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VISITA ALLA PARROCCHIA ROMANA DI SANT'ATANASIO

DISCORSO DI GIOVANNI PAOLO II
AI BAMBINI DELLA PARROCCHIA

Solennità di Pentecoste - Domenica, 18 maggio 1997

 

Giovanni Paolo II è giunto alla parrocchia romana di sant'Atanasio alle ore 9. A rivolgere al Santo Padre il primo, caloroso saluto, nel giorno del suo Genetliaco, sono stati oltre duecento bambini, raccolti, festanti, nella chiesa. Valerio, 10 anni, ha rivolto al Santo Padre la domanda: «Che proposito fai per il compleanno?». Il Papa ha risposto: «Di essere più buono». Valerio ha poi fatto un'altra domanda: «Che cosa vorresti ricevere come regalo per il tuo compleanno?». «Basta la vostra presenza », ha detto il Santo Padre.

Devo dirvi che allora, a quest'ora, alle 9 di mattina, non ero ancora in questo mondo. Secondo quello che mi hanno detto dopo, il momento della nascita è stato di pomeriggio, tra le cinque e le sei.

Dunque, quasi nello stesso momento in cui, cinquantotto anni dopo, sono stato eletto Papa, di pomeriggio, tra le cinque e le sei.

Sono molto contento di incontrare come primi parrocchiani di questa comunità voi bambini, appena nati o già più cresciuti, quelli che hanno due, tre, sei anni, dieci anni, quelli che hanno ricevuto il Battesimo, che si preparano alla Prima Comunione, alla Cresima.

Tutto ciò mi rende presente la mia vita: il giorno del Battesimo, della Prima Comunione, di cui conservo ancora le foto. Questi sono i momenti storici nella storia personale di ciascuno.

Ognuno di noi ha la sua storia. Vengono scritti i dati di quando una persona è nata, ha fatto la Prima Comunione, la Cresima. Tutto ciò costituisce una storia personale.

Ma questa storia personale si inscrive nella grande storia della salvezza, perché così Gesù entra nella nostra vita come Salvatore e Redentore. Attraverso la sua Parola, la catechesi, Gesù entra nella nostra vita per costituire dentro la vita della persona la sua storia di salvezza.

Questa storia conduce verso la vita eterna, verso la salute eterna. Dopo settantasette anni sono più vicino a questo tramonto, ma voi siete tutti bambini, avete ancora pochi anni.

Ma la nostra storia è simile, analoga, quasi la stessa.

Vi auguro di camminare con questa vostra storia, personalmente, comunitariamente, sempre con Cristo. Lui ci guida, è Buon Pastore.

Infine vorrei augurare a tutti i presenti: buona Solennità di Pentecoste!

È una grande Solennità, con cui si conclude il periodo pasquale cominciato con la Pasqua del Signore. Dopo cinquanta giorni vi è la Pentecoste. Quest'anno la Pasqua era molto presto, il 30 marzo. Oggi è il 18 maggio.

Così le due cose vanno insieme: la nascita di un bambino, 77 anni fa, e la discesa dello Spirito Santo.

Ringrazio che lo Spirito Santo è sceso anche su di me con il Sacramento del Battesimo. Auguro a voi tutti di ricevere lo stesso dono. Vieni Santo Spirito!

Grazie per i vostri auguri! Sapete che cosa vuol dire “Sto lat”? Vuol dire “cento anni”. Allora me ne mancano ancora ventitré. A voi ne mancano di più.

Sia lodato Gesù Cristo!.

 

© Copyright 1997 - Libreria Editrice Vaticana  

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