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DISCORSO DI GIOVANNI PAOLO II
ALLE CAPITOLARI DELLE SUORE MINIME
DELLA PASSIONE DI NOSTRO SIGNORE GESÙ CRISTO

Sala Clementina - Venerdì, 24 maggio 1996

 

Carissime Sorelle in Cristo!

1. Sono lieto di incontrarvi a conclusione delle celebrazioni per il 1° Centenario della nascita di Madre Elena Aiello, la Venerabile vostra Fondatrice, testimone della carità di Cristo, secondo il modello di san Francesco di Paola.

Saluto cordialmente la nuova Superiora Generale, Suor Genoveffa Morrone, insieme con la precedente, Suor Celina Elisabetta Bevivino; saluto le Superiore Provinciali e tutte le Consorelle che hanno partecipato al Capitolo Generale delle Suore Minime della Passione di Nostro Signore Gesù Cristo.

2. La vostra Fondatrice, quartogenita di dieci figli, è certamente il frutto dell’educazione morale ed evangelica, ricevuta in seno ad una famiglia autenticamente cristiana. I suoi genitori, insieme con l’alimento quotidiano, ebbero viva premura di procurarle quello dello spirito. Così, la piccola Elena iniziò a camminare lungo i sentieri della vita, nutrita dalla preghiera offerta a Dio, all’interno della prima ed insostituibile palestra dello spirito che è la famiglia.

L’educazione religiosa ricevuta in casa aiutò a maturare in lei sentimenti di intimità col mistero della Croce, così che, fin dalla giovinezza, imparò l’austera pratica della mortificazione e della penitenza.

Dall’intimità con Dio, Elena fu interiormente spinta a fondare un Istituto di vita consacrata, per rivelare ai più piccoli la bontà di Dio, attraverso la carità sostenuta dal sacrificio e dalla penitenza.

In questo clima spirituale prese forma, nel 1929, la nuova fondazione religiosa, quando si unirono a lei alcune giovani, disponibili al sacrificio e ad una vita devota e laboriosa. Nacque così la Pia Associazione delle Terziarie Minime, divenuta in seguito l’Istituto delle Suore Minime della Passione di Nostro Signore Gesù Cristo.

3. Carissime Sorelle, il primato della carità è l’elemento qualificante della vostra famiglia religiosa: la carità è la vostra missione, in conformità al detto paolino: "L’amore del Cristo ci spinge" (2 Cor 5, 14).

Mentre vi invito a seguire con fedele generosità le orme della Venerabile Madre Elena Aiello, vi incoraggio a trarre costante energia spirituale per il vostro apostolato dall’Eucaristia. Vi sia sempre presente, a tal fine, l’insegnamento che ella era solita dare alle sue Consorelle: "Se vogliamo giovare alla salvezza del mondo dobbiamo essere anime eucaristiche". C’è qui un autentico programma di santità.

Il messaggio della carità, che sgorga dalla testimonianza di Madre Elena Aiello, non tramonta. Esso risuona vivo ed attuale per tutta la Chiesa, ma in modo singolare per voi, che ne avete fatto il sentiero della vostra consacrazione a Dio.

La carità sia per voi amore indiviso per Iddio e sollecita partecipazione alle esigenze dei fratelli più sventurati, quelli che il mondo spesso dimentica o addirittura rifiuta.

Rinnovate per questo quotidianamente la dimensione oblativa della vostra vita, nell’esercizio fedele e audace delle virtù evangeliche. Alla vostra consacrazione ben si addice la considerazione che: "Sull’albero della Croce si compie il Vangelo della vita" (Giovanni Paolo II, Evangelium vitae, n. 50: AAS 87, 456).

In tale itinerario di perfezione evangelica, vi accompagni la Vergine Santa, perfetta cooperatrice del sacrificio di Cristo. A Lei vi affido, mentre di cuore imparto a voi, all’intero Istituto ed al vostro apostolato la mia Benedizione.

© Copyright 1996 - Libreria Editrice Vaticana 

    

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