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DISCORSO DI GIOVANNI PAOLO II
AI VESCOVI DELLA CONFERENZA EPISCOPALE
DELLA COLOMBIA IN VISITA "AD LIMINA APOSTOLORUM"

Sabato, 15 giugno 1996

 

Cari Fratelli nell’Episcopato,

1. Con grande gioia vi ricevo oggi, Pastori dell’Arcidiocesi di Cali e dei Vicariati e delle Prefetture Apostoliche della Colombia, in questo incontro conclusivo della visita "ad limina" nella quale avete rinnovato la vostra comunione e quella delle vostre comunità ecclesiali con il Successore di Pietro, rafforzando il "vincolo dell’unità, della carità e della pace" (Lumen gentium, 22). Con questo spirito ringrazio Monsignor Héctor Julio López Hurtado, Vicario Apostolico di Ariari, per le cordiali parole che mi ha rivolto a nome di tutti voi.

So bene che sono molte le difficoltà che affrontate nell’esercizio del vostro ministero pastorale nel momento presente della storia e della società colombiane. Desidero quindi esprimervi il mio apprezzamento per l’abnegata opera che svolgete, e al contempo vi incoraggio a perseverare nell’impegno di essere araldi, apostoli e maestri del Vangelo (cf. 2 Tm 1, 11). Il mio riconoscimento va anche ai sacerdoti, ai diaconi, alle comunità religiose e ai laici che collaborano efficacemente con voi nell’attività missionaria della Chiesa.

2. La missione che avete ricevuto e che, come espressione della vostra carità pastorale, dovete assumere con audacia e con generosità è quella di annunciare Cristo Redentore dell’uomo; annunciarlo nella concreta realtà sociale e culturale delle vostre comunità e dei vostri popoli, e anche in tutte le nazioni della terra, mostrando una particolare sollecitudine pastorale verso "quelle parti del mondo, dove la parola di Dio non è ancora stata annunziata o dove, specialmente a motivo dello scarso numero di sacerdoti, i fedeli sono in pericolo di allontanarsi dalla pratica della vita cristiana, anzi di perdere la stessa fede" (Christus Dominus, 6).

In effetti, Dio "vuole che tutti gli uomini siano salvati e arrivino alla conoscenza della verità" (1 Tm 2, 4), e per questo ha portato a termine in Cristo l’opera di redenzione universale. La prima beneficiaria di questa salvezza è la Chiesa, chiamata a professare dinanzi a tutti i popoli che Dio ha costituito Cristo come unico salvatore e mediatore e che essa stessa è stata costituita come sacramento universale di salvezza (cf. Lumen gentium, 48). L’attività missionaria è pertanto nella Chiesa un compito primario, essenziale e mai concluso, poiché senza di essa la Chiesa sarebbe privata del suo significato fondamentale e della sua attuazione esemplare (cf. Redemptoris missio, 33-34)

3. Sia la missione "ad gentes" sia la nuova evangelizzazione alla quale ho invitato tutta la Chiesa derivano, dalla certezza che in Cristo vi sono "imperscrutabili ricchezze" (Ef 3, 8), che non annullano la cultura di nessuna epoca e alle quali gli uomini possono sempre attingere per arricchirsi spiritualmente. Fra queste ricchezze vi è, innanzitutto, lo stesso Cristo, la sua persona, poiché Egli è la nostra salvezza (cf. Discorso inaugurale della IV Conferenza dell’Episcopato Latinoamericano, Santo Domingo, 12.X.1992, 6). Egli è l’immagine vivente del Padre (cf. Col 1, 15), Verità eterna, Amore infinito, sommo bene; allo stesso tempo è l’immagine vivente dell’uomo, della sua salvezza e della sua vera grandezza, nonostante i drammi che minacciano l’umanità. In Cristo l’uomo scopre pienamente la sua dignità di persona, chiamata a uno sviluppo integrale nella verità e aperta alla trascendenza.

Per questo è urgente che risuoni, con rinnovata energia in Colombia, e fino ai confini della terra, il nome di Gesù Cristo, inviato del Padre, e che si proclami la salvezza da Lui realizzata mediante il sacrificio della Croce e il trionfo della Resurrezione. È necessario che la Chiesa oggi, alle soglie del Terzo Millennio del cristianesimo, compia un grande passo avanti nella sua evangelizzazione, entrando in una nuova fase storica del suo dinamismo missionario (cf. Christifideles laici, 35). In tal senso, come ho scritto nell’Enciclica Redemptoris missio: "Oggi la Chiesa deve affrontare altre sfide, proiettandosi verso nuove frontiere sia nella prima missione ad gentes, sia nella nuova evangelizzazione di popoli che hanno già ricevuto l’annuncio di Cristo. Oggi a tutti i cristiani, alle Chiese particolari ed alla Chiesa universale sono richiesti lo stesso coraggio che mosse i missionari del passato e la stessa disponibilità ad ascoltare la voce dello Spirito" (Redemptoris Missio, 30).

4. Un segno incoraggiante di questo rinnovamento ecclesiale in Colombia è la crescente apertura delle vostre comunità alla cooperazione missionaria. In effetti, tutte le Chiese particolari devono aprirsi generosamente ai bisogni delle altre, collaborando fra di loro mediante una reciprocità reale che le prepari a dare e a ricevere, come fonte di arricchimento per tutti i settori della vita ecclesiale. Per questo vi incoraggio a continuare a infondere nel popolo cristiano un vero spirito universale, e a mostrare una sollecitudine particolare per il compito missionario, soprattutto suscitando, favorendo e sostenendo iniziative missionarie nella propria comunità ecclesiale (cf. Codice del Diritto Canonico, 782, § 2).

Da questo vostro encomiabile compito dipenderà in grande misura il fatto che i sacerdoti - sapendo che "il dono spirituale che i presbiteri hanno ricevuto nell’ordinazione non li prepara a una missione limitata e ristretta, bensì a una vastissima missione di salvezza "fino agli ultimi confini della terra"" (Presbyterorum ordinis, 10) - lavorino con autentico zelo pastorale e si offrano volontariamente per essere invitati a evangelizzare al di fuori della propria regione. Al contempo, aiuterà i religiosi e le religiose, chiamati a svolgere un’importante missione nel momento attuale della Chiesa, a scrivere nuove pagine di santità e di abnegata dedizione conformemente all’ideale di vita evangelica che hanno abbracciato; favorirà inoltre la partecipazione efficace dei laici all’opera evangelizzatrice, mediante una rinnovata pastorale attenta alla vitalità missionaria laicale. In tal modo tradurrete in realtà nella vostra amata terra colombiana la dichiarazione dei Vescovi a Puebla: "È precisamente per l’America Latina l’ora  … di proiettarsi anche al di là delle proprie frontiere, verso "le genti". È vero che noi stessi abbiamo bisogno di missionari, ma dobbiamo dare nonostante la nostra povertà" (III Conferenza dell’Episcopato Latinoamericano, 368).

5. Dinanzi al diffondersi delle sette e all’azione proselitista di gruppi pseudo-religiosi, che istigano la società colombiana con false proposte di salvezza, pur non potendo garantire in tutti i casi la chiarezza dei loro fini e la legittimità dei loro metodi diventa urgente compiere un costante sforzo per rivitalizzare la formazione e la catechesi a tutti i livelli. L’opera catechetica deve essere incentrata sulla persona di Gesù Cristo, avvalendosi, come strumento molto utile del Catechismo della Chiesa Cattolica, al fine di dare una risposta integrale, pronta e agile, che rafforzi la fede cattolica nelle sue verità fondamentali e nelle sue dimensioni individuali, familiari e sociali.

A tale proposito, sono lieto di sapere che i vostri sforzi stanno dando frutti abbondanti, soprattutto nella catechesi di preparazione ai sacramenti. È necessario pertanto continuare ad adoperarsi anche per la creazione e il miglioramento delle strutture parrocchiali destinate alla catechesi degli adulti. Allo stesso modo, dovete avvalervi responsabilmente dello spazio dedicato all’insegnamento religioso nelle scuole e nei collegi della vostra Nazione. Ciò esige, fra le altre cose, un’adeguata abilitazione dei professori di religione, un aggiornamento dei programmi d’insegnamento, la creazione di strutture di aiuto e di controllo e l’offerta di un buon materiale pedagogico adatto ai suoi destinatari. Non bisogna dimenticare che il futuro della Colombia dipende in grande misura dalla formazione che oggi ricevono le generazioni più giovani.

6. Un altro tema importante in vista della nuova evangelizzazione nella quale vi siete generosamente impegnati è la creazione di piccole comunità cristiane dove i fedeli possano professare con gioia e coerenza la propria fede, riunirsi con assiduità per la preghiera e incoraggiarsi reciprocamente nella testimonianza del Vangelo. Queste comunità, che resteranno sempre unite alla grande comunità parrocchiale, si trasformano in strumenti efficaci di evangelizzazione e di primo annuncio e, evitando ogni forma di chiusura e di strumentalizzazione ideologica mediante una sincera comunione con i Pastori, danno una grande speranza alla vita della Chiesa (cf. Redemptoris missio, 51).

Il vivere la dimensione comunitaria della Chiesa, promossa a partire da questi piccoli gruppi, favorisce la formazione di autentiche famiglie cristiane e la trasmissione della fede alle nuove generazioni, creando un ambiente adeguato che permette a molti giovani di ascoltare e di seguire la chiamata del Signore alla vita sacerdotale e religiosa, a beneficio non solo del vostro Paese, ma anche di altre Nazioni del mondo. Occorre pertanto incoraggiare pastoralmente questa fiorente espressione di vita ecclesiale affinché il Vangelo penetri, con maggiore profondità ed efficacia, nei cuori di tutti gli uomini e di tutte le donne, nelle strutture sociali e politiche, negli ambienti del sapere e del lavoro, così come nei diversi gruppi etnici e fra gli indigeni. In tal modo, la Chiesa in Colombia potrà riflettere più nitidamente i quattro "volti" dei quali parlate nel vostro Piano globale di Pastorale: la santità, la ministerialità, la solidarietà e la missionarietà.

7. La storia bimillenaria della Chiesa mostra ampiamente che l’annuncio del Vangelo e la diffusione del Regno di Dio sono sempre accompagnati da difficoltà. Tuttavia, lo Spirito Santo guida e sostiene l’intera Chiesa in tutti i tempi, "vivificando come loro anima le istituzioni ecclesiastiche ed infondendo nel cuore dei fedeli quello spirito della missione, da cui era stato spinto Gesù stesso" (Ad gentes divinitus, 4).

Le mie ultime parole vogliono perciò essere di incoraggiamento e di profonda speranza per tutto il popolo di Dio che pellegrina in Colombia e soprattutto per i suoi Pastori. Chiedete con insistenza allo Spirito Paraclito la santità autentica, lo zelo ardente, la generosità costante, la prudenza previdente e la decisione intrepida di cui avete bisogno al momento presente per portare a termine un’azione pastorale efficace nelle vostre giurisdizioni ecclesiastiche, mostrandovi solidali con i bisogni di tutte le Chiese. Il Successore di Pietro vi è molto vicino con il suo pensiero e con la sua preghiera per incoraggiarvi a combattere la buona battaglia della fede (cf. 1Tm 6, 12).

Nel concludere questo incontro, vi chiedo di trasmettere ai vostri fedeli, in particolare ai sacerdoti, alle persone consacrate e ai collaboratori nell’apostolato, il mio incoraggiamento paterno, il mio saluto cordiale e il mio ricordo affettuoso. Pongo tutti voi sotto la protezione di Nostra Signora di Chiquinquirà, e al contempo vi imparto la mia Benedizione Apostolica come pegno della costante assistenza divina per il futuro.

 

© Copyright 1996 - Libreria Editrice Vaticana

     

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