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VISITA PASTORALE ALLA PARROCCHIA DI SAN GIROLAMO EMILIANI

DISCORSO DI GIOVANNI PAOLO II

Domenica, 1° dicembre 1996

 

Vorrei esprimere la mia ammirazione per il canto che avete intonato: «Santo, Santo». Chi cantava: «Benedetto Colui che viene nel nome del Signore»?: Cantavano così i ragazzi e le ragazze quando Gesù entrava a Gerusalemme nella Domenica delle Palme, all'inizio della Settimana Santa. Entrava per compiere a Gerusalemme il Mistero pasquale, con la sua morte e la sua risurrezione. Oggi è la prima domenica di Avvento e ci prepariamo non ancora agli eventi della Settimana Santa, ma ci prepariamo al Natale e questo canto - «Benedetto Colui che viene nel nome del Signore» - si riferisce quindi alla notte di Betlemme, quando Gesù venne per la prima volta, facendosi uomo come noi. Egli nasce a Betlemme per poi crescere come tutti noi, come ho fatto anche io.

Mi è stato chiesto cosa facevo quando ero bambino. Facevo le stesse cose che fate voi. Di Gesù si dice che cresceva negli anni e nella Grazia di Dio e nella sapienza di Dio e degli uomini. Questo è il programma universale per tutti i ragazzi: crescere nella sapienza, nell'educazione crescere nella grazia di Dio e maturare per essere sempre più simili a Cristo, a Gesù. Questo vi auguro. Mi congratulo con voi che siete i privilegiati, come i bambini che hanno accompagnato Gesù all'inizio della Settimana Santa, cantando: «Santo, Santo. Benedetto Colui che viene nel nome del Signore».

Noi ripetiamo questo canto nella Santa Messa, celebrando l' Eucaristia. Lo cantiamo al momento della preghiera eucaristica, nel momento in cui avviene la transustanziazione, quando Gesù si prepara a venire sotto le specie del pane e del vino.

Vi auguro di vivere profondamente tutti i misteri della nostra fede. In questo momento il mistero natalizio, attraverso l'Avvento e poi il Santo Natale. Vi auguro grande gioia nel Natale. Tra poco ci ritroveremo intorno al Presepe. Avete cantato bene e adesso vi comportate molto bene, così calmi e così composti.

Siete veramente dei bravi ragazzi. Vi auguro anche di crescere negli anni e nella scuola fino all'università, per poi trovare la vostra vocazione, che può essere anche sacerdotale o religiosa, ma la maggioranza si sposa e costituisce delle famiglie. Auguro alle vostre famiglie tutto il bene. Che il Signore benedica le vostre famiglie. Buon Natale!

Ai giovani

Siete quasi tutti Scout. Ho visto subito che sono due le compo­nenti che promuovono la vita della parrocchia: gli Scout e i neocatecumenali. Gli Scout si vedono dalle uniformi, i neocatecumenali si sentono dai canti. Vorrei ringraziarvi per la vostra accoglienza e per la partecipazione a questa visita e vorrei auguravi buon Avvento.

Grazie a Dio esiste l'Avvento. La vita sarebbe vuota se non ci fosse un Avvento, se non ci fosse l'attesa di qualcuno, di una persona che ci porta un dono, il dono di se stesso. Ciò si compie in Gesù Cristo nel senso perfettissimo, pienissimo. Ma tutto ciò si compie anche nella nostra vita nella dimensione umana, e Cristo accetta queste dimensioni umane.

Ci sarebbe un vuoto se non ci fosse un'altra persona, un giovane o una giovane, il marito per la moglie, i genitori per i figli, i figli per i genitori, se non ci fossero gli anziani benedetti. Se tutto ciò manacasse, ci sarebbe il vuoto. Cerchiamo sempre di non trovarci vuoti, di riempire il vuoto con l'amore. Questo ci insegna Cristo. Questo ci insegna l'Avvento. Avvento vuol dire apertura alla venuta di Cristo.

A ciascuno di noi Dio offre un'altra persona, un'altra prospettiva con questa persona. Persona o persone. Perché nella vita non esiste solo la dimensione del matrimonio e della famiglia, ma esiste anche la dimensione della vita sociale, professionale. Da per tutto ci sono persone da incontrare e da accettare, da amare e dalle quali essere amati. Vi auguro che la vostra vita sia piena e mai vuota. Imparate questo e pregate per questo nostro Signore Gesù Cristo che viene. Pregate Gesù che viene come bambino a Betlemme e come nostro Redentore sulla croce. Pregate Gesù che viene perché vi doni un cuore aperto affinché possiate accettare il dono delle persone che egli vi donerà. Anche la vita del sacerdote non è mai vuota, ma è sempre pienissima, sempre aperta alle altre persone. Ma questa è la vocazione speciale, come lo è anche la vocazione religiosa.

Vi auguro di trovare nella vita la vostra vocazione, di non essere mai vuoti e di compiere í passi della vostra vita verso Dio che è il nostro ultimo Avvento.

Al Consiglio pastorale

Volentieri offro le mie preghiere per questo fratello come anche per tutti i fratelli e le sorelle della vostra comunità. Salutando voi, saluto tutta la parrocchia, questa parrocchia che ha un territorio vasto e conta 8.000 persone.

La vostra storia è recente , conta venti anni, ma legata sin dall'inizio ai Padre Somaschi, alla loro missione e al loro apostolato. Devo congratularmi con voi per l'opera che avete compiuto. E' stato molto difficile creare qui la parrocchia, costruire la chiesa e tutto il complesso parrocchiale. Ma lo avete ottenuto. Non siete «senza-tetto». Avete un tetto per le vostre assemblee liturgiche e per tante altre assemblee, dei giovani, degli adulti e dei ragazzi.

Vi auguro di continuare e di perseverare. La Chiesa è sempre da edificare. Una volta edificata è sempre da edificare, perché è una realtà non solamente fisica, ma soprattutto spirituale. Edificare vuol dire maturare, come persone e come comunità. In questo aspetto il Consiglio pastorale ha un grande compito, perché abbraccia tutte le famiglie e aiuta i sacerdoti e il parroco a servire questa Chiesa. Il nostro compito è di servire, come Gesù. Vi auguro anche una buona preparazione al Santo Natale.

 

© Copyright 1996 -  Libreria Editrice Vaticana

 

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