Signori Cardinali,
Venerati Fratelli nell’Episcopato e nel Sacerdozio,
Carissimi Fratelli e
Sorelle!
1. Sono lieto di rivolgere il mio cordiale benvenuto a voi tutti, che prendete
parte al Congresso europeo sulle vocazioni al ministero ordinato ed alla vita
consacrata, in svolgimento in questi giorni a Roma. Saluto il Signor Cardinale
Pio Laghi, Prefetto della Congregazione per l’Educazione Cattolica, e lo
ringrazio per le cortesi espressioni che ha voluto indirizzarmi, a nome dei
presenti. Con lui saluto i Signori Cardinali ed i venerati Fratelli
nell’Episcopato qui convenuti.
Rivolgo, pure, un particolare pensiero a quanti, sacerdoti, religiosi, religiose
e laici, sono impegnati a promuovere nelle Comunità ecclesiali una pastorale
attenta alle vocazioni sacerdotali e di speciale consacrazione: a loro esprimo
il mio compiacimento ed il mio più vivo incoraggiamento.
Le intense giornate del vostro Convegno hanno messo in evidenza come la Chiesa,
pellegrina nel continente europeo, sia chiamata a ravvivare, soprattutto nei
giovani, una profonda nostalgia di Dio, creando così il contesto adatto allo
scaturire di generose risposte vocazionali. È necessario per questo che
ciascuno si ponga in rinnovato e fervente ascolto dello Spirito: è Lui,
infatti, la guida sicura verso la piena conoscenza di Gesù Cristo e verso
l’impegno di seguirlo senza riserve.
2. Inviata nel mondo per continuare la missione del Salvatore, la Chiesa è
in
continuo stato di vocazione e si arricchisce di giorno in giorno dei molteplici
carismi dello Spirito. È dall’intima unione di amore e di fede col Padre, col
Figlio e con lo Spirito Santo che essa trae la garanzia di una nuova fioritura
di vocazioni sacerdotali e di speciale consacrazione.
Questa fioritura, infatti, non è frutto di generazione spontanea, né di un
attivismo che conti soltanto sui mezzi umani. Gesù lo fa capire chiaramente nel
Vangelo. Chiamando i discepoli per inviarli nel mondo, Egli li sollecita
innanzitutto a guardare in alto: “Pregate dunque il padrone della messe perché
mandi operai nella sua messe” (Mt 9, 38). La pedagogia vocazionale a cui il Signore ricorre lascia intendere che una
pastorale sbilanciata sull’azione e sulle iniziative promozionali corre il
rischio di risultare inefficace e senza prospettive, perché ogni vocazione è
innanzitutto dono di Dio.
È urgente, pertanto, che un grande movimento di preghiera attraversi le Comunità
ecclesiali del continente europeo, contrastando il vento del secolarismo che
spinge a privilegiare i mezzi umani, l’efficientismo e l’impostazione
pragmatica della vita. Una preghiera fervente deve levarsi incessantemente dalle
parrocchie, dalle comunità monastiche e religiose, dalle famiglie cristiane e
dai luoghi di sofferenza. Occorre educare specialmente i bambini e i giovani ad
aprire il cuore al Signore per disporsi ad ascoltare la sua voce.
Questo clima di fede e di ascolto della Parola di Dio renderà le Comunità
cristiane capaci di accogliere, di accompagnare e di formare le vocazioni che lo
Spirito suscita al loro interno.
3. Occorre, inoltre, promuovere un salto di qualità nella pastorale vocazionale
delle Chiese europee. Spesso si è ritenuto che questo fondamentale compito
della Comunità cristiana fosse delegabile ad alcune persone disposte a farsene
carico. Indubbiamente questi incaricati svolgono, nelle diverse realtà
ecclesiali, un lavoro prezioso e spesso nascosto a servizio della divina
chiamata. Tuttavia, le mutate condizioni storiche e culturali esigono che la
pastorale delle vocazioni sia percepita come uno degli obiettivi primari
dell’intera Comunità cristiana.
Quanti sono impegnati nella pastorale vocazionale renderanno tanto più efficace
la loro opera quanto più aiuteranno i singoli membri della Comunità a sentire
come proprio l’impegno di formare un numero di sacerdoti e di consacrati
adeguato alle esigenze del Popolo di Dio.
Resta ovvio, tuttavia, che i primi a doversi sentire interessati alla pastorale
vocazionale sono gli stessi chiamati al ministero ordinato e alla vita
consacrata: con la gioia di un’esistenza completamente donata al Signore essi
renderanno concreta e stimolante la proposta della sequela radicale di Gesù,
manifestandone il sorprendente significato.
Cristo non si è limitato a chiedere di pregare per gli operai della messe, ma
ha rivolto loro personalmente l’invito a seguirlo con le parole: “Vieni e
seguimi” (Mt 19, 21). Venerati Fratelli nell’Episcopato, carissimi sacerdoti e religiosi, non
abbiate paura di far giungere ai giovani, che incontrate nel vostro quotidiano
ministero, l’invito del Signore! Sia vostra pressante cura andare loro
incontro per riproporre le misteriose e sorprendenti parole che hanno segnato
anche la vostra vita: “Vieni e seguimi”.
4. La costante e paziente attenzione della Comunità cristiana al mistero della
divina chiamata promuoverà, così, una nuova cultura vocazionale nei giovani e
nelle famiglie. Il disagio che attraversa il mondo giovanile rivela, anche nelle
nuove generazioni, pressanti domande sul significato dell’esistenza, a
conferma del fatto che nulla e nessuno può soffocare nell’uomo la domanda di
senso e il desiderio di verità. Per molti è questo il terreno sul quale si
pone la ricerca vocazionale.
Occorre aiutare i giovani a non rassegnarsi alla mediocrità, proponendo loro
grandi ideali, perché possano anch’essi chiedere al Signore: “Maestro, dove
abiti?” (Gv 1, 38), “Maestro buono, che cosa devo fare per avere la vita eterna?” (Mc 10, 17), ed aprire il cuore alla sequela generosa di Cristo.
Questa è stata l’esperienza di innumerevoli uomini e donne, che hanno saputo
farsi fedeli testimoni di Cristo, apostoli del Vangelo nel nostro continente.
Condividendo le fatiche e i travagli degli uomini del loro tempo, essi hanno
creduto nella vocazione universale alla santità e ne hanno scalato la vetta
attraverso il sentiero particolare loro assegnato dallo Spirito. Le loro scelte
e i loro carismi hanno tracciato profondi solchi di bene, che occorre
approfondire, perché le Chiese europee possano continuare a svolgere la loro
missione di evangelizzazione, di santificazione e di promozione umana anche nel
prossimo millennio.
La Vergine Maria, Madre delle vocazioni, accompagni questo generoso impegno,
ottenendo dal Signore nuove e copiose vocazioni a servizio dell’annuncio del
Vangelo in ogni Nazione d’Europa.
Con tali auspici, imparto a ciascuno di voi ed alle vostre Comunità una
speciale Benedizione Apostolica.
© Copyright 1997 - Libreria
Editrice Vaticana