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DISCORSO DI GIOVANNI PAOLO II AI
FEDELI DELLE DIOCESI DI ISERNIA - VENAFRO E DI TRIVENETO
Basilica Vaticana - Sabato, 16 novembre 1996
Carissimi Fratelli e Sorelle!
1. Desidero porgervi un cordiale benvenuto ed
esprimervi la mia gioia per l’odierno incontro, col quale intendete ricambiare
la visita che ebbi modo di compiere nel territorio molisano, il 19 marzo dello
scorso anno.
Saluto il Vescovo di Isernia-Venafro, Mons. Andrea Gemma, e quello
di Trivento, Mons. Antonio Santucci. Il mio saluto si estende ai sacerdoti, ai
consacrati e alle consacrate, ai fedeli laici attivamente impegnati
nell’apostolato. Rivolgo, altresì, il mio pensiero deferente alle autorità
civili che hanno accompagnato questo vostro pellegrinaggio.
Ricordo ancora con
quanta cordialità i giovani, gli artigiani, le famiglie e gli abitanti della
vostra Regione mi hanno accolto nel corso del mio pellegrinaggio apostolico in
occasione della festa di san Giuseppe del 1995. In quella circostanza volli
esortarvi, con parole che intendo ripetere anche oggi, a non arrendervi di
fronte ai gravi problemi del momento e a non rinunciare a progettare il vostro
futuro.
2. Carissimi Fratelli e Sorelle, guardate con fiducia verso Cristo,
sempre vivo ieri, oggi e sempre. Con gli occhi dello spirito rivolti al grande
appuntamento del Giubileo del 2000, proseguite con lena l’itinerario pastorale
che pone al centro dei vostri programmi la nuova evangelizzazione. L’intera
comunità cristiana si riscopre così soggetto dell’annuncio del messaggio della
salvezza, in comunione con il proprio Pastore. Ciò è particolarmente necessario
in vista della consegna alle giovani generazioni dei tesori della fede. “Una
Chiesa per i giovani e con i giovani” è l’impegno che sta a voi a cuore e che
guarda all’avvenire.
So quanto l’intera Regione senta vivo il problema dei
giovani e quanto attivamente si vadano promuovendo opportune iniziative per la
loro formazione umana e spirituale. In questo contesto, come non esprimere
apprezzamento per il rinnovato impulso impresso anche alla pastorale
vocazionale, i cui frutti, grazie a Dio, cominciano a manifestarsi? Proseguite,
carissimi Fratelli e Sorelle, su questa strada, in uno sforzo apostolico
unitario, frutto di una forte coesione di tutto il presbiterio con il Vescovo
nonché della fedele adesione di ciascuno alle direttive della Chiesa.
3. In tale
programma pastorale ha un ruolo insostituibile la famiglia, poiché è chiamata ad
essere autentica scuola di vita. In effetti è nell’ambito della famiglia che
avviene la prima e fondamentale educazione alla fede. Occorre, perciò,
continuare a salvaguardare il matrimonio cristiano da ogni insidia che ne possa
minare l’unità. Mi sono ben note, in proposito, le non poche difficoltà
derivanti, nelle vostre diocesi, dal diffuso e persistente fenomeno
dell’emigrazione. Il mio auspicio è che, grazie all’impegno di tutti, si possano
porre in atto opportune ed efficaci soluzioni a tali problemi, favorendo un
armonico sviluppo economico che valorizzi le risorse della vostra Terra.
Il
cammino della nuova evangelizzazione richiede pure una continua riflessione
sull’importanza centrale della vita liturgica. La celebrazione dei sacri
misteri, la fedeltà all’incontro domenicale, un’adeguata catechesi, che
introduca alle ricchezze dei doni di grazia, sono parte integrante di una
pastorale viva ed incisiva.
Ogni impegno di rinnovamento, poi, non sarà completo
se non sarà accompagnato dalla generosa testimonianza della carità. I poveri ci
sono stati affidati da Cristo e li avremo sempre con noi (cf. Mt 26, 11). Le
sfide della solidarietà interrogano le vostre comunità e chiedono costante
attenzione al mondo del lavoro e della disoccupazione, specialmente giovanile,
dell’emigrazione e del disagio sociale. A questo proposito, mi piace ricordare
la lodevole istituzione della “Fondazione San Pietro Celestino” che la diocesi
di Isernia-Venafro ha voluto promuovere con lo scopo di offrire sollievo ai più
poveri e, in particolare, a quanti sono vittime della piaga dell’usura.
4. Cari
pellegrini di Isernia-Venafro, in questi tre anni di celebrazioni centenarie
celestiane a ricordo dell’elevazione al sommo Pontificato dell’iserniano Pietro
da Morrone, divenuto Celestino V, e dell’anniversario della sua santa morte,
avvenuta pochi mesi dopo a Fumone, la vostra comunità diocesana ha voluto
percorrere un intenso itinerario di approfondimento della fede e di adesione al
magistero della Chiesa e al Successore di Pietro, concludendolo con l’odierno
pellegrinaggio. Mi compiaccio per quanto è stato sinora compiuto e vi incoraggio
a proseguire sul cammino della nuova evangelizzazione con rinnovato ardore
apostolico.
Il progetto della nuova evangelizzazione assume un particolare
significato anche per voi, cari fedeli della Chiesa di Trivento, che state
vivendo l’intenso periodo del Sinodo diocesano. L’assise sinodale vi aiuterà a
camminare con rinnovata fiducia verso il Grande Giubileo, e non mancherà di
riversare i suoi benefici effetti sull’intera società, affinché mai, dinanzi
alle difficoltà, ci si lasci prendere dallo sconforto o dallo scoraggiamento.
5.
Carissimi Fratelli e Sorelle, auspico che l’odierno incontro vi confermi nella
fede e nei programmi di azione ecclesiale. La visita alle Tombe degli Apostoli e
dei martiri infonda in voi rinnovato coraggio per rispondere con efficacia alle
non poche sfide umane e spirituali della nostra epoca.
Alla Vergine Santissima,
onorata grandemente e con vivo affetto dalle genti molisane, affido i vostri
progetti. Ella vi guidi e vi protegga.
Con tali sentimenti imparto una speciale
Benedizione Apostolica a voi qui presenti ed all’intera popolazione delle vostre
comunità diocesane, specialmente ai malati, agli anziani ed ai giovani.
© Copyright 1996 - Libreria
Editrice Vaticana
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