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VIAGGIO APOSTOLICO IN POLONIA (31 MAGGIO - 10 GIUGNO 1997)

DISCORSO DI GIOVANNI PAOLO II
AI RELIGIOSI E AI SACERDOTI DURANTE LA VISITA
ALLA TOMBA DEL BEATO GIOVANNI DA DUKLA

Convento dei Frati Minori Bernardini (Dukla) - Lunedì, 9 Giugno 1997

   

1. "Cantate al Signore un canto nuovo,
cantate al Signore da tutta la terra
" (Sal 95[96], 1).

Cari Fratelli e Sorelle, come gioisce il mio cuore, perchè oggi, nel mio itinerario di pellegrino, mi viene dato di fermarmi nella città in cui è nato il beato Giovanni da Dukla. Torno con la memoria al giorno di molti anni fa, in cui visitai il santuario di Dukla, in particolare la cappella del beato Giovanni "nel deserto", come si era soliti dire. Oggi vengo nuovamente nella vostra città, che con tutta la sua storia "canta al Signore un canto di gloria e di lode" per il dono di questo pio religioso, la cui canonizzazione si svolgerà domani a Krosno.

Saluto di tutto cuore i Padri Bernardini, fedeli custodi di questo luogo. Siete voi ad avere cura delle reliquie del vostro eccellente confratello Giovanni. Saluto cordialmente anche i sacerdoti che lavorano in questa città, in primo luogo il Decano, ed anche le autorità cittadine e tutti gli abitanti di Dukla e dei dintorni. Oggi, in un certo senso, è la vostra festa, che Dio nella sua bontà ha preparato per voi. Ecco il giorno che ci ha dato il Signore. Saluto anche coloro che sono giunti da lontano, da varie parti del Paese, soprattutto l' Episcopato, con a capo il Primate, e come abbiamo sentito non soltanto dal Paese ma anche dall' estero, da oltre la frontiera orientale, da oltre la frontiera meridionale e da non so quale altra frontiera, per prendere parte a questo nostro comune incontro.

2. Come ci sembra vicino il beato Giovanni in questo tempio dove vengono conservate le sue reliquie! Volevo tanto venire qui, per ascoltare, nel silenzio del convento, la voce del suo cuore ed insieme a voi approfondire il mistero della sua vita e della sua santità. Ed era una vita donata totalmente a Dio. Iniziò nel vicino eremo. Fu proprio là, nel silenzio e tra le lotte spirituali, che "Dio l'afferrò", così che da quel momento rimasero insieme fino alla fine. Tra questi monti imparò la preghiera ardente e come vivere i misteri di Dio. Lentamente si consolidava la sua fede e si rinvigoriva il suo amore, per produrre più tardi salvifici frutti non più nella solitudine, nell'eremo, ma tra le mura del convento dei Francescani Conventuali, e poi dei Bernardini, dove trascorse l'ultimo periodo della sua vita.

Il beato Giovanni si conquistò la fama di sapiente predicatore e zelante confessore. Si affollavano da lui le persone affamate di sana dottrina di Dio, per sentire le sue prediche, oppure, presso la grata del confessionale, per cercare conforto e consiglio. Divenne famoso come guida di anime e prudente consigliere di tanti. I testi dicono che, nonostante la vecchiaia e la perdita della vista, continuava a lavorare, chiedeva che gli venissero lette le prediche, pur di poter continuare. Andava a tentoni al confessionale, pur di poter convertire e condurre a Dio.

3. La santità del beato Giovanni scaturiva dalla sua profonda fede. Tutta la sua vita e lo slancio apostolico, l'amore per la preghiera e per la Chiesa, tutto questo era basato sulla fede. Era per lui una forza, grazie alla quale sapeva rifiutare tutto ciò che era materiale e temporale, per dedicarsi a ciò che era di Dio e spirituale.

Voglio ringraziare caldamente l'Arcivescovo di Przemysl per avermi invitato a Dukla, per i suoi sforzi affinché questo incontro potesse realizzarsi. Ringrazio i sacerdoti, i religiosi e le religiose, presenti in questa diocesi di confine, che seguendo le orme del beato Giovanni, conducono il Popolo di Dio sulle vie della fede. Dio vi ripaghi questo vostro sforzo e la vostra fatica. Nel mio grazie, comprendo i malati e i sofferenti, che portano la croce della vecchiaia e della solitudine, nella vicina località di Korczyna e in altri luoghi del Golgota umano. Mi rivolgo anche ai giovani: non abbiate paura delle contrarietà, non vi scoraggiate a causa di esse, ma pieni di fiducia nel potente aiuto del pio Giovanni, con coraggio ed entusiasmo portate la luce del Vangelo. Abbiate coraggio di diventare il sale della terra e la luce del mondo. Preghiamo qui, in questo posto, anche per ottenere numerose vocazioni sacerdotali e religiose e per nuove vocazioni apostoliche tra i laici. Per quanto ne so io, le vocazioni qui non mancano, sono piuttosto abbondanti, però la messe è molta e tutto il mondo aspetta.

4. Fratelli e Sorelle, visitate spesso questo luogo! E' il grande tesoro di questa terra, perchè qui lo Spirito del Signore parla ai cuori degli uomini per il tramite del vostro santo Compaesano. Egli dice che la vita personale, familiare e sociale va edificata sulla fede in Gesù Cristo. La fede infatti dà il senso a tutti i nostri sforzi. Aiuta a scoprire il vero bene, imposta una corretta gerarchia dei valori, pervade tutta la vita. Con quanta precisione viene espresso tutto questo nelle parole della Lettera di san Giovanni Apostolo: "Tutto ciò che è nato da Dio vince il mondo; e questa è la vittoria che ha sconfitto il mondo: la nostra fede" (1 Gv 5, 4).

Per concludere, ricevete la mia benedizione con la quale voglio abbracciare voi qui presenti, ed anche le vostre famiglie e i vostri cari. Benedico questa città e tutti i suoi abitanti.

Che san Giovanni in cielo ascolti come lo applaudite qui. Adesso bisogna finire questo primo incontro, aspettiamo domani. Ancora dobbiamo pregare e poi vi imparto la mia Benedizione.

 

© Copyright 1997 - Libreria Editrice Vaticana

 

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