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DISCORSO DI GIOVANNI PAOLO II
AI DIRIGENTI E AL PERSONALE DELL'ISPETTORATO
DI PUBBLICA SICUREZZA PRESSO IL VATICANO

Sala del Concistoro - Venerdì, 19 gennaio 1996

 

Signor Prefetto,
Signor Ispettore Generale,
Signori Funzionari ed Agenti!

1. È da poco iniziato il 1996, un nuovo anno che la Provvidenza ci offre per amare Dio e operare il bene al servizio dei fratelli. In questo clima è sempre lieta per me l’occasione di incontrarmi con voi, dirigenti, funzionari e personale dell’Ispettorato Generale e del nucleo di Polizia stradale di Pubblica Sicurezza presso il Vaticano, unitamente a rappresentanti delle varie specialità della Polizia di Stato. Sono grato al Signor Prefetto Enrico Marinelli per le parole che mi ha rivolto, interpretando i sentimenti di ciascuno. Gli sono, poi, particolarmente riconoscente per avermi voluto rimettere, a nome del Signor Capo della Polizia, il Prefetto Ferdinando Masone, una medaglia commemorativa dei cinquant’anni dell’istituzione di codesto Ispettorato. Grazie per questo cortese pensiero. A tutti porgo fervidi voti augurali. Auguri di buon lavoro, auguri di buon anno a ciascuno di voi ed alle vostre famiglie: sia un anno ricco di concordia, di serenità ed anche di soddisfazioni sul piano professionale. Certo, come ogni lavoro, anche il vostro comporta aspetti di ripetitività e di fatica. Ma spero che possiate sempre svolgerlo con entusiasmo e con spirito di collaborazione, come una squadra ben “affiatata”.

2. Da parte mia, non posso che complimentarmi con voi e ripetervi ancora una volta un sentito “grazie” per la fedeltà e la competenza con cui svolgete il vostro compito, da ormai ben cinque decenni, accanto alla persona del Papa. Dopo tanti anni di Pontificato, io guardo a voi, direi, con una certa familiarità: non solo alla divisa, ma alle persone che la portano, e tutti vi affido al Signore.

Voi pure abbiate un ricordo per me nelle vostre preghiere. Anche quando siete in servizio e, magari, sentite un po’ la stanchezza, potete offrire al Signore il sacrificio della costanza e dell’impegno; potete offrirlo secondo le intenzioni del Papa, per il bene della Chiesa. Io assicuro una preghiera per voi e per i vostri familiari, specialmente se anziani e malati; e per i vostri figli, in particolare per i bambini.

3. Sapete, a questo proposito, che proprio ai bambini ho dedicato il Messaggio per la Giornata Mondiale della Pace di quest’anno: “Diamo ai bambini un futuro di pace!”. Questa sfida coinvolge l’intera società, a partire dai genitori e dagli educatori, e da quanti hanno responsabilità di governo. Il vostro lavoro contribuisce concretamente alla sicurezza e all’ordine pubblico, e i bambini sono tra i destinatari che più necessitano di questo servizio.

Pensate a quanti bambini vengono ogni anno in Piazza san Pietro! Questa Piazza, anche grazie al vostro servizio, è davvero un posto sicuro, dove i più piccoli possono camminare tranquillamente. È molto bello, e ne sono orgoglioso, che la Piazza centrale di Roma cristiana sia amata e frequentata dalle famiglie con i loro bambini, come è evidente soprattutto nelle domeniche, all’ora dell’Angelus. Come operatori di Pubblica Sicurezza, ma prima ancora come cristiani, sentitevi operatori di pace: un ruolo che conferisce agli uomini e alle donne la loro più alta dignità, quella di “figli di Dio”. Disse infatti Gesù: “Beati gli operatori di pace, perché‚ saranno chiamati figli di Dio” (Mt 5,9).

È questo il mio augurio per tutti voi e per il vostro lavoro. Lo accompagno di cuore con la Benedizione Apostolica, che estendo a tutti i vostri familiari.

 

© Copyright 1996 - Libreria Editrice Vaticana 

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