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DISCORSO DEL SANTO PADRE
 GIOVANNI PAOLO II
AI MEMBRI DEI CONSIGLI NAZIONALI
DEI CONSULENTI DEL LAVORO
DI ITALIA, SPAGNA E POLONIA

30 aprile 1998

 

Illustri Signore e Signori!

1. Sono lieto di incontrarvi, accogliendo con animo grato un vostro desiderio manifestato già da tempo. Voi rappresentate in modo altamente qualificato la categoria professionale dei Consulenti del Lavoro, così come essa si esprime a livello istituzionale in Italia, in Spagna ed in Polonia, vale a dire nei tre Consigli nazionali dei rispettivi Ordini.

Ringrazio la Signora Gabriella Perini per le cortesi espressioni che mi ha rivolto a nome di tutti voi.

Anzitutto, vorrei esprimere il mio compiacimento per il collegamento che avete saputo creare tra le rispettive organizzazioni nazionali mediante vincoli che sono primariamente basati sulla comunanza di interessi e di problemi professionali, ma che vengono rafforzati ed avvalorati anche dalla concezione dell'uomo e della società ispirata al messaggio cristiano ed alla dottrina sociale della Chiesa.

L'occasione è, pertanto, opportuna per richiamare alcuni contenuti generali di tale concezione, nella persuasione che ciò non mancherà di risultare utile per i vostri specifici obiettivi.

2. Dal punto di vista dell'etica sociale, l'interesse saliente della vostra professione è dato dal fatto che essa si occupa del lavoro stesso, o meglio dei rapporti di lavoro, per tutelarne la correttezza e la sicurezza nelle loro varie fasi, a salvaguardia della dignità della persona e della famiglia e nel rispetto delle legittime ragioni dell'impresa.

Ho voluto dedicare il Messaggio per la Giornata Mondiale della Pace di quest'anno, cinquantesimo anniversario della Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo, al tema della giustizia. Non c'è dubbio che promuovere rapporti di lavoro realmente degni della persona umana significa operare per consolidare la giustizia, ponendo così le premesse per una pace autentica e duratura.

In tale prospettiva, le esigenze cui siete chiamati a rispondere sono molteplici. Prima tra tutte, evidentemente, quella di favorire l'occupazione e combattere la disoccupazione. Quest'ultima è in ogni caso un male e, quando raggiunge taluni livelli, può diventare una vera calamità sociale, ancor più dolorosa se si considerano le nefaste conseguenze che comporta per le famiglie e per i giovani.

L'alto tasso di disoccupati porta con sé seri rischi di sfruttamento. E' perciò necessario vigilare attentamente sull'equità del salario e sulle condizioni di lavoro, perché siano garantiti i diritti alla salute, al riposo, alla previdenza.

E che dire, poi, del lavoro che la madre svolge in famiglia? Non si dovrebbe forse con più attenzione operare per una legittima rivalutazione sociale dei compiti materni? Auspico di cuore che ci si soffermi a considerare queste esigenze da più parti manifestate, valutando concretamente la fatica unita alle occupazioni domestiche ed il bisogno che i figli hanno di cura, di amore e di affetto da parte dei genitori e specialmente della madre.

3. Illustri Signori e Signore, grazie per il vostro impegno e per i giusti sforzi che voi dispiegate a tutela dei diritti dei lavoratori. A tutti è noto che un oculato servizio alle legittime esigenze di quanti sono uniti dalla stessa professione non può non tener conto delle limitazioni imposte dalla situazione economica generale del Paese.

Penso, in questo momento, a ciò che l'Italia, la Spagna e la Polonia stanno compiendo per favorire l'auspicata crescita nella libertà e nella solidarietà. Penso pure ad ogni iniziativa tesa ad affrettare la costruzione di un'Europa a sua volta più libera e solidale. Possa il vostro impegno essere valido stimolo all'armonizzazione degli ordinamenti giuridici dei vostri rispettivi Paesi nel campo del lavoro. Ciò contribuirà efficacemente a far progredire i popoli del Continente verso quella reciproca integrazione che non può che essere vantaggiosa per tutti.

A questo auspicio unisco i miei auguri per voi e per le vostre famiglie, mentre di cuore vi benedico.

 

    © Copyright 1998 - Libreria Editrice Vaticana

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