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DISCORSO DI GIOVANNI PAOLO II
AI PARTECIPANTI ALL'ASSEMBLEA PLENARIA
DEL PONTIFICIO CONSIGLIO PER LE COMUNICAZIONI SOCIALI

Giovedì, 7 marzo 1996

 

Eminenze,
Eccellenze,
Cari amici in Cristo,

1. Ancora una volta ho la lieta opportunità di salutare voi, membri del Pontificio Consiglio per le Comunicazioni Sociali in occasione della vostra Assemblea Plenaria. Come sempre, sono particolarmente lieto di vedere lei, Presidente Emerito, Cardinale Deskur. Ringrazio il vostro Presidente, l’Arcivescovo Foley, per le sue parole di presentazione e esprimo a voi tutti e ai funzionari del Consiglio il mio apprezzamento per gli sforzi compiuti per garantire la presenza sempre più responsabile e attiva della Chiesa nel mondo delle comunicazioni sociali.

2. Venticinque anni fa, in risposta a un mandato del Concilio Vaticano II, l’allora Pontificia Commissione per le Comunicazioni Sociali pubblicò l’Istruzione Pastorale Communio et Progressio, volta a orientare i cristiani nei loro atteggiamenti verso i mezzi di comunicazione sociale e a renderli sempre più desiderosi di impegnarsi in questo importante settore (cf. n. 2). Quel documento venne accolto con grande soddisfazione e ha costituito la base di una feconda riflessione e di un utile scambio di opinioni nella Chiesa che hanno portato a una comprensione più profonda dei mezzi di comunicazione sociale considerati come provvidenziale dono divino per l’annuncio del Vangelo e per il progresso dell’umanità. Vent’anni dopo, in vista dei rapidi sviluppi della tecnologia delle comunicazioni e delle politiche pubbliche ad essa connesse, il Pontificio Consiglio per le Comunicazioni Sociali ha pubblicato l’Istruzione Pastorale Aetatis novae, che offre una riflessione profonda e matura sui problemi e sulle opportunità nel campo delle comunicazioni all’alba di una nuova era: la fine del primo millennio cristiano e l’inizio di un altro (cf. Giovanni Paolo II, Discorso all’Assemblea Plenaria del Pontificio Consiglio per le Comunicazioni Sociali, 20 marzo 1992).

Queste due Istruzioni Pastorali contengono i principi e gli orientamenti che continuano a governare l’atteggiamento della Chiesa verso i mezzi di comunicazione sociale al servizio della Buona Novella della salvezza in nostro Signore e Salvatore Gesù Cristo e al servizio dell’unità e del progresso, communio et progressio, di tutta la famiglia umana. Tuttavia, in un settore dell’attività umana che sta mutando e si sta sviluppando molto in fretta, questi principi e questi orientamenti hanno costantemente bisogno di studi e adattamenti ulteriori. La vostra Assemblea Plenaria fa proprio questo; e in ciò consiste il contributo specifico che offrite al ministero pastorale universale del Successore di Pietro, un contributo per il quale vi sono profondamente grato.

3. Noto che il tema del vostro incontro di quest’anno è "Evangelizzare attraverso i mezzi di comunicazione sociale". Dopo aver esaminato ciò che sta accadendo in questo settore, sapete che l’evangelizzazione nei mezzi di comunicazione sociale non si ottiene soltanto mediante una presentazione veritiera e convincente del messaggio di Gesù Cristo, ma viene promossa anche fornendo informazioni circa ciò che la Chiesa sta facendo nel nome di Gesù in tutte le sue molteplici attività in ogni angolo del mondo: nelle scuole, negli ospedali, nei programmi per l’assistenza ai rifugiati, nella sollecitudine per i più poveri e per gli emarginati della società. L’Evangelizzazione viene rafforzata da una buona stampa e da buone trasmissioni cattoliche che spieghino e difendano l’insegnamento della Chiesa di Cristo e che contribuiscano a rendere più profondo l’impegno dei fedeli proseguendo l’opera di educazione cristiana per gli adulti. Un aiuto è offerto da film e programmi radiofonici e televisivi che elevino l’animo umano e, in tal modo, contribuiscano ad aprire le porte al Redentore.

Fra i numerosi messaggi che viaggiano sulle ali di questi strumenti straordinariamente potenti, qual è più importante per la famiglia umana nella sua interezza di quello costituito dalla verità sull’esistenza: la verità circa la nostra provenienza, la nostra meta e il modo di raggiungerla, la nostra origine di creature di Dio, il nostro destino nei cieli con Dio e la nostra accettazione e sequela di Gesù Cristo, la Via, la verità e la Vita?

4. Quest’anno, la vostra Assemblea ha prestato particolare attenzione a un problema che ha enormi implicazioni concrete per gli individui e per le famiglie, così come per la società nella sua interezza: il problema dell’etica nella pubblicità. Per comprendere la complessità delle questioni morali poste da questo importante aspetto del mondo della trasmissione, della stampa e della comunicazione, è sufficiente ricordare l’imperativo del rispetto per la verità in tutti i rapporti umani o l’importanza per la società di evitare le trappole di un consumismo artificiale e manipolatore.

In quanto Pastori e membri del laicato cattolico impegnati nella scienza e nell’arte delle comunicazioni sociali, incoraggerete tutti gli sforzi autenticamente volti a conferire ai mezzi di comunicazione sociale un rinnovato senso di pubblico servizio e livelli più elevati di decoro. Non è raro che famiglie, uomini e donne di buona volontà in tutto il mondo, si lamentino del fatto che film, programmi televisivi e messaggi pubblicitari includano spesso scene violente e sessualmente esplicite che minano i valori morali e culturali, e ciò anche nei programmi per bambini. Spesso proprio i giovani spettatori ammettono di venire profondamente turbati da tali tendenze. Sempre più frequentemente, le persone esprimono il desiderio di una maggiore affidabilità da parte dei mezzi di comunicazione sociale nella costruzione di una società più decorosa e più giusta, una società rispettosa dei valori morali e religiosi e vigile nel tutelare la libertà religiosa.

6. L’approssimarsi del terzo millennio cristiano sta portando molte persone a sperare in un mondo nel quale esistano pace, giustizia e solidarietà autentiche. I mezzi cattolici di comunicazione sociale, e i cattolici che operano in essi, devono proclamare, con impegno e dedizione rinnovati il nome di Gesù, la sua verità e il suo amore, in quanto questa è la chiave non solo di una società più giusta, ma anche di una gloriosa eternità.

Mentre continuate le vostre riflessioni, vi assicuro delle mie preghiere e imparto di cuore su di voi e sui vostri cari la mia Benedizione Apostolica.

 

© Copyright 1996 - Libreria Editrice Vaticana

   

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