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DISCORSO DI GIOVANNI PAOLO II AGLI
UFFICIALI E SOTTUFFICIALI DEL 31° STORMO DELL'AERONAUTICA MILITARE ITALIANA
Castel Gandolfo - Domenica, 29 settembre 1996
1. Sono lieto di ritrovarmi con voi e con i vostri familiari, carissimi
Ufficiali e Sottufficiali del 31° Stormo dell’Aeronautica Militare Italiana, al
termine del mio annuale soggiorno a Castel Gandolfo. Vi saluto tutti con stima e
cordialità. Ringrazio, in particolare, il Colonnello Vincenzo Parma per le
amabili parole con cui ha interpretato i vostri sentimenti.
A ciascuno di voi,
carissimi, io debbo un “grazie” speciale, per l’impegno, la precisione e la
cortesia con cui mi assistete negli spostamenti aerei richiesti dalla mia
missione apostolica in Italia e nel tragitto tra il Vaticano e Castel Gandolfo.
Per esprimere la mia riconoscenza ed il mio apprezzamento, anche quest’anno ho
insignito alcuni tra voi di Onorificenze pontificie. Conservatele come pegno
della mia personale stima, e vi sarò grato se esse susciteranno in voi una
preghiera per il Papa.
2. Permettetemi ora di aggiungere un pensiero, a commento
di questa meritata consuetudine: un pensiero di esortazione a coltivare la
dimensione spirituale, alla quale in qualche modo richiama il vostro lavoro, la
cui caratteristica è quella di collegare la terra e il cielo. Non è forse vero
che l’uomo di oggi ha nostalgia del “cielo”, nostalgia dell’Assoluto? La società
tecnologica, con i suoi ritmi e il suo habitat sempre più artificiali, rischia
di soffocare questa dimensione genuinamente umana, oltre che tipicamente
cristiana.
Proprio per questo è necessario impegnarsi a mantenere aperto e
attento il proprio cuore a ciò che il cielo rappresenta, cioè a Dio. Non per
evadere dalla realtà e dai suoi problemi, ma per “ossigenare” lo spirito e
permettergli di affrontare la vita secondo la prospettiva di Dio. Coltivare la
dimensione spirituale sia personalmente che in ambito familiare, facendo spazio
al silenzio, alla preghiera, al dialogo, ai momenti forti dell’Eucaristia
domenicale e della Riconciliazione sacramentale, ecco ciò che consente di
“volare” sempre più in alto, verso Dio, che è vita, amore e pace senza fine.
Nell’invocare la Sua continua assistenza su voi e sui vostri cari, a tutti
imparto la mia Benedizione.
© Copyright 1996 - Libreria Editrice
Vaticana
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