1. "Cantate al Signore un canto nuovo,
cantate al Signore da tutta
la terra" (Sal 95[96], 1).
Cari Fratelli e Sorelle, come gioisce il mio cuore, perchè oggi, nel
mio itinerario di pellegrino, mi viene dato di fermarmi nella città in
cui è nato il beato Giovanni da Dukla. Torno con la memoria al giorno di
molti anni fa, in cui visitai il santuario di Dukla, in particolare la cappella
del beato Giovanni "nel deserto", come si era soliti dire. Oggi vengo
nuovamente nella vostra città, che con tutta la sua storia "canta al
Signore un canto di gloria e di lode" per il dono di questo pio religioso,
la cui canonizzazione si svolgerà domani a Krosno.
Saluto di tutto cuore i Padri Bernardini, fedeli custodi di questo luogo.
Siete voi ad avere cura delle reliquie del vostro eccellente confratello
Giovanni. Saluto cordialmente anche i sacerdoti che lavorano in questa città,
in primo luogo il Decano, ed anche le autorità cittadine e tutti gli
abitanti di Dukla e dei dintorni. Oggi, in un certo senso, è la vostra
festa, che Dio nella sua bontà ha preparato per voi. Ecco il giorno che
ci ha dato il Signore. Saluto anche coloro che sono giunti da lontano, da varie
parti del Paese, soprattutto l' Episcopato, con a capo il Primate, e come
abbiamo sentito non soltanto dal Paese ma anche dall' estero, da oltre la
frontiera orientale, da oltre la frontiera meridionale e da non so quale altra
frontiera, per prendere parte a questo nostro comune incontro.
2. Come ci sembra vicino il beato Giovanni in questo tempio dove vengono
conservate le sue reliquie! Volevo tanto venire qui, per ascoltare, nel silenzio
del convento, la voce del suo cuore ed insieme a voi approfondire il mistero
della sua vita e della sua santità. Ed era una vita donata totalmente a
Dio. Iniziò nel vicino eremo. Fu proprio là, nel silenzio e tra le
lotte spirituali, che "Dio l'afferrò", così che da quel
momento rimasero insieme fino alla fine. Tra questi monti imparò la
preghiera ardente e come vivere i misteri di Dio. Lentamente si consolidava la
sua fede e si rinvigoriva il suo amore, per produrre più tardi salvifici
frutti non più nella solitudine, nell'eremo, ma tra le mura del convento
dei Francescani Conventuali, e poi dei Bernardini, dove trascorse l'ultimo
periodo della sua vita.
Il beato Giovanni si conquistò la fama di sapiente predicatore e
zelante confessore. Si affollavano da lui le persone affamate di sana dottrina
di Dio, per sentire le sue prediche, oppure, presso la grata del confessionale,
per cercare conforto e consiglio. Divenne famoso come guida di anime e prudente
consigliere di tanti. I testi dicono che, nonostante la vecchiaia e la perdita
della vista, continuava a lavorare, chiedeva che gli venissero lette le
prediche, pur di poter continuare. Andava a tentoni al confessionale, pur di
poter convertire e condurre a Dio.
3. La santità del beato Giovanni scaturiva dalla sua profonda fede.
Tutta la sua vita e lo slancio apostolico, l'amore per la preghiera e per la
Chiesa, tutto questo era basato sulla fede. Era per lui una forza, grazie alla
quale sapeva rifiutare tutto ciò che era materiale e temporale, per
dedicarsi a ciò che era di Dio e spirituale.
Voglio ringraziare caldamente l'Arcivescovo di Przemysl per avermi invitato
a Dukla, per i suoi sforzi affinché questo incontro potesse realizzarsi.
Ringrazio i sacerdoti, i religiosi e le religiose, presenti in questa diocesi di
confine, che seguendo le orme del beato Giovanni, conducono il Popolo di Dio
sulle vie della fede. Dio vi ripaghi questo vostro sforzo e la vostra fatica.
Nel mio grazie, comprendo i malati e i sofferenti, che portano la croce della
vecchiaia e della solitudine, nella vicina località di Korczyna e in
altri luoghi del Golgota umano. Mi rivolgo anche ai giovani: non abbiate paura
delle contrarietà, non vi scoraggiate a causa di esse, ma pieni di
fiducia nel potente aiuto del pio Giovanni, con coraggio ed entusiasmo portate
la luce del Vangelo. Abbiate coraggio di diventare il sale della terra e la luce
del mondo. Preghiamo qui, in questo posto, anche per ottenere numerose vocazioni
sacerdotali e religiose e per nuove vocazioni apostoliche tra i laici. Per
quanto ne so io, le vocazioni qui non mancano, sono piuttosto abbondanti, però
la messe è molta e tutto il mondo aspetta.
4. Fratelli e Sorelle, visitate spesso questo luogo! E' il grande tesoro di
questa terra, perchè qui lo Spirito del Signore parla ai cuori degli
uomini per il tramite del vostro santo Compaesano. Egli dice che la vita
personale, familiare e sociale va edificata sulla fede in Gesù Cristo. La
fede infatti dà il senso a tutti i nostri sforzi. Aiuta a scoprire il
vero bene, imposta una corretta gerarchia dei valori, pervade tutta la vita. Con
quanta precisione viene espresso tutto questo nelle parole della Lettera di san
Giovanni Apostolo: "Tutto ciò che è nato da Dio vince il
mondo; e questa è la vittoria che ha sconfitto il mondo: la nostra fede"
(1 Gv 5, 4).
Per concludere, ricevete la mia benedizione con la quale voglio abbracciare
voi qui presenti, ed anche le vostre famiglie e i vostri cari. Benedico questa
città e tutti i suoi abitanti.
Che san Giovanni in cielo ascolti come lo applaudite qui. Adesso bisogna
finire questo primo incontro, aspettiamo domani. Ancora dobbiamo pregare e poi
vi imparto la mia Benedizione.