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VIAGGIO APOSTOLICO IN FRANCIA

CERIMONIA DI CONGEDO

DISCORSO DI GIOVANNI PAOLO II

Aeroporto di Reims-Champagne
Domenica, 22 settembre 1996

 

Signor Primo Ministro,

1. Al termine della mia visita pastorale in Francia, la ringrazio vivamente di essere venuto a salutarmi qui, al momento del mio congedo; sono sensibile alle parole che mi ha appena rivolto. Voglia esprimere la mia gratitudine al Signor Presidente della Repubblica per l’accoglienza delicata che mi ha riservato. I miei ringraziamenti si estendono a lei, ai membri del Governo e ai Poteri pubblici per tutte le attenzioni di cui ho beneficiato nel corso di queste giornate.

2. Le tappe del mio viaggio sono state ricche di significato. Sono lieto di essermi potuto recare a Saint-Laurent-sur-Sèvre, dove la presenza di numerose persone impegnate nella vita consacrata ha rivelato la generosità e la fedeltà dei servi della Chiesa che fanno onore al loro Paese perpetuando le tradizioni di sostegno e di aiuto ai propri fratelli, nelle loro regioni così come nelle loro missioni all’estero. A Sainte-Anne-d’Auray i cattolici dell’Ovest della Francia e numerose famiglie venute da ancora più lontano, hanno mostrato con il loro fervore la serietà dei loro impegni. Le celebrazioni di Tours sono state poste sotto il segno del grande Vescovo san Martino, la cui influenza è stata determinante per la crescita della Chiesa nelle vostre regioni e per l’aiuto ai più bisognosi, dispensato costantemente dal popolo di Francia. A Reims, oggi, la commemorazione del battesimo di Clodoveo è stata l’occasione per numerosi cattolici per prendere nuovamente coscienza del significato del loro battesimo, sull’esempio di generazioni di fedeli che hanno svolto un ruolo nella storia della nazione e nell’elaborazione della sua alta concezione dell’uomo e della sua cultura.

3. I diversi temi dei miei incontri si completano ricordando molte qualità riconosciute di ciò che ho chiamato “l’anima francese”. Sono lieto dell’opportunità che mi è stata data di mettere in risalto tanto sapere, incoraggiando al contempo i suoi connazionali a proseguire nei loro impegni a favore di una solidarietà umana della quale tutto il mondo ha bisogno nel nostro tempo.

4. Ci tengo ad esprimere nuovamente la mia viva gratitudine ai Vescovi di Francia, che hanno preparato intensamente questa visita con la collaborazione di numerose persone. Colpito dalla qualità della loro accoglienza, vorrei assicurare tutti i cattolici della Chiesa in Francia, membri del clero e del laicato, del mio affetto in una profonda comunione spirituale. Li invito a impegnarsi affinché le loro comunità ecclesiali sviluppino il loro dinamismo, nella fede e con lo spirito di servizio dei discepoli di Cristo. Essi hanno ricevuto una bella eredità; che continuino a farla fruttificare in modo sempre nuovo!

Vorrei anche rivolgere un saluto rispettoso ai cristiani delle altre confessioni, ai credenti dell’Ebraismo e a quelli dell’Islam, auspicando che il dialogo religioso e la collaborazione si sviluppino fra tutti, per un’armoniosa coesione della società francese nel suo insieme.

5. Signor Primo Ministro, attraverso la sua persona, saluto tutti i Francesi, e offro loro i miei ferventi voti di prosperità in una intesa fraterna. Che la vostra nazione rimanga accogliente, che continui a far condividere la sua cultura, che contribuisca a far progredire incessantemente gli ideali di libertà, di uguaglianza e di fraternità che essa ha saputo presentare al mondo!

Rinnovandole l’espressione della mia gratitudine per l’accoglienza della Francia, invoco su tutti i suoi connazionali l’abbondanza delle Benedizioni di Dio.

 

© Copyright 1996 - Libreria Editrice Vaticana

 

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