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VISITA PASTORALE ALLA PARROCCHIA ROMANA DI SANTA BIBIANA

DISCORSO DI SUA SANTITÀ GIOVANNI PAOLO II
AL CONSIGLIO PASTORALE

Domenica, 3 marzo 1996

 

Visitare le parrocchie per il Vescovo è un dovere. Lo hanno fatto gli Apostoli. Lo ha fatto San Paolo, lo ha fatto Pietro, anche se non lo sappiamo bene perché non ha scritto tante Lettere. Ma di Paolo sappiamo che ha visitato molte Chiese fondate da lui stesso. Questo è per il Papa, per il Vescovo di Roma, un dovere ed un piacere. Ringrazio il Signore che mi dà ancora la possibilità di farlo. Il Cardinale Vicario dice che il conto qui a Roma è positivo. In percentuale ho visitato più parrocchie qui a Roma che a Cracovia.

Voi siete il Consiglio Pastorale della parrocchia di Santa Bibiana affidata ai Figli della Sacra Famiglia. La famiglia è un « consiglio » importantissimo. Se le famiglie si parlano, si danno e prendono consigli e se cercano consigli tutto va bene. Vi ringrazio per il vostro impegno ad essere Consiglio Pastorale della parrocchia.

Ai catechisti dico che la famiglia è alla base, perché la prima catechesi si fa sempre nella famiglia. Voi siete così in sintonia con i vostri sacerdoti che appartengono alla congregazione dei Figli della Sacra Famiglia. Auguro alla vostra parrocchia di divenire sempre più famiglia attraverso la catechesi ed il Consiglio Pastorale, attraverso tutto l'apostolato dei laici. Grazie a Dio nella parrocchia vi sono molti anziani, vuol dire che non sono soli. Auguro a tutti i parrocchiani di proseguire in questa missione cittadina verso l'anno 2000, verso il tertio millennio adveniente.

 

© Copyright 1996 - Libreria Editrice Vaticana

  

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