul vostro Paese. Vi ringrazio di cuore per la vostra ospitalità e per la gioiosa accoglienza che mi avete riservato. Il Camerun è stato benedetto con famiglie solide, e i suoi numerosi giovani sono un segno vivo della speranza per il futuro. Possiate essere sempre una società nella quale tutti sono accolti, rispettati e amati come fratelli e sorelle e dove tutti vengono incoraggiati a offrire le loro doti per operare per il bene comune.

5. Signor Presidente, nel prendere congedo, le rinnovo i miei ringraziamenti e i miei auguri. Possa il Camerun, con tutto il suo dinamismo, prendere parte attiva allo sviluppo di questo continente africano che mi è così caro! Possano tutti i suoi abitanti conoscere la felicità di vivere in un intesa fraterna e di ottenere la prosperità di una società sempre più felice!

Che Dio Onnipotente e misericordioso benedica la vostra patria!

 

© Copyright 1995 - Libreria Editrice Vaticana

 

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