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DISCORSO DI GIOVANNI PAOLO II
AL SEMINARIO FILOSOFICO
TEOLOGICO INTERNAZIONALE  «GIOVANNI PAOLO II»

Venerdì, 10 maggio 1996

 

Venerati Fratelli nell’Episcopato
e nel sacerdozio!
Carissimi Seminaristi!

1. Con grande gioia vi accolgo e porgo a ciascuno di voi un saluto cordiale. In particolare saluto il Rettore, Mons. Piero Paracchini, e Mons. Stanislao Andreotti che ringrazio per le espressioni rivoltemi poc’anzi a nome di tutti voi.

Dieci anni or sono nasceva in Roma lo Studentato "Giovanni Paolo II", eretto tre anni dopo in Seminario Filosofico Teologico Internazionale. Al termine del primo decennio di vita dell’Istituto, è molto opportuna questa sosta per rendere grazie al Signore di quanto è stato possibile realizzare, per riflettere sul cammino compiuto e per approfondire le motivazioni che stanno alla base dell’opera.

2. Sullo sfondo dell’attuale stagione ecclesiale, mentre il popolo di Dio, arricchito e come "fermentato" dagli insegnamenti del Concilio Vaticano II, si proietta ormai verso il terzo millennio cristiano, risalta con maggior evidenza la specificità del vostro Seminario. Essa si può riassumere nell’impegno di formare a Roma sacerdoti provenienti da Chiese particolari del mondo intero, talora meno provviste di mezzi, perché siano ministri della nuova evangelizzazione.

Nel Decreto conciliare Presbyterorum Ordinis, di cui l’anno scorso è stato commemorato il trentennale, si trova un’affermazione, che riveste particolare valore per il progetto educativo del vostro Seminario: "Il dono spirituale che i presbiteri hanno ricevuto - dice il Concilio - non li prepara a una missione limitata e ristretta, bensì ad una vastissima e universale missione di salvezza, "fino agli estremi confini della terra" (At 1, 8), dato che qualunque ministero sacerdotale partecipa della stessa ampiezza universale della missione affidata da Cristo agli Apostoli" (Presbyterorum Ordinis, n. 10).

Giustamente, pertanto, nel vostro Seminario ci si preoccupa di formare i candidati al presbiterato in uno spirito "veramente cattolico, che li abitui a guardare oltre i confini della propria diocesi, nazione o rito, e ad andare incontro alle necessità della Chiesa intera, pronti nel loro animo a predicare dovunque il Vangelo" (Optatam totius, n. 20). Il fatto di accogliere seminaristi provenienti da Paesi meno fortunati costituisce un segno di fattiva solidarietà ecclesiale ed una prima espressione di quella "fraternità sacramentale" che tutti i presbiteri sono chiamati ad esercitare nel corso del loro ministero.

3. Carissimi, vi incoraggio a proseguire in questa impostazione, restando sempre attenti alle necessità della Chiesa, docili alle sollecitazioni della Santa Sede e consapevoli che l’intero progetto formativo-apostolico di un seminario poggia sulla dimensione spirituale, cioè sul rapporto personale con Cristo nello Spirito Santo.

A tale riguardo, risulta provvidenziale che il vostro Seminario sia posto sotto il segno del mistero dell’Annunciazione di Maria. In questo mese di maggio la tradizione della Chiesa ci invita a contemplare con più frequenza e fervore l’esempio della Madre di Dio. Meditare sul suo "Sì", per assimilarne la singolare esemplarità, costituisce una sorgente inesauribile di ispirazione. L’"eccomi" della Vergine rispecchia pienamente l’"eccomi" di Cristo nell’atto di venire nel mondo. Esso è dunque un "eccomi" sacerdotale, che trova il suo pieno compimento sotto la croce. E proprio sotto la croce la maternità di Maria, donata dal Figlio crocifisso ai discepoli, diventa maternità universale.

Carissimi seminaristi, è dalla contemplazione di Maria che voi potete attingere abbondante linfa spirituale per la vostra vocazione di futuri sacerdoti al servizio della nuova evangelizzazione. E voi, sacerdoti dell’Opera Missionari di Gesù Eterno Sacerdote che assicurate la formazione in questo Seminario, lasciatevi sempre rigenerare da questa linfa soprannaturale.

Vi assicuro a tal fine un costante ricordo nella preghiera ed imparto di cuore a voi qui presenti ed ai vostri cari la mia affettuosa Benedizione.

 

© Copyright 1996 - Libreria Editrice Vaticana 

   

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