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DISCORSO DI GIOVANNI PAOLO II
AI RETTORI DELLA RETE DELLE UNIVERSITÀ
LATINO-AMERICANE ED EUROPEE (RULE)
Giovedì, 4 luglio 1996
Signori Cardinali,
Illustri e cari Professori!
1.
È per me motivo di gioia incontrarvi in occasione
del vostro convenire a Roma, per il Forum della RULE (Rete delle Università
Latino-americane ed Europee). A tutti rivolgo il mio saluto cordiale.
Ringrazio vivamente il
vostro Segretario Generale Prof. Piero Marietti, per le gentili parole di saluto
che mi ha rivolto. Saluto con voi i Signori Cardinali Pio Laghi e Paul Poupard,
che vi hanno accolto stamane in Vaticano, intrattenendosi con voi. Esprimo
compiacimento per questo approccio agli Organismi della Santa Sede a cui è
affidata, in particolare, la sollecitudine della Chiesa per il mondo della
scuola e della cultura, ed auspico che i contatti avviati possano conoscere
utili sviluppi.
2
L’Università, nata in epoca medievale con il
decisivo impulso della Chiesa cattolica, si trova oggi nella necessità di
ripensare il proprio ruolo e la propria figura di fronte all’estendersi sempre
più vasto e articolato dei campi della ricerca. Occorre far fronte alle esigenze
e ai rischi di un sapere sempre più specializzato, alle complesse applicazioni
di tecnologie sempre più sofisticate, all’emergere di questioni delicatissime e
cruciali, in cui è posta in gioco la concezione stessa della vita e minacciata,
a volte, la dignità inviolabile della persona umana.
La vostra Organizzazione
apre prospettive concrete per un confronto costruttivo, nell’orizzonte di valori
irrinunciabili e di finalità globali. Il riferimento alla "rete" dice
emblematicamente uno spirito e uno stile di solidarietà e di interdipendenza
nella ricerca e nella didattica, per meglio corrispondere ai nuovi problemi
della società. Tale cooperazione ha essa stessa una rilevanza pedagogica, che
può orientare le giovani generazioni di studenti e studiosi a considerare la
propria opera nel contesto di correlazioni più ampie e di più compiuta
responsabilità.
3.
In questa prospettiva, vi invito a compiere ogni
sforzo per porre i valori dell’uomo e della vita al centro delle vostre
preoccupazioni educative e scientifiche. Sganciato dalla sua radicazione
antropologica ed etica, il sapere si ritorce contro l’uomo e diventa
inesorabilmente strumento di decadenza e di morte. Nella luce, invece, della
verità integrale, si rivela condizione indispensabile di autentico progresso.
Più che dell’opera di geni solitari, il progresso scientifico è frutto
dell’umile confronto, dello scambio generoso di acquisizioni e conquiste,
dell’apertura alla luce della verità, sempre accolta e sempre cercata.
Nel nostro tempo, lo
sviluppo rapido e davvero impressionante delle tecnologie pone all’attenzione
questioni complesse sul piano morale e ecclesiale: lo scambio e la cooperazione
a livello internazionale costituiscono un contesto favorevole per un’attenta
considerazione di quegli interrogativi etici e antropologici, che risultano a
volte trascurati da forme di ricerca troppo ristrette entro orizzonti di
interesse pragmatico.
Ma è soprattutto e
fondamentalmente la parola del Vangelo che costituisce -oggi come agli albori
della istituzione universitaria - una sorgente di luce e di energia per i
cultori del sapere. Essa non pone -come a torto qualcuno ritiene-limiti
pregiudiziali alla ricerca; la esalta e la libera, piuttosto, dai
condizionamenti indebiti che la insidiano, e la rende capace di svolgere in
pienezza il suo compito originario di servizio all’uomo ed alla società.
4.
In questa prospettiva assume significato e rilievo
il cammino che la Chiesa cattolica propone ai credenti -ma anche a tutti gli
uomini di buona volontà- in preparazione al grande Giubileo che ci introdurrà nel
Terzo millennio. L’evento dell’Incarnazione illumina il futuro dell’uomo.
Di fronte alle incertezze e
agli smarrimenti dell’ora presente, ma anche alle sue immense possibilità di
sviluppo e di bene, desidero invitare le Università latino-americane ed europee
a considerare questo avvenimento come una singolare opportunità storica. L’humus
cristiano nel quale sono sorte e hanno posto le loro originarie radici è terreno
fertile per l’elaborazione di una cultura non asservita, ma libera e alta,
generatrice di un nuovo e più compiuto umanesimo.
Nell’invocare sui lavori del
Forum e sui progetti in esso maturati il soccorso della divina assistenza, di
cuore imparto a tutti la mia Benedizione, che volentieri estendo anche a coloro
che ciascuno di voi qui rappresenta.
© Copyright 1996 - Libreria Editrice
Vaticana
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