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VIAGGIO APOSTOLICO IN POLONIA (31 MAGGIO - 10 GIUGNO 1997)

DISCORSO DI GIOVANNI PAOLO II
AI MEMBRI DELLE DELEGAZIONI PRESENTI
AL
46° CONGRESSO EUCARISTICO INTERNAZIONALE

Seminario metropolitano di Wrocław - Domenica, 1° giugno 1997

   

Illustri Ospiti,
Cari Fratelli e Sorelle!

1. Ci incontriamo questo pomeriggio per ringraziare insieme la Divina Provvidenza per il dono del Congresso Eucaristico. Rendiamo grazie a Dio per questo tempo di preghiera e di adorazione, ed anche di riflessione teologica su quel grande mistero della nostra fede che è l'Eucaristia. Per otto giorni avete sperimentato la particolare grazia di essere insieme.

Ciò che univa tutti era la fede nella reale presenza di Cristo sotto le specie del pane e del vino ed anche la consapevolezza che Egli è sempre tra noi, "perchè abbiamo la vita e l'abbiamo in abbondanza" (cfr Gv 10, 10). In questi giorni la città di Wrocław  si è trasformata in un grande cenacolo nel quale tutti i credenti si sono riuniti ad una comune tavola intorno a Cristo, per ascoltare le sue parole, per rendergli lode con il canto e con la preghiera e per nutrirsi del suo santo Corpo. Alle celebrazioni collegate con il Congresso prendeva parte non soltanto questa città, ma tutta l'Arcidiocesi di Wrocław  e la Chiesa in Polonia. La santa Messa di questa mattina, concelebrata insieme col Papa da numerosi Cardinali, Arcivescovi e Vescovi, ed anche da un largo stuolo di Presbiteri, è stata una vera Statio Orbis, un'enorme assemblea di pellegrini giunti da tutto il mondo, e specialmente dall'Europa. E' divenuta l'immagine visibile della Chiesa "adunata nell'unità del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo" (cfr Lumen gentium, 4). Rendendo grazie a Dio per questo dono, esprimiamo con le parole della Didaché? la gratitudine di tutta la Chiesa:

"Tu, Signore onnipotente,
hai creato tutte le cose a gloria del tuo nome
e hai dato ai figli degli uomini
cibo e bevanda perchè ti lodino;
ma a noi hai fatto la grazia
di un cibo e di una bevanda spirituale
e della vita eterna
per opera di Gesù il servo tuo...
A te sia gloria nei secoli".
(Insegnamento dei Dodici Apostoli /Didachè/, X.3).

2. Provo una particolare gioia nel potermi incontrare oggi con voi. Saluto tutti i delegati, giunti a Wrocław  come rappresentanti delle loro Comunità ecclesiali, delle Diocesi, dei Paesi e delle Nazioni disseminate in tutto il mondo. Ci sono tra voi Vescovi, Sacerdoti, persone consacrate e laici. Voglio esprimere il mio particolare apprezzamento per coloro tra voi che hanno contribuito all'organizzazione di questo Congresso. Parole di particolare ringraziamento rivolgo al Signor Cardinale Edouard Gagnon, Presidente del Pontificio Comitato per i Congressi Eucaristici Internazionali, come pure ai Membri dello stesso Comitato. Con gratitudine mi rivolgo anche al Signor Cardinale Henryk Gulbinowicz, Metropolita di Wrocl|aw e al contempo Presidente del Comitato Nazionale e a tutti coloro che hanno collaborato con lui. Ringrazio anche le singole sezioni, commissioni e tutte le persone di buona volontà. Non avete risparmiato né tempo né fatica. Il vostro lavoro e il generoso sforzo organizzativo hanno fatto sì che il Congresso sia divenuto un grande evento nella vita della Chiesa e una profonda esperienza spirituale per molti. Dal profondo del cuore ringrazio per la loro presenza anche tutte le sorelle e tutti i fratelli delle altre Chiese e Comunità ecclesiali che, insieme a noi, hanno pregato per l'unità dei cristiani. Ringrazio anche i membri di altre religioni e tradizioni spirituali. Non è possibile elencare qui tutti e perciò perdonatemi, se ho tralasciato qualcuno.

3. Cari Fratelli e Sorelle, ho detto che il 46° Congresso Eucaristico Internazionale è stato un grande evento ecclesiale. Direi che esso è divenuto una grande esperienza della Chiesa universale unita nell'Eucaristia. La Chiesa vive dell'Eucaristia e costantemente nasce da essa. La Chiesa si realizza in modo particolare mediante l'Eucaristia, che è quasi lo zenit a cui tutto nella Chiesa tende. "Infatti, nella santissima Eucaristia - come dice il Concilio - è racchiuso tutto il bene spirituale della Chiesa, cioè lo stesso Cristo, nostra Pasqua" (Presbyterorum ordinis, 5). Perciò la Chiesa, se veramente vuole comprendere fino in fondo se stessa e la propria missione, deve incessantemente scoprire questa presenza eucaristica di Cristo, meditarla, e vivere di essa. Coltiviamo e approfondiamo nei nostri cuori una grande riconoscenza verso Dio per le grazie che elargisce alla sua Chiesa.

Cari Fratelli e Sorelle, tutti abbiamo potuto sperimentare come nel mistero dell'Eucaristia si incontrano gli uomini di varie razze, lingue, nazioni e culture. Sì. L'Eucaristia varca tutti i confini. In essa diventa visibile l'unità della Chiesa come mistico Corpo di Cristo. Con quanta chiarezza si compiono qui le parole di sant'Agostino che chiamò l'Eucaristia "sacramento di pietà, segno di unità, vincolo di carità" (Sant'Agostino, In Ioannis Evangelium tractatus, 26, 6, 13: PL 35, 1613). L'Eucaristia è il cuore palpitante della Chiesa. "L'Eucaristia costruisce la Chiesa, e la costruisce come autentica comunità del Popolo di Dio, come assemblea dei fedeli, contrassegnata dallo stesso carattere di unità, di cui furono partecipi gli Apostoli ed i primi discepoli del Signore. " L'Eucaristia costruisce sempre nuovamente questa comunità e unità; sempre la costruisce e la rigenera sulla base del sacrificio di Cristo stesso, perchè commemora la sua morte sulla Croce, a prezzo della quale siamo stati redenti da Lui" (Giovanni Paolo II, Redemptor hominis, 20). Proprio in un tale contesto va inteso ogni Congresso Eucaristico e il suo ruolo nella vita di tutta la Chiesa.

4. Permettetemi di sottolineare ancora un aspetto molto importante, e cioè il luogo in cui si svolge il Congresso. Esso è la Polonia, uno dei Paesi dell'Europa centro-orientale che, insieme ad altri Paesi di questa regione, ha recentemente riacquistato la libertà e la sovranità dopo anni di costrizione da parte del sistema totalitario comunista. E' anche significativo il motto del Congresso: E Cristo ci ha liberati perchè restassimo liberi" (Gal 5, 1). Qui, in questa parte d'Europa, la parola "libertà" acquista un particolare significato. Conosciamo il sapore della schiavitù, della guerra e dell'ingiustizia. Lo conoscono anche quei Paesi che vissero, come noi, le tragiche esperienze della mancanza di libertà personale e sociale. Oggi ci rallegriamo per la libertà riacquistata, ma "non si può soltanto possedere e logorare la libertà. Essa deve essere continuamente conquistata attraverso la verità. La libertà nasconde in sè la matura responsabilità delle coscienze umane, che è il risultato di questa verità. Essa può essere usata correttamente oppure male, al servizio del vero bene oppure del bene falso e fittizio" (Ciclo di Jasna Góra, 7.XI.1990).

Cristo presente nell'Eucaristia ci insegna che cosa è la vera libertà e come usarla. C'è oggi bisogno di un grande ritorno all'Eucaristia. Soltanto essa può rivelare all'uomo la pienezza dell'infinito amore di Dio e rispondere così al suo desiderio d'amore. Soltanto l'Eucaristia può indirizzare le sue aspirazioni alla libertà, mostrandogli la nuova dimensione dell'umana esistenza. Quando, infatti, scopriamo di essere stati chiamati a fare libero dono di noi stessi a Dio e al prossimo, la nostra libertà viene pervasa dallo splendore della verità che rende luminoso l'amore.

Ringraziamo Dio per questi giorni colmi di grazia. Preghiamo affinché questo Congresso Eucaristico intensifichi nei cuori degli uomini l'amore per Cristo-Eucaristia. Ho scritto nell'Enciclica Redemptor hominis: "Tutti nella Chiesa, ma soprattutto i Vescovi e i Sacerdoti, debbono vigilare perchè questo Sacramento di amore sia al centro della vita del Popolo di Dio, perchè, attraverso tutte le manifestazioni del culto dovuto, si faccia in modo da rendere a Cristo «amore per amore» perchè Egli diventi veramente «vita delle nostre anime»" (Giovanni Paolo II, Redemptor Hominis, n. 20).

Dio voglia concedere che questi giorni di preghiera portino un'autentica conversione dei cuori, contribuiscano alla crescita della santità e rianimino l'impegno nell'opera dell'unità e della pace. Desidero ringraziarvi ancora una volta per la vostra presenza e chiedo a Cristo copiose grazie per tutti gli illustri Ospiti qui presenti. A tutti imparto la Benedizione Apostolica, come segno della mia benevolenza e della mia considerazione. Siate testimoni dell'amore di Cristo nei vostri Paesi, in ogni continente, fino agli estremi confini della terra.

Amen!

 

© Copyright 1997 - Libreria Editrice Vaticana

 

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