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VIAGGIO APOSTOLICO A PARIGI, IN OCCASIONE DELLA
XII GIORNATA MONDIALE DELLA GIOVENTÙ (21-24 AGOSTO 1997)

MESSAGGIO DI GIOVANNI PAOLO II
AI GIOVANI RADUNATI IN OCCASIONE DELLA
VEGLIA DI PREGHIERA PER LE VOCAZIONI

    

Al Venerato Fratello
Mons. LOUIS-MARIE BILLÉ
Arcivescovo di Aix, Arles e Embrun
Presidente della Conferenza Episcopale Francese
per i giovani riuniti a Notre-Dame di Parigi,
giovedì, 21 agosto 1997
per riflettere e pregare sulle vocazioni

Cari giovani,

1. Il mio cuore di vescovo di Roma si dirige verso di voi che vi sentite chiamati a seguire Cristo nel ministero sacerdotale o nella vita consacrata. Siete alla presenza del Signore, per chiedergli di mandare missionari del Vangelo, per dirgli il vostro desiderio di servirlo, per ravvivare il dono che Dio ha posto in voi (cfr 2 Tm 1,6) e per dimostrare la vostra disponibilità interiore: «Signore, cosa vuoi che io faccia?». Siete radunati davanti alla cattedrale di Notre-Dame di Parigi. Ogni cattedrale è un luogo particolarmente significativo: essa è il centro della Chiesa diocesana, la sede del Vescovo, incaricato dell'unità tra tutte le comunità locali. E' proprio attorno ai Vescovi, successori degli Apostoli, che si costruisce la Chiesa, della quale Cristo è la pietra angolare.

Con l'Apostolo, vi esorto: «Cercate di rendere sempre più sicura la vostra vocazione e la vostra elezione» (2 Pt 1, 10). Ponetevi all'ascolto dello Spirito: «è lui che rende viva e attuale la Parola, aiutando a coglierne il valore e le esigenze» (Giovanni Paolo II, Messaggio per la Giornata Mondiale delle Vocazioni 1997, n. 2). Il vostro primo atto davanti al Signore sia il rendimento di grazie per le vostre famiglie e per le comunità cristiane che vi hanno aiutato e sostenuto nella crescita umana e nella maturazione della vostra vocazione, mediante la loro presenza e la loro preghiera.

Il requisito necessario al ministero apostolico e alla vita consacrata è la vostra formazione spirituale, mediante la quale vengono a trovare unità la vostra personalità e la vostra esistenza. Scoprite l'importanza della preghiera per la Chiesa e per il mondo. Vi invito a passare del tempo in compagnia del Signore, per imparare a «vivere in intima comunione e familiarità col Padre per mezzo del suo Figlio Gesù Cristo nello Spirito Santo» (Optatam totius, 8). Cercare Cristo nella meditazione fedele della Parola di Dio, nell'attiva comunione ai misteri della Chiesa, e in primo luogo nell'Eucaristia e nella Liturgia delle ore (cfr Ibid.). Nella castità perfetta, volete ricordare che Dio è preferibile a tutto, senza per questo sopprimere il valore di altri impegni umani, e che l'uomo trova la felicità consacrandosi al Signore.

2. Cari seminaristi,

Nel corso della serata, mediterete il gesto di Cristo, servo di tutti gli uomini, che il Giovedì Santo ha istituito l'Eucaristia e il Sacerdozio, così la sua presenza reale si realizza mediante il suo Corpo e il suo Sangue e la sua tenerezza si manifesta nel perdono. Avete udito la chiamata di Dio e desiderate seguirlo. E' bello desiderare di accedere al sacerdozio ministeriale, ma è opportuno che la scelta di Dio sia confermata dalla Chiesa, alla quale appartiene di discernere la qualità della vostra vocazione. In realtà, Cristo chiama attraverso la sua Chiesa, significandoci così che noi non siamo che i depositari del tesoro divino e che la missione è un mandato da parte del Signore. Questa sera, voi volete deporre la vostra vita davanti a Cristo e manifestargli il desiderio di servirlo come lui vorrà. La disponibilità e lo spogliarsi di sé sono gli atteggiamenti fondamentali per ogni uomo che desidera compiere la volontà del Signore.

3. Per i vostri Vescovi voi siete come la "pupilla dell'occhio" (Dono e mistero, 10); il seminario è «una continuazione nella Chiesa della comunità apostolica stretta intorno a Gesù, in ascolto della sua Parola, in cammino verso l'esperienza della Pasqua, in attesa del dono dello Spirito per la missione» (Pastores dabo vobis, 60). Siete la gioia dei vostri Vescovi, i quali guardano la Chiesa diocesana attraverso il seminario e che in esso si rendono presenti mediante gli educatori. Siete un dono per la Chiesa che le permette di volgersi con fiducia al futuro. L'intero popolo di Dio si rallegra quando dei giovani accettano di prepararsi al sacerdozio, indispensabile per la sua crescita e la sua santificazione.

4. Durante gli anni di seminario, siete radunati dallo Spirito Santo in un'unica fraternità. Questo tempo di vita comunitaria è una vera esperienza di Chiesa, che vi prepara alla vita in seno al presbiterio, nella diversità dei carismi e delle sensibilità che comporta; in tal modo voi si sentirete ogni giorno di più membri della Chiesa diocesana. Dovete acquisire una formazione intellettuale che concorra alla conoscenza del mistero di Cristo e vi prepari all'annuncio del Vangelo, con un grande amore per la verità (cfr Optatam totius, 14-15). Con il sostegno della comunità seminariale, potrete raggiungere una certa maturità umana. Sforzatevi di vivere le virtù teologali e morali, di sviluppare il controllo di voi stessi e di formare il vostro carattere, per essere modelli di vita cristiana, praticando fin da ora ciò che dovete insegnare (cfr Rituale dell'ordinazione presbiterale, Prelimi-nari, 102; Lumen gentium, 28). Con la scelta del celi-bato libera e riflettuta in modo maturo, potrete manifestare il dono totale di voi stessi al Signore e alla missione. L'ordinazione conforma sacramen-talmente a Cristo e conferisce un carattere che segna l'essere tutto intero.

5. I sacerdoti non sono «destinati né al dominio né agli onori, ma a dover mettersi a completo servizio di Dio e del ministero pastorale» (Optatam totius, 9). Ciò presuppone l'essere impregnati del mistero della Chiesa e l'aver un amore profondo per gli uomini. «Ognuno possiede lo Spirito Santo tanto quanto ama la Chiesa di Cristo» (s. Agostino, Trattato sul vangelo di Giovanni, 32, 8). Non si può annunciare il Vangelo agli uomini se non quando si è a loro vicini e non si conosce dall'interno la società umana, le sue evoluzioni e i suoi bisogni. Allo stesso tempo, imparate a lavorare con i laici, gli influssi umani e spirituali dei quali saranno per voi un grande arricchimento (cfr Christifideles laici, 61-63; Mulieris dignitatem, 29-31). Infatti, siamo tutti impegnati nella stessa missione.

6. Vi invito a vivere una fiduciosa relazione di obbedienza e di comunione con il vostro Vescovo diocesano: egli è «il primo rappresentante di Cristo nella formazione sacerdotale» (Pastores dabo vobis, 65); a lui spetta il compito, insieme con i responsabili delle vocazioni, di determinare il luogo e le modalità della vostra formazione; lo spogliamento di sé per il servizio della Chiesa e la sequela di Cristo passano attraverso la consegna della propria vita e del proprio avvenire nelle mani del Vescovo, come ciò si realizza simbolicamente nel corso dell'ordinazione, per indirizzare la propria azione nella prospettiva della carità pastorale. E' nell'obbedienza che noi facciamo la volontà di Dio. Un simile atteggiamento rafforza il senso del servizio e della disponibilità per la missione ecclesiale e l'apertura alla pastorale diocesana. Sarete allora uniti al Vescovo «come fedeli cooperatori e prestando la collaborazione ai confratelli» (Optatam totius, 9)

7. Cari giovani che pensate alla vita religiosa o all'impegno in un Istituto di vita consacrata.

La Chiesa tiene in grande stima la vita consacrata, della quale Cristo è il modello (cfr Perfectae caritatis, 25). E' una grande grazia essere stati scelti dal Signore. Attraverso la pratica dei consigli evangelici, la vita di preghiera e l'esercizio della carità, svelate agli uomini il volto di Dio e partecipare attivamente alla crescita del popolo di Dio. Volete offrirvi al Signore con cuore "indiviso" (cfr 1 Cor 7,34), come gli Apostoli che hanno lasciato tutto per stare con Cristo e mettersi, come lui, al servizio di Dio e dei fratelli. Così, voi contribuirete a manifestare il mistero e la missione della Chiesa attraverso i molteplici carismi di vita spirituale e apostolica che dona lo Spirito Santo, e apporterete il vostro contributo al rinnovamento della società (cfr Vita consecrata, 1).

8. Invito tutti a pregare per i giovani che, in tutto il mondo, odono la chiamata del Signore e per quanti di essi potrebbero aver paura di rispondere: possano trovare attorno ad essi degli educatori per guidarli! Percepiscano la grandezza della loro vocazione: amare Cristo al di sopra di tutto come una chiamata alla libertà e alla felicità! Pregate affinché la Chiesa vi aiuti nel vostro cammino ed operi un giusto discernimento. Pregate perché le comunità cristiane sappiano sempre ritrasmettere la chiamata del Signore alle giovani generazioni! Insieme con me, ringraziate il Signore «per il dono della vocazione, per la grazia del sacerdozio, per le vocazioni sacerdotali in tutto il mondo» (Dono e mistero, 10)! Ringraziatelo per le persone consacrate! Ringraziatelo per le famiglie, per le parrocchie e per i movimenti, culla di vocazioni!

Rafforzate la vostra fiducia filiale verso la Madre di Dio, poiché i ministri ordinati e la Chiesa intera hanno molto da imparare da Maria (cfr Redemptoris Mater, 43). Siate veri testimoni della fede e della carità, pronti a donare la vita per la gloria di Dio e per la salvezza del mondo. Dio continui in voi l'opera che ha già cominciato!

Dato a Parigi, il 21 agosto 1997.

IOANNES PAULUS PP. II

 

© Copyright 1997 - Libreria Editrice Vaticana

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