Gentili Signore e Signori!
1. Sono lieto di porgere il mio cordiale benvenuto a voi che da
diverse regioni d'Italia siete convenuti a Roma per sottolineare, con un
pellegrinaggio alle tombe degli Apostoli, il settantesimo anniversario di
fondazione del vostro Sodalizio.
Saluto, in particolare, il Presidente della "Lega italiana per
la lotta contro i tumori" e lo ringrazio per i sentimenti manifestati nel suo
nobile indirizzo. Saluto i Membri del Consiglio direttivo centrale, i Presidenti
delle Sezioni provinciali e il Comitato scientifico. Desidero, al tempo stesso,
estendere il mio affettuoso ricordo a tutti coloro che si riconoscono negli alti
ideali e nell'attività che la vostra Associazione promuove al servizio di quanti
sono colpiti da questo male, oggi purtroppo assai diffuso.
La vostra opera di ricerca scientifica e di sensibilizzazione
dell'opinione pubblica circa il "male del secolo" è particolarmente meritoria,
perché si accompagna ad una concreta presenza accanto a chi si trova, in vario
modo, interessato dalle difficoltà, dalle sofferenze e dai disagi causati da
questa infermità.
Nell'esperienza d'ogni giorno, voi toccate con mano quanto
complesse siano le situazioni che vengono a crearsi quando la malattia,
specialmente questo tipo di malattia, bussa alla porta di una persona o di una
famiglia. Accanto a consulenze mediche, occorre un supporto psicologico e
spirituale pronto e fraterno: occorre un sostegno di solidarietà concreta. In
quest'ambito molto fa già e ancor più può fare la vostra benemerita
associazione.
2. Nel corso degli ultimi anni, numerosi studi epidemiologici
hanno consentito di disegnare un'ampia panoramica sulla incidenza dei tumori nel
mondo e sui miglioramenti verificatisi nel campo dell'assistenza
medico-sanitaria, grazie ai progressi ottenuti nella ricerca biomedica e nelle
cure sanitarie. Ciò ha portato ad un considerevole allungamento della speranza
di vita di questi malati, oltre che ad un miglioramento della loro qualità di
vita. E' necessario ulteriormente potenziare, con l'apporto di tutte le
istituzioni interessate, i vari tipi di cura che si sono dimostrati
particolarmente efficaci. Ciò offre la possibilità di gestire validamente gli
interventi medico-assistenziali, in ordine al miglior bene del paziente. Occorre
in ogni caso evitare interventi inadeguati alla reale situazione o
sproporzionati ai risultati medici, nonché azioni o omissioni finalizzate a
procurare la morte allo scopo di eliminare il dolore.
3. Mai come nel caso dei malati di tumore la medicina è chiamata
al suo compito più difficile e delicato: quello di aiutare il malato a vivere la
malattia in modo umano e, per i credenti, a viverla secondo le risorse e le
esigenze proprie della fede cristiana.
In quest'importante opera, che non può limitarsi al solo aspetto
medico, ma deve necessariamente dilatarsi alla considerazione dell'intera
persona umana, la Chiesa, sempre ad essa attenta specialmente quando è in
difficoltà, offre il suo apporto. Essa, proprio perché considera l'uomo quale
sua via privilegiata, guarda in modo speciale a quanti sperimentano nella loro
carne le pene della malattia. Illuminata dalla fede, la sofferenza può diventare
partecipazione al mistero della redenzione (cfr Col 1, 24): in Cristo il
dolore riceve una nuova luce, che lo eleva da semplice e negativa passività a
positiva collaborazione all'opera della salvezza, compiuta dal Figlio di Dio,
che per questo si è fatto uomo ed è venuto ad abitare in mezzo a noi (cfr Gv
1,4). Alla luce del Vangelo il soffrire acquista così un senso ed un valore
peculiare: non è energia sciupata, perché è trasformato dall'amore divino e come
tale offerto in comunione con i patimenti di Cristo.
4. Gentili Signore e Signori! In questa prospettiva, grande
importanza riveste la dimensione etica e religiosa della vostra professione, che
non è azzardato qualificare come una vera missione.
Voi vi rivolgete a pazienti che, afflitti dall'angoscia circa il
loro futuro, sentono venire meno la speranza. Offrendo il vostro contributo per
ristabilire la salute fisica dell'essere umano, non abbiate mai a perdere di
vista la persona e il suo desiderio di ritrovare quella pace interiore e quella
carica spirituale che possono rinvigorirla nel quotidiano cammino della vita. Il
vostro servizio non potrà allora non essere contrassegnato da amore autentico
per ogni creatura umana, da quell'amore cioè che il Verbo incarnato ci ha
straordinariamente rivelato e comunicato nel mistero della sua Incarnazione.
Mentre vi invito a perseverare unendo le vostre energie nel
servizio di chi soffre, invoco l'abbondanza dei favori celesti su di voi e sulle
persone con le quali viene a contatto la vostra Associazione, e porgo a ciascuno
i migliori auguri per il prossimo Natale.
A tutti imparto di cuore l'Apostolica Benedizione.
© Copyright 1997 - Libreria
Editrice Vaticana