Signor Cardinale,
Venerati Fratelli nell'Episcopato,
Carissimi Superiori ed alunni del Collegio Pio Romeno!
1. "L'anima mia magnifica il Signore e il mio Spirito esulta
in Dio mio Salvatore" (Lc 1,46). Vogliamo innalzare insieme a Maria
Santissima, celeste Patrona del Collegio, quest'inno di lode al Signore per i
sessant'anni della sua fondazione e per tutti i doni ricevuti in questo arco di
tempo.
Ricordiamo, in particolare, la grandiosa opera del mio
Predecessore Papa Pio XI, di venerata memoria, che, sempre attento ai bisogni
delle Chiese cattoliche orientali, ha voluto erigere sul colle del Gianicolo un
Collegio per i candidati al sacerdozio provenienti dalla Chiesa greco-cattolica
romena. Tale sede, costruita grazie al munifico intervento dello stesso
Pontefice, doveva assicurare agli studenti un'adeguata formazione liturgica e
spirituale nel rito bizantino-romeno, permettendo loro nel contempo di conoscere
le ricchezze della Chiesa universale.
Erano tempi di grandi speranze per le Comunità cattoliche
orientali in quella parte dell'Europa, e si voleva sostenerle ed indirizzarle
verso un sempre più sicuro sviluppo. Benché le successive tragiche vicende
abbiano colpito al cuore queste Chiese, gettando in carcere vescovi, sacerdoti e
laici, esse continuarono a servire Cristo, conservando salda l'unione con la
Sede di Pietro.
Come non ricordare, in questo momento, due illustri testimoni
tuttora viventi, il Cardinale Alexandru Todea e l'Arcivescovo Ioan Ploscaru, i
quali pagarono un alto prezzo per difendere i diritti della Chiesa ed affermare
la libertà di coscienza?
2. Durante tutto quel periodo difficile il Collegio ospitava gli
studenti di altre Chiese orientali, ma nello stesso tempo conservava una
simbolica presenza di sacerdoti greco-cattolici romeni, diventando così un segno
di speranza in attesa di tempi migliori ed un punto di riferimento per la
Comunità romena nella Diaspora.
Cari sacerdoti e seminaristi, con la caduta dei regimi atei e il
cessare delle persecuzioni avete potuto venire a Roma e trovare ospitalità fra
le mura del Collegio, che è la vostra casa nell'Urbe. Tenete sempre presente la
memoria di questi fatti storici, perché vivo sia in voi l'impegno per una
rinascita nella fraternità. Ciò vi aiuterà a testimoniare la Verità e vi
spronerà ad un servizio evangelico generoso, a vantaggio di ogni persona e
dell'intera società.
La vostra formazione, rispettando il suo carattere
autenticamente orientale, segua la tradizione dei vostri padri e si apra con
lungimirante saggezza alle necessità dei tempi nuovi. Il contributo di quei
cristiani di Romania che, essendo di tradizione bizantina, condividono le
ricchezze dell'Oriente cristiano e ad un tempo partecipano della cultura
europea, arricchisce non solo la Chiesa, ma la stessa Europa. Da un simile
incontro possono, infatti, scaturire esperienze di grande valore, oltre che in
campo religioso, anche per il progresso del pensiero e del costume sociale.
3. "Ogni sapienza viene dal Signore ed è sempre con Lui" (Sir
1,1). La vostra vita nel Collegio sia incentrata sulla Liturgia, che permette
all'uomo di entrare nei misteri divini e lo inizia alle realtà di Dio. Cercate
di conoscerla bene e di amarla in modo che diventi per voi fonte di forza
spirituale. Celebratela con il cuore, in modo vivo, penetrandone i contenuti
teologici e spirituali.
Inoltre, l'approfondimento della Sacra Scrittura e delle opere
dei Padri vi aiuterà a meglio comprendere quale sia la chiave di ogni vera
teologia. Formati a questa scuola dal valore perenne, oggetto di venerazione e
di studio anche da parte dei fratelli ortodossi, voi sarete ad un tempo
saldamente ancorati alle radici della Chiesa e capaci di illuminare le vicende
contemporanee con una luce antica e sempre nuova.
Il Signore vi chiama a servirlo nella vostra Terra, recando a
tutti la verità evangelica, che libera ogni uomo dalla schiavitù del peccato,
dal relativismo morale e dalla ricerca della ricchezza ad ogni costo, e lo rende
più saldo nell'affrontare le difficoltà del momento presente.
So che la Chiesa greco-cattolica romena esercita questa sua
missione in condizioni di vita spesso difficili, dovendo far fronte ad una
persistente carenza di strutture. So, però, che vanno crescendo i cantieri per
dotare le comunità di sedi idonee per la preghiera e l'attività pastorale, con
il desiderio di ritrovare nelle forme artistiche del tempio la continuità con le
origini, non ignorando naturalmente la sensibilità culturale odierna.
4. Carissimi Fratelli! Mi è gradito anche in questa circostanza
esprimere viva riconoscenza ai Vescovi ed a tutto il Clero, eparchiale e
religioso di Romania, per il generoso impegno con il quale essi dispensano ai
fedeli i Misteri divini ed offrono loro sostegno e incoraggiamento nei momenti
di prova, sempre insegnando la sacralità e la inviolabilità della vita.
Affido al Signore il cammino che la vostra Chiesa sta compiendo
e le sue prospettive per il futuro. In modo speciale, invoco la divina
assistenza sulla celebrazione del quarto Concilio Provinciale, iniziato l'anno
scorso. Di fronte ai radicali mutamenti che interessano la società romena, tale
assemblea è chiamata a rivedere mete e metodi pastorali, per rendere più
consapevole ed attiva la missione dei fedeli.
La Comunità ecclesiale troverà così la forza necessaria per
quella testimonianza che è chiamata a dare nella fedeltà e nel rinnovamento,
mentre si appresta a celebrare il Grande Giubileo dell'Anno Duemila e il terzo
centenario della sua ritrovata unità con la Sede romana.
Con viva gioia, all'inizio del nuovo Anno, formulo a tutti
vivissimi voti augurali e, mentre vi prego di recare alle vostre Eparchie il mio
caloroso saluto, imparto a ciascuno di cuore una speciale Benedizione
Apostolica.