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DISCORSO DI GIOVANNI PAOLO II
AL CONSIGLIO DI PRESIDENZA
DELLA SOCIETÀ « DANTE ALIGHIERI » 

Sala dei Papi - Giovedì, 13 giugno 1996

 

Cari amici,

1. Sono lieto di rivolgervi un cordiale benvenuto a questo nostro incontro, nel quale ho la gradita opportunità di esprimere il mio apprezzamento per la generosa attività di formazione culturale ed umanistica svolta dalla "Società Dante Alighieri". Saluto cordialmente ciascuno dei presenti, e ringrazio in particolare il vostro Presidente, l’Ambasciatore Bruno Bottai, per le significative parole che ha voluto poc’anzi rivolgermi a nome di tutti.

2. Il vostro benemerito Sodalizio da oltre un secolo è impegnato con grande dedizione e competenza a diffondere nel mondo i valori della lingua e della cultura italiana. L’attualità del messaggio dell’Alighieri, dal quale traete ispirazione, risulta in particolare dall’incontro fecondo tra fede e cultura che egli ha saputo attuare e tradurre in altissima arte nella Divina Commedia. Questa nostra epoca, spesso distratta e dispersa in molteplici interessi, ad uno sguardo attento manifesta un profondo bisogno di integrazione fra le necessità materiali e le aspirazioni più profonde dello spirito. Può offrirle a questo fine un aiuto il capolavoro dantesco, che con una sintesi suggestiva delle vicende umane, partendo dal confronto con il male, passa attraverso il bisogno di purificazione, per giungere fino alla contemplazione di Dio, in una continua tensione verso "l’amor che move il sole e l’altre stelle" (Par., XXXIII, 145).

3. Carissimi, col vostro generoso ed apprezzato impegno, ispirato alla personalità ed all’opera del grande Poeta, voi testimoniate e diffondete, specialmente presso i connazionali che vivono in altre Nazioni, gli autentici valori di umanità e di spiritualità che costituiscono l’aspetto più profondo e prezioso della tradizione culturale italiana. In tal modo, voi offrite un importante contributo per il consolidamento di quell’umanesimo cristiano di cui Dante Alighieri fu insuperato maestro.

Nell’invocare sulle molteplici attività della vostra illustre Società la materna protezione di Maria, "la rosa in che il Verbo divino / carne si fece" (Par., XXIII, 73s.), imparto di cuore a voi qui presenti, come pure a tutti i soci ed amici della "Dante Alighieri", la Benedizione Apostolica.

 

© Copyright 1996 - Libreria Editrice Vaticana

   

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