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DISCORSO DEL SANTO PADRE
 GIOVANNI PAOLO II
AI DIRIGENTI, FUNZIONARI E AGENTI DELL'ISPETTORATO
DI PUBBLICA SICUREZZA PRESSO IL VATICANO 

Sabato, 14 febbraio 1998

 

Signor Prefetto,
Signori Funzionari ed Agenti
dell'Ispettorato di Pubblica Sicurezza presso il Vaticano,
della Polizia Stradale e di altre specialità
e della Questura di Roma!

1. Sono lieto di accogliervi in questo incontro sempre gradito che, all'inizio del nuovo anno, mi offre l'opportunità di porgere un saluto cordiale e riconoscente a voi, incaricati, da parte dello Stato italiano, di assicurare la sicurezza e l'ordine intorno al Papa ed al Vaticano.

Ringrazio anzitutto il Signor Prefetto Enrico Marinelli per le parole con cui si è fatto interprete dei sentimenti di tutti ed ha presentato gli obiettivi prioritari del vostro lavoro. Un "grazie" caloroso desidero rivolgere a ciascuno di voi, per il prezioso servizio che offrite e per l'impegno con cui lo compite. La vostra attività non solo risponde ad un'obiettiva necessità, ma è altresì importante per la collaborazione che s'instaura tra le autorità civili ed il Vescovo di Roma, la cui missione, a cerchi concentrici, si svolge in Vaticano, a Roma, in Italia e nel mondo intero. E' una missione spirituale, al servizio del Vangelo, ma, come tale, difende e promuove la dignità di tutto l'uomo e di tutti gli uomini.

2. Il ministero universale del Papa conosce momenti di singolare rilevanza in occasione dei Giubilei, e ciò avverrà in maniera eccezionale nell'Anno Santo del Duemila, primo Giubileo millenario dell'era cristiana.

Dalle parole del Signor Prefetto è emerso chiaramente come l'approssimarsi di tale evento vi trovi solerti nell'opera di preparazione. Esprimo per questo il mio vivo apprezzamento, insieme a sentimenti di viva gratitudine. Soprattutto vorrei darvi atto dello spirito di piena collaborazione con cui intendete operare per predisporre quanto è di vostra competenza in vista della storica ricorrenza.

Permettetemi di proporvi, al riguardo, un pensiero che nasce spontaneo nel cuore del Pastore. Voi ben sapete che l'Anno Santo è anzitutto un tempo forte dello spirito, un anno di riconciliazione con Dio, un anno propizio per rimettere il Signore al posto che gli spetta, cioè al primo nella scala dei valori, al centro della vita personale e collettiva. Possa ogni credente considerare il Giubileo in questa prospettiva, che costituisce poi la motivazione autentica per le realizzazioni pratiche, per l'azione concreta, secondo le responsabilità e le mansioni di ciascuno.

Auguro anche a voi di potervi preparare spiritualmente nel modo migliore al Grande Giubileo. Questo vi gioverà anche nella vostra attività, consentendovi di attuare un servizio altamente qualificato sia sotto il profilo, per così dire, "tecnico", che nelle motivazioni e nello stile. Ne guadagnerà il rendimento professionale e soprattutto ne trarrete beneficio voi, che riuscirete a svolgere le vostre prestazioni con maggiore soddisfazione e slancio.

3. Carissimi, mentre ci avviamo a grandi passi verso la storica scadenza, non perdiamo tuttavia di vista l'impegno ordinario: è lì, nel compiere bene ogni giorno il proprio dovere, faticoso e magari ripetitivo, che si rivela la serietà della persona ed il grado della sua maturità umana e professionale. Vi auguro di lavorare sempre così, per la gloria di Dio, per il bene della patria e per amore delle vostre famiglie, alle quali assicuro un particolare ricordo nella preghiera.

Con questi auspici, invoco per voi la materna protezione di Maria Santissima e di cuore vi benedico.

 

 © Copyright 1998 - Libreria Editrice Vaticana

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