Eccellenze,
Illustri Signori e Signore!
Ho ascoltato con interesse i brani musicali di Felix Mendelssohn e di Zoltán
Kodály che la Philharmonia Hungarica ha appena eseguito, durante questa
interessante serata artistica, organizzata dall’Academia Musicae pro Mundo Uno
di Roma.
Ringrazio anzitutto il Maestro Ervin Acél, direttore stabile dell'Orchestra
Sinfonica di Szeged, il violinista Stefan Milenkovich e l’insieme degli
orchestrali per la competenza e la bravura con cui ci hanno rallegrato lo
spirito. Il mio pensiero riconoscente va, poi, al Maestro Giuseppe Juhar e alla
Dottoressa Monika Ryba-Juhar, rispettivamente Presidente e Direttore artistico
dell’Academia Musicae pro Mundo Uno.
Saluto cordialmente, inoltre, gli ospiti qui convenuti ed esprimo loro
sentimenti di gratitudine per aver voluto onorare con la loro presenza questo
appuntamento musicale nel Palazzo Apostolico di Castelgandolfo.
Nell’interpretazione dei testi che ci sono stati offerti, sembrano trasparire
tutta la forza e tutto il pathos dell’anima nazionale ungherese, così ricca di
sentimento eppure così sobria e nobile, aperta al dialogo con le altre culture.
La musica, per il carattere stesso del suo linguaggio universale, ha la
capacità di favorire l’incontro fra culture diverse, divenendo veicolo di un
fruttuoso scambio di doni che spesso arricchisce chi offre più di chi riceve.
Essa eleva l’animo a sentimenti nobili e sinceri e può condurre, attraverso
l’armonia delle note e il dialogo degli strumenti, a contemplare la suprema ed
eterna bellezza di Dio.
Auspico di cuore che ogni esecuzione musicale sia occasione di interiore
arricchimento spirituale e motivo di fraterna intesa fra le persone e le
Nazioni.
Accompagno questi sentimenti con una speciale Benedizione, che volentieri
imparto ai presenti e alle rispettive famiglie, in auspicio di abbondanti grazie
celesti.
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1998 - Libreria Editrice Vaticana