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VISITA ALLA PARROCCHIA ROMANA DEI SANTI ELISABETTA E ZACCARIA

DISCORSO DI GIOVANNI PAOLO II
AL CONSIGLIO PASTORALE E AI GIOVANI

Domenica, 26 ottobre 1997

 

Viribus unitis, dicevano gli antichi romani. Anche voi siete romani, non antichi ma contemporanei e qui in questa comunità l'esempio degli antichi romani sembra molto appropriato perché indica uno sforzo comune: la comunione delle intenzioni e delle opere, delle iniziative e della buona volontà per costruire questa nuova chiesa che ora esiste solo in progetto. Vi auguro di applicare bene il principio degli antichi romani a ciò che domanda da voi la vostra vita parrocchiale.

Ai giovani dico lo stesso. Hanno parlato del dono, hanno offerto un dono. Ma vorrei dirvi quello che ho sentito tante volte cantare: «Il dono siamo noi». Voi siete il dono maggiore, quello che vale di più e se vi impegnate con la vostra giovinezza, con la vostra personalità, con tutte le vostre forze, si potrà costruire quell'insieme della vita cristiana che si chiama parrocchia di Roma. Questo è un grande impegno. Roma, al centro, ha tante splendide chiese, ma in periferia ha poche chiese, solo progetti, ma è piena delle persone, delle famiglie e delle esigenze che da queste nascono.

Vi ringrazio per questa accoglienza così calorosa, per questa Celebrazione così bella, anche perché è stata possibile celebrarla all'aperto, con il sole, e vi auguro di continuare nella vostra vita cristiana costruendo le vostre famiglie e la vostra comunità.

 

© Copyright 1997 - Libreria Editrice Vaticana

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