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VIAGGIO APOSTOLICO IN FRANCIA

DISCORSO DI GIOVANNI PAOLO II
AI GIOVANI E ALLA POPOLAZIONE

Saint-Laurent-sur-Sèvre - Giovedì, 19 settembre 1996

 

Cari amici di Saint-Laurent-sur-Sèvre e della diocesi di Luçon,
Cari giovani
,

1. Lungo il cammino del mio pellegrinaggio alla tomba di san Louis-Marie Grignion de Montfort, vi ringrazio per essere venuti ad accogliermi. Sono lieto di salutarvi, voi che siete nati in questa terra della Vandea e serbate il prezioso ricordo di pagine al contempo tragiche e belle della vostra storia.

Voi siete gli eredi di uomini e di donne che hanno avuto il coraggio di rimanere fedeli alla Chiesa di Gesù Cristo quando la sua libertà e la sua indipendenza erano minacciate. Essi non erano rimasti estranei ai movimenti dell’epoca e desideravano sinceramente il necessario rinnovamento della società, ma non potevano accettare che s’imponesse loro una rottura della comunione con la Chiesa universale e in particolare con il Successore di Pietro. Perciò il curato di Maillé, Joseph Herbert, ispirato dalla parola di Cristo, aveva nobilmente detto: “Cittadino dello Stato, ho sempre dato a Cesare ciò che è di Cesare; tuttavia non rifiuterò a Dio ciò che è di Dio”.

Nei terribili scontri, molte azioni sono state segnate dal peccato, sia da una parte che dall’altra. È tuttavia santamente uniti a Cristo che numerosi martiri hanno offerto qui la loro vita, unendosi al Figlio di Dio nel sacrificio della Croce. Sino in fondo hanno seguito il loro vero Maestro, Colui che è venuto per rivelare la verità che rende liberi e la profondità dell’amore di Dio per tutti gli uomini.

Nelle numerose testimonianze che ci sono pervenute è impressionante osservare come i Vandeani siano rimasti legati alle loro parrocchie e ai loro sacerdoti nonostante la crudeltà delle persecuzioni. Essi avevano un’autentica fame di Eucaristia; pur rischiando la propria vita, desideravano partecipare alla Messa e ricevere il Pane della vita. Essi aspiravano a ricevere il sacramento del perdono, consapevoli del fatto che si ha sempre bisogno della misericordia divina.

Alcuni di essi diedero prova di un commovente spirito cristiano quando, religiosi e laici, curarono i feriti, di qualsiasi campo essi fossero, o quando, trascinati da alcuni capi come d’Elbée, che li convinse a prendere sul serio la parola del perdono recitata nel Padre Nostro, decisero di risparmiare i loro avversari.

Cari amici, ricordando solo alcuni tratti della vostra storia, vorrei invitarvi a conservare quelli migliori. Rimanete uniti a Cristo; come Lui, amate tutta l’umanità, a cominciare dai suoi membri meno fortunati. Rimanete fedeli alla Chiesa, all’Eucaristia e al sacramento del perdono. Lasciatevi pervadere dall’amore che viene da Dio! Allora, lungi dal coltivare sterili nostalgie, sarete degni dei vostri padri e continuerete a vivere generosamente come pietre vive della Chiesa, alla quale essi sono rimasti uniti fino a versare il loro sangue per essa.

2. Ora mi rivolgo ai giovani qui riuniti, allievi delle scuole cattoliche e di quelle pubbliche. Amici, ciò che ho appena detto riguarda sia voi che le persone adulte. So che a volte incontrate reali difficoltà ad affermare la vostra fede e la vostra appartenenza alla Chiesa.

Allora vi dico: coraggio! Non lasciatevi vincere dall’indifferenza tanto diffusa intorno a voi! Non fatevi impressionare da coloro che respingono le esigenze della fede cristiana o che la deridono.

Ora spetta a voi tracciare il vostro cammino! La vostra formazione è un vero e proprio allenamento. Ricordate san Paolo: parla di atleti che si allenano alla corsa al prezzo di una disciplina severa per una ricompensa effimera; il cristiano invece sa dove il suo sforzo lo conduce: a riuscire nella vita come discepolo di Gesù (cf. 1 Cor 9, 24-27). Se seguirete la scuola di Cristo svilupperete il meglio di voi, imparerete a dare come a ricevere.

Non siete soli, fate parte di una grande comunità. Nella Chiesa, il Papa, e con lui i Vescovi, i religiosi, le religiose e gli educatori laici, insieme alle vostre famiglie, sono presenti per ascoltarvi, per accompagnarvi e per darvi un orientamento. Essi non hanno altra ambizione di quella di trasmettervi la Buona Novella di Cristo. Non esitate a fare appello ad essi per crescere nella fede! Come i discepoli sulla riva del Giordano domandate al Signore: “Rabbi . . . dove abiti?”. Egli risponderà: “Venite e vedrete” (Gv 1, 38-39). Voi sapete che queste parole saranno il tema della Giornata Mondiale della Gioventù che si terrà il prossimo anno a Parigi. Sarà un’occasione per molti di voi per condividere la propria esperienza cristiana con giovani provenienti da altri Paesi del mondo. Preparatevi ad accoglierli fraternamente.

Cari amici, abbiate fiducia in Cristo, soffermatevi con lui nella preghiera, siate membri attivi della comunità dei suoi discepoli. Occupate il vostro posto nella Chiesa, senza attendere oltre. Con i vostri fratelli e le vostre sorelle di tutte le generazioni operate in modo che misericordia e verità s’incontrino giustizia e pace si bacino, come dice un Salmo (cf. Sal 84[85], 11).

Prego affinché i martiri del passato vi guidino lungo il vostro cammino, vi aiutino a rimanere liberi di fronte a tutte le influenze e a tutti i poteri, vi comunichino la loro gioia di credere e il loro coraggio di servire nella sequela di Cristo.

3. Per voi, miei amici giovani, e per tutti voi, cari fedeli della Vandea, invoco ferventemente l’intercessione di san Louis-Marie, il missionario, e di tutti i beati martiri della vostra terra. Che Nostra Signora vi protegga! Imparto su di voi di tutto cuore la Benedizione Apostolica.

Al termine dell’incontro con la popolazione di Saint-Laurent-sur-Sèvre il Papa ha detto:

Voglio ringraziarvi per aver fatto diminuire la pioggia. La terra ha bisogno della pioggia, ma qualche volta non è male che la pioggia sia un po’ moderata. Ed è successo proprio qui, grazie a voi!

 

© Copyright 1996 - Libreria Editrice Vaticana

 

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