DISCORSO DI GIOVANNI PAOLO II AI
PELLEGRINI MOLISANI
Domenica, 8 dicembre 1996
Carissimi Fratelli e Sorelle!
Grazie per questo magnifico spettacolo; grazie per questo “Falò della
fratellanza”!
Ringrazio cordialmente e saluto le Autorità civili della Regione Molise e del
Comune di Agnone, i Responsabili delle Province di Campobasso e di Isernia, i
Sindaci dei Comuni Molisani e gli Organizzatori di questa speciale edizione
dell’antichissimo rito della “’ndocciata”, in occasione del 50° anniversario
della mia Ordinazione sacerdotale.
Saluto anche voi, pastori e contadini, protagonisti di così stupenda
manifestazione di fede e di cultura, che anticipa l’annuncio gioioso del Natale
del Signore. I vostri padri, convertendosi alla Fede cristiana, hanno
trasformato l’antico rituale pagano del fuoco solstiziale, in accoglienza
festosa di Gesù, Luce del mondo. Il fuoco, benefico elemento di purificazione e
di vita per gli esseri viventi, è diventato così segno di Cristo che,
liberandoci dal peccato, ci dona la risurrezione e la vita.
Le crepitanti fiaccole, splendendo nella notte, ricordano che è Cristo la vera
luce che rischiara le tenebre del mondo. Recando sulle spalle le gigantesche
torce di abete e formando quasi un fiume di fuoco per costruire il “Falò della
fratellanza”, voi proclamate l’amore di Colui che è venuto a portare sulla terra
il fuoco del Vangelo (cf. Lc 12, 49).
Possa quest’antica tradizione, che oggi riviviamo qui, in Piazza S. Pietro,
cuore della Cristianità, amplificare il vostro desiderio di bene e confermarvi
nel generoso impegno di vita cristiana, trasformandovi in annunciatori e
testimoni della gioia e della novità del Natale.
Oggi, Solennità dell’Immacolata Concezione, vi affido tutti alla protezione
della celeste Madre del Signore, e di cuore imparto a ciascuno, alle vostre
famiglie, alla diletta Città di Agnone ed a tutti i Molisani una speciale
Benedizione Apostolica.
© Copyright 1996 - Libreria
Editrice Vaticana
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