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DISCORSO DI GIOVANNI PAOLO II
AI RAPPRESENTANTI DELLE AMMINISTRAZIONI
LOCALI DELLA REGIONE POLACCA DI MALOPOLSKA

Lunedì, 28 ottobre 1996

 

Saluto cordialmente i rappresentanti delle Amministrazioni Locali della regione di Malopolska qui presenti.

Tramite voi voglio salutare anche tutti coloro che rappresentate, e che sono cari al mio cuore. Sin dai suoi inizi la mia vita è stata unita a Malopolska. Spesso mi reco col pensiero nelle città e nei villaggi di questa terra, ricordo i luoghi e i paesaggi, e in modo particolare le persone. Tali pensieri si intrecciano con la preghiera per i miei cari Connazionali, a me sempre vicini. Di tutto cuore ringrazio per il dono che avete portato con voi. È l’espressione dell’attaccamento degli abitanti di Malopolska al Successore di San Pietro.

Tale attaccamento, che si esprime in modo particolare nella preghiera che accompagna il mio servizio sulla Sede di Pietro, ha la sua fonte naturale nel fatto della provenienza della stessa Terra di Malopolska. Tuttavia, questo attaccamento ha un fondamento molto più profondo e molto più durevole. È la fede, che nella missione del Vescovo di Roma si compie incessantemente l’esortazione rivolta da Cristo all’Apostolo Pietro: conferma nella fede i tuoi fratelli (cf. Lc 22, 32).

La vostra presenza in Vaticano, cari signori, è il segno che volete unire il vostro adempimento dei compiti sociali alla conservazione dell’atteggiamento cristiano di fede. È un’aspirazione giusta. È proprio alla luce della fede che si può leggere nel modo più pieno in che cosa consiste l’ordine morale che deve essere osservato in ogni azione a favore del bene comune, affinché esso sia efficace e al contempo si compia nel rispetto di ogni uomo e dell’ambiente naturale in cui questi vive (cf. Gaudium et Spes, 74). Dalla fede nasce anche quella sensibilità soprannaturale verso i bisogni altrui, che mira ad una perseverante introduzione nella realtà di questo mondo dell’idea della giustizia del Regno di Dio. Molte volte ho fatto osservare i principi che devono guidare i credenti rivestiti di una missione sociale. Vorrei ricordare qui uno di essi che sembra acquistare oggi una particolare attualità. Esso è la sollecitudine per la famiglia, in tutte le dimensioni della sua esistenza. “Certamente la famiglia e la società hanno una funzione complementare nella difesa e nella promozione del bene di tutti gli uomini e di ogni uomo. ( . . .)

Convinte che il bene della famiglia costituisce un valore indispensabile e irrinunciabile della comunità civile, le autorità pubbliche devono fare il possibile per assicurare alle famiglie tutti quegli aiuti - economici, sociali, educativi, politici, culturali - di cui hanno bisogno per far fronte in modo umano a tutte le loro responsabilità” (Giovanni Paolo II, Familiaris consortio, 45). Desidero esprimere un profondo riconoscimento per ogni sforzo assunto dalle Amministrazioni Locali di Malopolska, miranti alla difesa della dignità della persona umana e dei valori perenni, radicati molto fortemente in questa regione della Polonia. Cerco di seguire con attenzione queste azioni ed esse mi sono note. Ringrazio per il vostro contributo nello sviluppo della cultura nativa e la conservazione in essa di ciò che vi fu portato dalla millenaria tradizione cristiana. È degno di lode anche il vostro impegno nello sviluppo delle città e dei villaggi, rispettando la loro bellezza naturale.

Prego Dio perché il bene compiuto già, grazie alla vostra fatica e a quella della società che rappresentate, non venga sciupato. Di cuore benedico tutti i presenti. Portate questa mia benedizione in tutti gli ambienti della Terra di Malopolska. Che Dio vi ricompensi!

Possiamo affidare a Dio la nostra Patria cantando l’“Appello di Jasna Gora”.

 

© Copyright 1996 - Libreria Editrice Vaticana

 

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