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DISCORSO DI GIOVANNI PAOLO II
ALLE CAPITOLARI DELLE FIGLIE
DI MARIA AUSILIATRICE

Sala Clementina - Giovedì, 7 novembre 1996

 

Carissime Sorelle!

1. Sono lieto di accogliervi a conclusione del vostro XX Capitolo Generale. Rivolgo un cordiale saluto a Suor Antonia Colombo, che avete eletto alla guida del vostro Istituto. La ringrazio per le espressioni pronunciate a nome di voi tutte e formulo l’augurio che Ella possa, nel suo nuovo ruolo, aiutare la Congregazione a perseverare con costante generosità nel prezioso servizio che essa svolge nel campo della pastorale giovanile. Intendo inoltre salutare le oltre sedicimila Figlie di Maria Ausiliatrice, presenti in ben 83 Nazioni. Il mio pensiero cordiale va, altresì, a Suor Marinella Castagno, che in questi anni ha guidato l’Istituto con sapienza evangelica e coraggiose aperture nel campo delle nuove frontiere dell’evangelizzazione.

2. Nel corso delle intense giornate capitolari, vi siete messe in ascolto dello Spirito per ripensare, in continuità con il precedente Capitolo generale, l’identità dell’Istituto delle Figlie di Maria Ausiliatrice, come “Comunità di donne radicate in Cristo, chiamate ad una missione educativa inculturata verso il Terzo Millennio”.

Per realizzare questo obiettivo, avete sentito il bisogno di confrontarvi con le origini della vostra Famiglia religiosa, quando, alla scuola di Don Bosco e di santa Maria Domenica Mazzarello, le prime Sorelle con audacia divennero educatrici pronte nel rispondere alle sfide dell’inculturazione del loro tempo.

Tali confronti, che hanno messo ciascuna di voi a contatto con le radici della vostra esperienza religiosa, hanno creato il clima di apertura fiduciosa allo Spirito in cui si è sviluppato il dialogo tra sorelle provenienti da latitudini e culture diverse per riesprimere nel mondo attuale il carisma suscitato nella Chiesa attraverso i vostri Santi Fondatori.

3. In tale contesto avete approfondito soprattutto la grazia di essere donne e il contributo che siete chiamate a offrire per promuovere una nuova cultura della vita, della solidarietà e della corresponsabilità.

Vi siete fermate, poi, a riflettere sulla missione che Dio affida alla donna, chiamandola a farsi carico in modo del tutto speciale dell’“essere umano . . ., sempre e comunque, persino nelle condizioni di discriminazione sociale in cui essa può trovarsi” (Giovanni Paolo II, Mulieris dignitatem, 30) e ad “assicurare la dimensione morale della cultura, la dimensione cioè di una cultura degna dell’uomo, della sua vita personale e sociale” (Eiusdem, Christifideles laici, 51).

Rispondendo alle indicazioni dell’Esortazione apostolica Vita Consecrata e in atteggiamento di gratitudine per i doni ricevuti dal Signore, vi siete impegnate ad essere “promotrici di un nuovo femminismo” evangelicamente ispirato (Eiusdem, Evangelium vitae, 99), cioè di una nuova presenza della donna consacrata nell’odierna società, per essere nella Chiesa e nel mondo segno credibile della tenerezza di Dio verso l’intero genere umano (cf. Eiusdem, Vita consecrata, 57-59).

Avete assunto così l’impegno di vivere insieme con gioia quell’“esperienza di carità apostolica che ha come sorgente il cuore stesso di Cristo e come modello la sollecitudine materna di Maria” (Costituzioni, n. 7), per esprimere la profezia della sequela di Cristo casto, povero ed obbediente come risposta al bisogno di umanizzazione del nostro tempo.

4. Carissime Sorelle! Il vostro carisma salesiano vi sollecita a realizzare tali propositi soprattutto guardando al mondo giovanile. Nel panorama odierno di una società che spesso si allontana dai valori del Vangelo, sono non di rado i giovani e le giovani ad essere vittime innocenti di una cultura che, dimenticando Dio, schiaccia l’uomo.

Sulle orme di don Bosco e di santa Maria Domenica Mazzarello, non abbiate timore di affrontare con ardore profetico tali situazioni, tessendo reti di solidarietà in cui le giovani generazioni possano ritrovare dignità e speranza, valorizzando le diversità personali e culturali come ricchezze da donare per promuovere un mondo più vicino al progetto di Dio. Attraverso la via maestra dell’educazione critica e propositiva, vi sarà possibile così cooperare alla nuova evangelizzazione, rispondendo a quel bisogno di formazione ai valori del Vangelo che rappresenta la sfida più grande rivolta alla Chiesa dalle moderne trasformazioni culturali.

Grazie alla vostra specifica spiritualità salesiana, voi, Figlie di Maria Ausiliatrice, potrete diventare nel mondo “segno ed espressione” dell’amore proveniente dal Padre (cf. Cost., 1) ed educare le giovani del nostro tempo ad un esercizio nuovo della maternità, della fraternità e del servizio.

5. Carissime Sorelle! Maria, ispiratrice del vostro Istituto, “continua ad esserne la Maestra e la Madre”. Alle soglie del terzo millennio, vi affido a Lei, aiuto materno di ogni vita che nasce alla fede e di ogni cultura che si apre all’amore. Il suo esempio e la sua intercessione vi rendano capaci di rinnovare costantemente con generosa letizia il vostro “sì” di consacrazione.

Con tali auspici imparto a voi tutte, alle vostre Consorelle e a quanti sono affidati alla vostra opera evangelizzatrice, una speciale Benedizione Apostolica.

 

© Copyright 1996 - Libreria Editrice Vaticana

   

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