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PELLEGRINAGGIO APOSTOLICO IN CAMERUN,
SUD AFRICA E KENYA
CERIMONIA DI CONGEDO
DISCORSO DI GIOVANNI PAOLO II
Aeroporto internazionale di
Johannesburg (Sud Africa) Lunedì, 18 settembre
1995
Cari amici,
1. La mia breve visita in Sud Africa è giunta al termine e devo proseguire
per proclamare il messaggio della Sessione Speciale per l’Africa del Sinodo dei
Vescovi alla Chiesa in un’altra parte di questo amato continente. Grato a Dio
ringrazio tutti i sudafricani per la calorosa ospitalità ricevuta in questi
giorni. Nelle mie preghiere ricorderò tutti voi, soprattutto i giovani, i
malati, i bisognosi e tutti coloro che soffrono ancora per la giustizia e la
libertà.
Ringrazio in particolare il Presidente Mandela e le autorità civili che hanno
reso possibile questa visita e sono stati presenti ai vari eventi. Ringrazio le
autorità pubbliche e i molti volontari che hanno aiutato in ogni modo possibile.
Sono grato anche agli operatori della stampa, della radio e della televisione
che hanno trasmesso l’avvenimento in altre parti dell’Africa e nel mondo.
2. Ai Vescovi cattolici e ai fedeli esprimo anche la mia profonda gratitudine
e il mio apprezzamento. Abbiamo pregato insieme e celebrato i misteri della
nostra fede. Abbiamo invocato la benedizione e la protezione di Dio sulla Chiesa
e sulla società. Porterò con me le immagini e i suoni della gioiosa accoglienza
che avete riservato ai risultati del Sinodo per l’Africa. Traggo incoraggiamento
dal vostro generoso impegno a mettere in pratica le sue decisioni e i suoi
orientamenti, mentre l’intera Chiesa si prepara a entrare nel terzo millennio
cristiano, sempre più conformata al suo Signore Crocifisso e Risorto.
Rassicuro i nostri fratelli cristiani e i seguaci di altre tradizioni
religiose del fatto che, rispondendo alle aspirazioni dei popoli di questo
continente alla dignità, alla libertà e alla pace autentiche, la comunità
cattolica sente il bisogno d’intensificare la cooperazione ecumenica e il
dialogo interreligioso. Seguendo il cammino della stima reciproca e
dell’amicizia possiamo operare insieme per il bene comune. Divisi possiamo solo
rimandare l’avvento della giustizia e della pace autentiche.
3. La storia recente del Sud Africa dimostra che la pace è la vittoria dello
spirito umano che decide di abbandonare il cammino delle divisioni e dei
conflitti e di seguire la via del perdono e della fratellanza. Una nazione che
affronta un nuovo inizio, in mezzo a difficoltà di ogni genere, ha bisogno della
cooperazione e della solidarietà di tutti. La pace richiede un coraggio maggiore
della insensata temerarietà che continuerebbe a ricorrere ai vecchi metodi della
violenza. Se è importante conoscere la verità sugli errori del passato e
attribuire debitamente le responsabilità, è ancor più importante curare la
pianta di una società multirazziale giusta e armoniosa che sta germogliando e
permetterle di crescere. Tutta l’Africa, anzi tutto il mondo, segue ogni vostro
passo, sapendo che ogni conquista lungo il cammino verso una società più giusta,
più umana, più degna dei suoi cittadini, è una vittoria di tutti, poiché porta
l’ispirazione e la speranza di un simile successo ovunque.
Che Dio benedica quanti operano a favore della giustizia e dell’armonia,
senza discriminazioni, tra i popoli e le nazioni dell’Africa! Possa
l’Onnipotente infondere la sua pace nei cuori di tutti i sudafricani!
Arrivederci! Che Dio benedica tutti voi!
© Copyright 1995 - Libreria Editrice Vaticana
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