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DISCORSO DI GIOVANNI PAOLO II
AI PARTECIPANTI AL CAPITOLO GENERALE
DELL’ORDINE AGOSTINIANO

Palazzo Pontificio di Castel Gandolfo - Sabato, 23 settembre 1995

 

Carissimi Fratelli Agostiniani!

1. Vi accolgo con gioia, in occasione del Capitolo Generale del vostro illustre Ordine, che ha celebrato l’anno scorso sette secoli e mezzo di vita ed affonda le sue radici nell’esperienza monastica di sant’Agostino d’Ippona. Porgo a tutti voi il mio affettuoso saluto. Rivolgo uno speciale pensiero al P. Miguel Angel Orcasitas Gómez, riconfermato dalla vostra assemblea per il prossimo sessennio nel servizio di Priore Generale, formulando cordiali auguri di una guida saggia ed illuminata, che prepari adeguatamente l’Ordine ad entrare nel terzo millennio cristiano.

Nel Capitolo Generale del 1989, la vostra strategia spirituale già si orientò verso tale storico traguardo e scelse come tema: “Gli Agostiniani verso il 2000”. La presente assemblea, riprendendo ed approfondendo la medesima prospettiva, si propone di delineare la fisionomia degli “Agostiniani per i tempi nuovi”.

Siete, anche in questo, fedeli seguaci del vostro ispiratore e della vostra guida, sant’Agostino: la sua figura spirituale, la sua dottrina ed il suo stile pedagogico parlano infatti a tutte le epoche e rivelano anche ai giorni nostri una sorprendente attualità. Ciò deriva in realtà dal Vangelo, antico e sempre nuovo, del quale Agostino è sapientissimo interprete e testimone luminoso. Sulle orme del grande Dottore, studiatevi di orientare sempre la vostra vita personale e comunitaria alla luce degli insegnamenti e degli esempi di Cristo.

2. La sequela Christi, regola basilare dell’esistenza cristiana, ha rappresentato infatti, fin dagli esordi del vostro Ordine, non soltanto la via per il cammino di perfezione dei singoli, ma anche la ragion d’essere e lo scopo della vostra fraternità, la quale non mira primariamente a realizzare una qualche attività apostolica, bensì a cercare e servire insieme Dio seguendo Cristo e il suo Vangelo.

Le attività apostoliche sono una conseguenza ed una testimonianza della vostra fraternità e possono variare secondo le necessità della Chiesa e dei tempi. La comunione di vita e di beni, senza la quale non esiste la comunità, diventa in tal modo per voi una chiamata alla condivisione di fede, di preghiera e di lavoro con coloro che la Provvidenza mette a contatto con voi, perché anch’essi abbiano la vita e l’abbiano in abbondanza (cf. Gv 10, 10).

3. La nobile ed esigente meta che il Capitolo Generale si propone – preparare cioè le condizioni perché vi siano nuovi ed autentici Agostiniani per i tempi nuovi – porta con sé anche le sfide connesse con una formazione adeguata a tale fine e con la necessaria ricerca e scelta dei candidati.

La presenza dell’Ordine agostiniano in tutto il mondo offre ad esso la possibilità di diffondere il proprio carisma anche in terre di recente evangelizzazione, raccogliendo in esse una promettente messe. Avete inoltre sviluppato una rete di centri di formazione capaci di assicurare la preparazione culturale e spirituale dei candidati secondo l’ormai consolidata tradizione formativa agostiniana. Desidero incoraggiarvi ad insistere su questa linea. Non posso non augurare che si rafforzino ulteriormente gli studi superiori, specialmente quelli patristici, che sono diventati una caratteristica del vostro Ordine e costituiscono anche un prezioso servizio per tutta la Chiesa.

4. Un problema comune al vostro e ad altri Ordini che hanno alle spalle molti secoli di storia, è quello della collaborazione all’interno dell’istituto tra i diversi organismi che lo compongono. La struttura giuridica, antica e venerabile, non sempre è in tutto adatta alla mobilità ed alle altre caratteristiche dei tempi nuovi. Ciò non manca talvolta di avere conseguenze negative sull’efficienza apostolica ed anche sulla vitalità stessa dell’impegno religioso. Sono certo che il bene della Chiesa e dell’Ordine sarà sempre per voi il principale criterio di discernimento, qualora si riveli necessario qualche sacrificio o la rinuncia a qualche diritto acquisito, per aumentare l’incisività dell’azione apostolica o per adottare strutture o attività finora non previste dalla prassi ordinaria.

5. Carissimi Fratelli, non siete soli nell’impegno di condurre innanzi il carisma e la spiritualità agostiniani. Accanto a voi c’è lo stuolo numeroso degli Istituti religiosi che, insieme, formano la grande Famiglia agostiniana. Penso, in primo luogo, agli 82 monasteri femminili sparsi in ben 14 nazioni ed alle 96 Congregazioni religiose che condividono la vostra spiritualità.

Avete pure iniziato una promettente collaborazione con i laici, i quali con rinnovato interesse chiedono di partecipare alla spiritualità e alla missione degli Istituti religiosi. Essi trovano nell’itinerario di fede e di santità del grande Vescovo di Ippona un orientamento sicuro e ricchissimo, a fronte di una diffusa carenza di formazione religiosa e spirituale, che oggi si riscontra in molti ambienti e in molte persone anche di buona volontà.

Pensando a questa grande Famiglia della quale siete parte, desidero affidarla in tutte le sue componenti alla materna protezione di Maria Santissima e, invocando la celeste intercessione di sant’Agostino, imparto di cuore ad essa ed a ciascuno di voi una speciale Benedizione Apostolica.

 

© Copyright 1995 - Libreria Editrice Vaticana

 

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