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VISITA PASTORALE IN SLOVENIA

CERIMONIA DI CONGEDO

DISCORSO DI SUA SANTITÀ GIOVANNI PAOLO II

Aeroporto di Maribor - Domenica, 19 maggio 1996

 

Signor Presidente!
Carissimi Cittadini della Repubblica Slovena!

1. La permanenza in mezzo a voi, in questi brevi giorni, è stata per me motivo di intima e crescente gioia. Grazie per la vostra accoglienza e per le vostre costanti premure. Ho potuto ammirare come la Slovenia sia patria di straordinarie personalità che, per fede e rettitudine di vita, per magnanimità, sapere e creatività, costituiscono il patrimonio spirituale e culturale dell’intera comunità nazionale. Ho avuto modo, soprattutto, di rendermi conto, nelle celebrazioni liturgiche e negli altri incontri, che la Slovenia ha voluto e saputo mantenersi saldamente radicata nella sua millenaria fedeltà a Cristo e alla Chiesa.

Un vostro grande poeta, cantando le bellezze di questo Paese, ha detto che esso offre l’immagine di un paradiso: s’adagia sulle coste dell’Adriatico, s’inerpica sul Carso fino ai piedi delle cime innevate, s’adorna di colli ricoperti di ubertosi vigneti, s’espande in fertili pianure; è ricco di corsi d’acqua e di estese foreste.

Mantenete intatto il volto di questa Terra stupenda che Dio vi ha affidato; non permettete che venga meno la nobile tradizione civile e spirituale che ha caratterizzato la storia del vostro popolo! Proseguite con coraggio e tenacia sulla strada del progresso, portando sempre con voi i valori del vostro ricco patrimonio culturale.

Slovenia, lo straniero che qui giunge possa godere dell’aria pura dei tuoi monti e delle tue valli, dissetarsi alle acque incontaminate dei tuoi rivi, ricrearsi nella contemplazione riposante dei tuoi meravigliosi paesaggi. Ma più ancora possa tonificarsi spiritualmente al contatto con la bontà ospitale dei tuoi abitanti, con la cristallina onestà dei costumi, col messaggio di ottimismo e di speranza che sgorga dalla fede cristiana vissuta con austera semplicità.

2. Nel corso di questo mio breve soggiorno, ho potuto notare gli sforzi che il popolo di Slovenia non risparmia per realizzare un progresso autentico a beneficio di tutti. Se è vero che non è possibile risolvere d’un tratto le difficoltà economiche ereditate dal passato, è pur certo che con la pazienza, la disponibilità al dialogo, la capacità di perdono e di riconciliazione sarà possibile per tutti guardare con fiducia verso l’avvenire. Insieme, infatti, si possono più facilmente affrontare le sfide dell’ora attuale ed elaborare proposte di soluzione soddisfacenti.

Fratelli e Sorelle della Slovenia, siate sempre un popolo unito e concorde: una famiglia di famiglie, fra le quali regnano l’amore e l’aiuto vicendevole. Le trasformazioni sociali e culturali del momento presente toccano certo anche la vita e le abitudini familiari, ma non devono creare per esse conseguenze nefaste. Perché ciò non avvenga, occorre che in ogni casa si cerchi di tutelare e trasmettere con coerenza e convinzione il patrimonio di fede e di civiltà ereditato dagli antenati.

Chi potrebbe, infatti, mettere in dubbio l’apporto determinante che alla costruzione di una famiglia prospera ed unita arreca l’accettazione convinta dei valori evangelici? Una famiglia che pone in Cristo e nella sua parola il proprio riferimento essenziale trova lì il fondamento sicuro per quell’intesa stabile ed armoniosa che tanta importanza riveste per la crescita di figli felici e buoni.

3. Signor Presidente, carissimi Fratelli e Sorelle, nel momento in cui mi accingo a lasciare quest’accogliente Terra, vorrei manifestare a tutti la mia commossa gratitudine. A questa Nazione ed ai suoi cittadini affido simbolicamente la lampada della Fede accesa 1250 anni fa: in tutti questi secoli, pur tra vicende drammatiche, la lampada non si è mai spenta, anzi ha suscitato sentimenti e iniziative che fanno onore ai vostri antenati.

Con nelle mani questa stessa lampada, cristiani di Slovenia, dirigetevi ora coraggiosamente, quali pellegrini di speranza, verso il terzo Millennio cristiano per costruire una società riconciliata che garantisca pace e concordia ai vostri figli. È questo il cordiale augurio che vi rivolgo in quest’ora tanto significativa: lo rivolgo a voi, cari bambini, che portate ancora intatto nel cuore lo stupore per il mondo e per la vita; a voi, giovani e ragazze, che guardate verso l’avvenire con trepidante attesa; a voi, donne e uomini, che costituite le colonne portanti della Nazione slovena; a voi, anziani, che, nonostante il declino delle forze, potete ancora offrire tesori di saggezza per il bene della comunità; a voi, malati, che partecipando alla croce di Cristo contribuite alla salvezza del mondo; e infine a voi, Sloveni, venuti da diverse parti del mondo per salutarmi nella vostra terra d’origine e rendere con me gloria a Dio per la libertà ritrovata.

A tutti va il mio saluto affettuoso, che estendo ai cristiani della Chiesa ortodossa, della Comunità evangelica, ai membri di altre Comunità ecclesiali, nonché ai fedeli musulmani. Saluto pure i membri delle minoranze etniche, i profughi della guerra e coloro per i quali la Slovenia è la patria o solo il luogo di una dimora temporanea. Il mio cordiale ricordo giunga agli Sloveni che si trovano oltre confine e in ogni angolo del mondo; ad essi auguro di conservare intatta la fede in Dio e la fedeltà alla Patria.

Un sincero ringraziamento per la squisita ospitalità rinnovo a Lei, Signor Presidente della Repubblica Slovena, alle Autorità civili, ai diversi organismi di vigilanza, di servizio d’ordine e di pronto soccorso, come pure a quanti hanno reso possibile questa mia Visita.

Rinnovo un fraterno saluto ai Confratelli nel ministero episcopale che, insieme al Metropolita Alojzij Šuštar, operano nella Chiesa che è in Slovenia in stretta collaborazione con i sacerdoti, i religiosi, le religiose, i laici.

A tutti di cuore, grazie!

Dio benedica la Slovenia, i suoi abitanti ed il loro impegno per la giustizia, la solidarietà, la pace!

 

© Copyright 1996 - Libreria Editrice Vaticana 

    

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