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DISCORSO DEL SANTO PADRE
GIOVANNI PAOLO II AI
PELLEGRINI DELLE DIOCESI DI TORUN E DROHICZYN (POLONIA)
Giovedì, 19 febbraio 1998
Cari Fratelli e Sorelle - pellegrini della diocesi di Torun!
1. Vi do il mio benvenuto e vi saluto cordialmente. Rivolgo il
mio saluto prima di tutto al Vescovo Ordinario, e lo ringrazio per le parole
rivoltemi. Saluto il Vescovo Ausiliare, i rappresentanti del clero, le persone
consacrate e in modo particolare le Suore Pastorelle. Saluto cordialmente il
Presidente del Senato della Repubblica Polacca, i rappresentanti delle autorità
civili della provincia e della città di Torun. Il vedervi mi ha procurato una
grande gioia, perché la terra di Torun, e specialmente la città di Torun mi sono
conosciute e care. La città la sento vicina prima di tutto per la figura di un
suo grande cittadino - Nicolò Copernico, il cui 525° di nascita cade proprio
oggi, 19 febbraio. Egli è presente nella consapevolezza di tutti i Polacchi, e
specialmente degli abitanti di Torun per l'Università a lui intitolata. Vi
ringrazio anche per il dono che avete portato personalmente al Papa. Da oggi mi
sento ancor più unito a questa città e a voi. Dio ve ne renda merito!
L'odierno incontro mi ricorda il mio ultimo pellegrinaggio in
Patria. La diocesi di Torun è stata, infatti, in qualche modo presente a
Zakopane, dove si è svolta la beatificazione di Maria Karlowska, fondatrice
della Congregazione delle Suore Pastorelle della Divina Provvidenza. Insieme a
tutta la vostra Diocesi, rendo grazie a Dio per questa beatificazione e per
l'esempio che la Beata ha lasciato alla nostra Patria e alla Chiesa in Polonia.
Con la sua vita e in modo particolare con la sua attività apostolica tra le
donne, che sperimentarono la miseria materiale e morale, dimostrò che il più
grande valore è l'amore che mai dice: "basta", e mai si ferma nel cammino. Un
tale amore diventa la fonte del servizio del prossimo, specialmente di quello
più bisognoso, da esso nasce anche il rispetto per la dignità umana.
2. La Chiesa e il mondo si trovano alla soglia del Grande
Giubileo dell'Anno 2000. Anche la vostra diocesi si prepara a questo Giubileo.
In una tale prospettiva acquista particolare importanza l'esortazione alla nuova
evangelizzazione, che non può essere soltanto un'azione rivolta all'esterno, ma
deve abbracciare prima di tutto la vita personale di ogni credente. Non si può
evangelizzare, se non si è personalmente oggetto di evangelizzazione.
L'insegnamento di Cristo è, infatti, come un tesoro nascosto nella terra (cfr
Mt 13,44-45). Si tratta di saper far venire fuori i grandi, inestimabili
valori, che questo tesoro nasconde in sé, si tratta di amarli, e poi di
condividerne il tesoro con gli altri. Per arrivare a ciò è necessaria la
metanoia interiore, che si opera nel cuore mediante la preghiera e la
partecipazione ai santi Sacramenti, specialmente al Sacramento della
Riconciliazione e dell'Eucaristia. Soltanto un uomo trasformato, per cui l'unico
indicatore di strada e l'unica guida sono la legge d'amore di Cristo e la luce
dello Spirito Santo, può operare una vera metanoia dei cuori e delle menti di
altri uomini, dell'ambiente, della nazione o del mondo. Solamente "un uomo nuovo
in Cristo" può contribuire all'opera della nuova evangelizzazione. La
trasformazione così intesa diventa fonte della testimonianza, attesa dal mondo.
Essa si riassume prima di tutto nelle opere di misericordia, di autentica
solidarietà con il prossimo, specialmente con i più bisognosi.
Ho saputo che il dono della vostra Diocesi, in occasione della
beatificazione, è il Centro Caritas di Torun, intitolato alla beata Maria
Karlowska. Esso è il frutto della cooperazione della società della vostra città
e offrirà aiuto ai bisognosi. Il Centro gestisce una mensa per i poveri, cura i
malati e i bambini di famiglie povere, offre un tetto ai senza casa e alle
famiglie colpite da varie disgrazie. In questo Centro, conformemente al loro
carisma, lavorano le Suore Pastorelle, la cui azione si estende anche ad altre
istituzioni educative e caritative. Vi può essere una risposta più giusta al
dono di questa beatificazione? Questo, infatti, è un contributo concreto
all'opera di evangelizzazione, secondo le parole di Cristo: "Da questo tutti
sapranno che siete miei discepoli, se avrete amore gli uni per gli altri" (Gv
13,35).
3. Che l'esempio della Beata Maria Karlowska produca frutti,
esorti e conforti specialmente coloro che hanno scelto la via del servizio del
prossimo! Che esso diventi ispirazione per il clero e per i laici nella
realizzazione delle iniziative pastorali e delle attività apostoliche!
Chiediamo allo Spirito Santo di concedervi la luce sul cammino
della vostra santificazione e di consolidare le vostre forze per l'adempimento
dei vostri doveri personali, familiari, pastorali e sociali. E' solo per la
grazia dello Spirito Santo che noi possiamo intraprendere opere grandi e
straordinarie, affrontare sacrifici e rinunce per la gloria di Dio e per la
vostra salvezza.
Vi ringrazio per le vostre preghiere e vi chiedo di portare il
mio saluto ai vostri cari, rimasti in Patria, e specialmente agli anziani e ai
malati. Benedico di cuore tutti i qui presenti e tutta la Comunità della diocesi
di Torun.
* * *
Cari Fratelli e Sorelle della diocesi di Drohiczyn!
1. Vi rivolgo il mio cordiale benvenuto in Vaticano e al
contempo vi ringrazio per questa visita. Saluto in modo particolare Monsignor
Vescovo, Pastore della diocesi, e lo ringrazio per le parole rivoltemi
all'inizio di quest'incontro. Saluto i rappresentanti del clero, ed anche i
sindaci dei Comuni che appartengono alla diocesi di Drohiczyn, come pure i
rappresentanti dei fedeli di quella Chiesa.
Più volte, in varie occasioni ho incontrato i pellegrini della
vostra diocesi, ma questo incontro ha un carattere particolare. Venite infatti a
Roma come pellegrini per visitare le tombe degli Apostoli. Qui, nella Città
Eterna, S. Pietro e S. Paolo resero una magnifica testimonianza a Cristo con il
loro martirio. La loro testimonianza rafforza la nostra fede e diventa un
incoraggiamento sul cammino verso la santità nella fedeltà ai comandamenti
divini.
2. San Paolo rivolgendosi ai fedeli di Efeso li chiama
"concittadini dei santi e familiari di Dio, edificati sopra il fondamento degli
apostoli e dei profeti, e avendo come pietra angolare lo stesso Cristo Gesù"
(2,19-20). Queste parole si riferiscono anche a ogni cristiano, cioè a ciascuno
di noi, e mentre le pronuncio ora, mi viene in mente la vostra diocesi di
Drohiczyn e la terra di Podlasie estesa in modo pittoresco sulle rive del Bug.
E' una terra di profonda tradizione cristiana, costruita dai vostri avi e dai
vostri padri - da tutte le generazioni, che vi hanno preceduto. Siete eredi di
questo ricco patrimonio che è dono della Divina Provvidenza. E' qui, infatti, in
questa terra, che subirono la morte per la fede i martiri uniati di Pratulin -
il beato Wincenty Lewczuk e i dodici Compagni. La Chiesa di Podlasie conserva
profondamente nel cuore la loro toccante testimonianza. Quanto sono stati
numerosi nella vostra terra quei testimoni della fede, conosciuti e sconosciuti,
che offrirono la vita in difesa di Cristo. Questo è un grande e sconvolgente
martirologio, che va sempre ricordato.
Vorrei anche ricordare altre figure, care al vostro cuore: il
beato Honorat Kozminski, il servo di Dio Monsignor Zygmunt Lozinski - intrepido
e generoso pastore prima della diocesi di Minsk, e più tardi di quella di Pinsk,
il servo di Dio don Ignacy Klopotowski - fondatore delle Suore Loretane e il
servo di Dio don Antoni Beszta-Borowski. A questi vanno aggiunte anche le figure
dei nostri eroi nazionali: Tadeusz Kosciuszko, Romuald Traugutt, ed anche il
nostro poeta nazionale Adam Mickiewicz, di cui quest'anno celebriamo il 200°
della nascita. Furono strettamente legati a questa terra di Podlasie, in mezzo a
questo popolo vissero e formarono la loro personalità e la loro vocazione,
preparandosi ai compiti importanti, posti dinanzi a loro dalla Divina
Provvidenza. Che questo grande retaggio vi arricchisca interiormente e diventi
ispirazione per tutti coloro che servono la Chiesa e la nostra Patria.
3. Un grande evento nella vita della Chiesa di Drohiczyn è stato
il Sinodo Diocesano terminato il 25 maggio 1997. Ha stabilito per voi i compiti
della nuova evangelizzazione alla soglia dell'Anno 2000 dopo la nascita di
Cristo. Vi auguro che esso porti i frutti attesi, dei quali fanno parte prima di
tutto un approfondimento della vita cristiana e il ravvivamento dell' attività
apostolica del Popolo di Dio. La nuova evangelizzazione esige infatti la
partecipazione alla vita della Chiesa dei laici cattolici. Perciò sono lieto che
nella vostra diocesi operi e si sviluppi l'Azione Cattolica e anche l'Università
Popolare, che gode di grande popolarità.
Miei cari, raccomando tutti i qui presenti e tutta la Chiesa di
Drohiczyn a Cristo, Redentore dell'uomo. Lui, infatti, è la "pietra angolare".
Edificate su di Lui la vostra vita personale, familiare e sociale, per poter
costituire la "dimora di Dio per mezzo dello Spirito" (Ef 2,22). Vi
benedico di cuore per la fatica della nuova evangelizzazione e vi prego di
trasmettere questa benedizione ai vostri cari e a tutti i miei Connazionali.
© Copyright
1998 - Libreria Editrice Vaticana
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