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MESSAGGIO DI GIOVANNI PAOLO II AL SINDACO
DI ROMA, FRANCESCO RUTELLI, IN OCCASIONE DELLA RICORRENZA DEL
NATALE DI ROMA
Signor Sindaco,
Nel giorno in cui Roma ricorda solennemente l’anniversario della sua
fondazione, desidero farLe giungere il mio pensiero augurale. L’evento
significativo, che secondo la tradizione si colloca 2750 anni or sono, non può
lasciare indifferente Colui che in Roma ha la sua sede e si trova perciò ad
intrecciare con questa Città un quotidiano e vitale rapporto.
Nel rivolgermi a Lei, primo Magistrato dell’Urbe, intendo salutare
affettuosamente l’intero popolo di Roma, quanti l’amministrano e quanti lo
rappresentano. È la festa di Roma: della nostra Roma dei millenni e
dell’oggi, della civiltà latina e di quella cristiana, protesa verso il
futuro e determinata a rimanere fedele alla sua eredità di alta tradizione
civile e spirituale.
L’odierna ricorrenza si inserisce nel contesto del primo anno di preparazione
al grande Giubileo del 2000. Roma è impegnata a prepararvisi in modo da offrire
al mondo la concreta immagine di caput mundi che la caratterizza.
Lo scorcio di secolo che stiamo vivendo, con le sue luci e le sue ombre, segna
di sicuro per Roma una provvidenziale occasione per rinnovare la propria
missione di pace e di solidarietà, nella consapevolezza della propria vocazione
di crocevia di cultura e di fede.
Lungo i millenni, la Città si è sempre mantenuta aperta e accogliente verso
tutti. Anche quando ha dovuto sperimentare tempi difficili, ha saputo ricorrere
alle sue secolari energie e ai valori più nobili della sua storia per rinascere
e continuare così ad elargire doni di civiltà e di spiritualità ai visitatori
provenienti da ogni parte del mondo.
I numerosi problemi che essa si trova ora ad affrontare costituiscono sfide
inedite, che non mancheranno di stimolarne l’impegno verso più alti traguardi
di umanità e di solidale fraternità. Ciò avverrà grazie soprattutto al
paziente e coraggioso servizio dei suoi amministratori, chiamati ad operare con
senso di responsabilità per rendere la Città sempre più accogliente verso
quanti bussano alle sue porte, specialmente verso coloro che non hanno lavoro,
dignitosa abitazione, adeguata assistenza. È missione impegnativa che, se
sostenuta dal contributo dell’intera cittadinanza, si volgerà a vantaggio
delle giovani generazioni, a cui assicurerà un patrimonio civile, morale e
spirituale capace di sostenerle nel loro cammino. La Comunità diocesana, per
parte sua, non farà mancare il suo specifico apporto continuando ad offrire,
come per il passato, ogni possibile contributo per il progresso della Città e
il benessere umano e spirituale di tutti i suoi abitanti.
Signor Sindaco, nell’auspicare che la ricorrenza stimoli un’ulteriore
crescita dell’intera comunità romana, a me tanto cara, invoco su di essa
l’intercessione di Maria Santissima, Salus Populi Romani, e degli Apostoli
Pietro e Paolo, suoi celesti Patroni. Nell’attesa di poter salire
personalmente su codesto storico Colle per rendere omaggio alla Città, invio a
Lei ed ai Collaboratori il mio benedicente saluto.
Dal Vaticano, 21 aprile 1997.
IOANNES PAULUS PP. II
© Copyright 1997 - Libreria
Editrice Vaticana
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