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DISCORSO DI GIOVANNI PAOLO II
AI PELLEGRINI DELL'OPERA FEDERATIVA
 TRASPORTO AMMALATI LOURDES

Sabato, 23 marzo 1996

 

1. Vi accolgo con gioia, carissimi Fratelli e Sorelle dell’Opera Federativa Trasporto Ammalati a Lourdes! Un caloroso benvenuto rivolgo soprattutto a voi, cari malati, che avete affrontato i disagi del viaggio per venire a Roma, vicino alla tomba dell’apostolo Pietro.

Saluto i responsabili dell’Associazione ed esprimo il mio apprezzamento per questa e per le altre iniziative che permettono a tante persone di vivere la forte esperienza di fede che è il pellegrinaggio. So che quello di confermare la vostra fede è il motivo principale che vi ha spinti a venire. Perciò voglio anzitutto richiamare alla vostra mente le parole dell’apostolo Pietro: "Siete ricolmi di gioia, anche se ora dovete essere per un po’ di tempo afflitti da varie prove, perché il valore della vostra fede, molto più preziosa dell’oro, che, pur destinato a perire, tuttavia si prova col fuoco, torni a vostra lode, gloria e onore nella manifestazione di Gesù Cristo" (1 Pt 1, 6-7).

2. Il secondo motivo che vi ha condotti qui è la volontà di offrire la vostra preghiera e la vostra sofferenza: è un’offerta, si direbbe un obolo spirituale accumulato nella concretezza del quotidiano, specialmente quando esso diventa pesante e richiede maggiore pazienza.

Carissimi, io vi ringrazio per lo spirito di generosa oblazione e di devota solidarietà col Papa che vi animano in questo pellegrinaggio e, più ancora, nell’ordinaria offerta delle vostre preghiere e sofferenze. Vi ringrazio e vi ripeto quanto ho scritto nel Messaggio per l’ultima Giornata Mondiale del Malato: "Soffrire ed essere accanto a chi soffre: chi vive nella fede queste due situazioni entra in particolare contatto con le sofferenze di Cristo ed è ammesso a condividere "una specialissima particella dell’infinito tesoro della redenzione del mondo"" (Giovanni Paolo II, Messaggio per la Giornata mondiale del malato, 11 ott. 1995: Insegnamenti di Giovanni Paolo II, XVIII, 2 (1995) 826).

3. Il terzo motivo del vostro pellegrinaggio è il proposito di inserirvi attivamente, valorizzando proprio la condizione in cui vi trovate, nell’itinerario di preparazione al Grande Giubileo dell’Anno 2000. A questo riguardo, ribadisco la mia esortazione a sentirvi a pieno titolo protagonisti del cammino di rinnovamento evangelico che la Chiesa intera è chiamata a percorrere in questi anni che ci conducono al Giubileo (Ibid.). Voi, carissimi, "siete chiamati ad una peculiare missione nell’ambito della nuova evangelizzazione, ispirandovi a Maria Madre dell’amore e del dolore umano. Vi sostengono in tale non facile testimonianza gli operatori sanitari, i familiari, i volontari che vi accompagnano lungo il quotidiano cammino della prova" (Ibid. n. 2). Vi sostiene anzitutto l’Immacolata, che amate e venerate come meta principale dei vostri pellegrinaggi terreni e del grande pellegrinaggio della vita. Vi accompagni anche la mia Apostolica Benedizione, che ora imparto con grande affetto a voi, qui presenti, ed estendo volentieri a quanti non hanno potuto venire come pure ai vostri familiari.

 

© Copyright 1996 - Libreria Editrice Vaticana

    

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