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DISCORSO DI GIOVANNI PAOLO II
AI PROMOTORI DELLA CAMPAGNA DI SOLIDARIETÀ
« AIUTARE UN BAMBINO FA GRANDE UN ADULTO »
ORGANIZZATA DAI CONCESSIONARI DELLA MERCEDS-BENZ ITALIA

Lunedì, 4 marzo 1996

 

Gentili Signore e Signori!

1. Sono lieto di accogliervi e di porgere a ciascuno di voi il mio cordiale benvenuto. L’odierno incontro si colloca nel contesto della campagna di solidarietà dal titolo "Aiutare un bambino fa grande un adulto", a favore dei bambini colpiti dall’AIDS. L’incontro è promosso dalla Mercedes-Benz Italia con la collaborazione del suoi Concessionari, i quali a favore di tale progetto hanno devoluto parte del ricavato delle loro vendite nell’arco del 1995. I fondi così raccolti sono stati destinati alla ristrutturazione della Divisione di Malattie Infettive dell’Ospedale Pediatrico "Bambino Gesù" di Roma, dove vengono assistiti pure i bambini sieropositivi.

Cari amici, vi esprimo il mio vivo apprezzamento per la dedizione e la generosità con cui avete concepito ed attuato questa iniziativa, manifestando grande attenzione e sensibilità verso chi soffre, soprattutto se piccolo ed inerme.

2. Il Signore ve ne renda merito. Lui che, venuto per guarire l’uomo, è il Medico divino di cui ogni essere umano in realtà ha bisogno (cf. Mc 2, 17). Nel corso della sua esistenza terrena, Gesù ha avuto compassione in special modo dei sofferenti ed ha assunto su di sé, con il Sacrificio della Croce, ogni umano dolore. Nelle persone malate brilla, perciò, in maniera singolare, il volto di Cristo. E come il Salvatore si è commosso davanti agli ammalati che incontrava, così è giusto che anche noi ci sentiamo coinvolti dal dolore dei nostri fratelli e sorelle, soprattutto quando si tratta di fanciulli. E questo vale specialmente per le vittime innocenti di molte situazioni di emergenza e di sofferenza. I bambini sono il cuore dell’umanità, la speranza e il futuro del mondo.

È proprio a loro che ho dedicato il Messaggio per la Giornata Mondiale della Pace, dello scorso 1 gennaio. In esso scrivevo: "Come non ricordare gli sforzi che tante persone ed organismi fanno per assicurare ai bambini in difficoltà uno sviluppo armonico e gioioso?" (n. 7). In queste parole voi potete vedere segnalata anche la vostra iniziativa. Voi infatti vi sforzate di offrire ai piccoli e alle loro famiglie un’assistenza il più possibile completa ed efficace, soprattutto per quanto concerne la prevenzione e la cura dell’AIDS. Questa malattia suscita attenzione e desta preoccupazione, non solo per la sua diffusione, ma anche per il dramma della solitudine e dell’emarginazione, che spesso affligge chi ne è colpito ed i suoi familiari. Alleviare le sofferenze dei bambini coinvolti in tali difficili situazioni significa aiutarli a crescere in un clima di serenità e di solidarietà.

3. Quanto bisogno di serenità hanno i bambini! Nel Messaggio sopra citato volgevo il mio pensiero "ai bambini e alle loro legittime attese di amore e di serenità", ricordando in particolare "quelli segnati dalla sofferenza" (cf. Mc 2, 1). Il bambino è fragile, piccolo, necessita dell’aiuto dei grandi, dipende da loro nella sua crescita umana e sociale. Per diventare adulto ha bisogno degli adulti.

Ma anche gli adulti hanno bisogno dei piccoli per guardare con fiducia verso il futuro. Nel Vangelo i bambini sono assunti a simbolo di quanti accolgono con fede il messaggio di Gesù. Il regno di Dio è per loro e per chi è come loro: soltanto a questi è dato di crescere e diventare grandi nel regno dei cieli. "Gli adulti devono imparare dai bambini le vie di Dio: dalla loro capacità di fiducia e di abbandono essi possono apprendere ad invocare con la giusta confidenza "Abbà, Padre!"" (cf. Mc 2, 10).

4. Gentili Signore e Signori, mentre rinnovo il mio apprezzamento per l’iniziativa di cui, con generosa sensibilità, vi siete fatti carico, vi auguro di porvi sempre, nella vostra vita, al servizio del bene. Con gesti solidali come quello da voi compiuto si contribuisce efficacemente alla costruzione dell’autentica civiltà dell’amore. È in questo modo che si pongono le basi per il vero progresso degli uomini, e si prepara per le nuove generazioni un futuro migliore.

Con tali sentimenti invoco su di voi e sulle vostre famiglie l’abbondanza dei doni celesti e volentieri imparto a ciascuno la Benedizione Apostolica.

 

© Copyright 1996 - Libreria Editrice Vaticana

     

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