1. Do un cordiale benvenuto a voi riuniti nell'Aula Paolo VI così numerosi.
In modo particolare saluto l'Arcivescovo Józef, vostro Pastore, e lo ringrazio
per le parole rivoltemi all'inizio di questo incontro. Saluto anche il Vescovo
ausiliare Stefan, che è qui con noi, come pure i rappresentanti del clero, degli
ordini religiosi, degli alunni del Seminario Maggiore e di tutti i fedeli della
Chiesa di Przemysl e della terra di Podkarpacie, da me ben conosciuta e così
cara al mio cuore. In spirito mi unisco anche ai Vescovi emeriti, Ignacy e
Boleslaw, e da questo luogo voglio inviare loro oggi il mio saluto e
l'assicurazione della preghiera. Rivolgo il mio benvenuto anche ai
rappresentanti delle Autorità provinciali e delle città di Przemysl e di Krosno.
Siete giunti a Roma, alle Tombe dei santi Apostoli, come pellegrini, per
consolidare la vostra fede e per imparare a rendere testimonianza a Cristo.
Seguite le orme dei primi cristiani che suggellarono col martirio la loro
fedeltà al Vangelo proprio in questa Città.
L'odierno incontro mi richiama alla mente i due giorni del mio soggiorno a
Dukla e a Krosno, in occasione della mia visita dello scorso anno, nella vostra
arcidiocesi. E' stato commovente il ritorno, dopo tanti anni, agli uomini e ai
luoghi che conosco così bene, avendoli prima frequentati numerose volte. La
terra di Bieszczady mi affascinava sempre con la sua straordinaria bellezza, che
è il riflesso nell'ambito naturale della grandezza ed insieme della vicinanza di
Dio. Conservo nel profondo del mio cuore i momenti della nostra comune
preghiera. Oggi mi portate con voi, in un certo senso, una piccola parte della
nostra Patria, e anzitutto il ricordo di Giovanni di Dukla, "questo grande
tesoro della vostra terra", che la Provvidenza mi ha concesso di proclamare
santo della Chiesa universale, proprio a Krosno.
2. "Rallegratevi, giusti, nel Signore" (Sal 96[97],12).
Nella Liturgia della parola prevista per oggi, il Salmista ci esorta alla
gioia. Abbiamo questa gioia, perché con noi è Cristo risorto e la sua potenza
salvifica. Ci rallegriamo perché è con noi lo Spirito Santo, disceso sugli
Apostoli il giorno della Pentecoste (cfr At 2,1- 13). E' Lui ad animare la
Chiesa, ad aprire i cuori e le menti degli uomini alla verità divina. Tale gioia
ha la sua fonte nella nostra fede, nella consapevolezza di essere figli di Dio,
redenti con il Sangue di Cristo. Tuttavia dobbiamo sempre ricordare che la fede
è un dono di Dio e di esso siamo responsabili.
Oggi, in un'epoca di grandi trasformazioni, la Polonia ha bisogno di uomini
di fede viva, con lo sguardo fisso su Dio, veri apostoli del bene, della verità
e dell'amore, che preparano le vie della nuova evangelizzazione in tutta la
Nazione. Sull'esempio dei vostri Patroni: S. Giovanni di Dukla e il beato Józef
Sebastian Pelczar, legati alla terra di Bieszczady, seguite con coraggio Cristo
sulle vie che Lui stesso vi indica. Edificate dunque il futuro felice della
Patria in spirito di rispetto per la tradizione e fedeli alle sue radici
cristiane. Siate degni testimoni della sua storia ultramillennaria. La fedeltà a
Dio è sempre creativa. Scende nel profondo e, allo stesso tempo, si apre alle
nuove sfide e ai nuovi segni del tempo.
3. Le vie della nuova evangelizzazione sono numerose e diversificate. Lungo
queste vie ci guida lo Spirito Santo, accompagnandoci con la sua luce e con la
sua forza. Con gioia vengo a sapere che nella vostra arcidiocesi si sta animando
l'apostolato dei laici. Ciò trova la sua espressione in un grande impegno nei
lavori del Sinodo Diocesano, attraverso il quale desiderate arricchire la fede e
conoscere la dottrina della Chiesa, nel concreto delle condizioni attuali e
locali. Sento che nelle parrocchie lavorano i gruppi sinodali, che
approfondiscono gli importanti problemi religiosi. Sappiamo infatti quale grande
ruolo svolge la catechesi nel consolidamento della fede e nel renderla matura.
La fede è un valore strettamente personale, da cercare e da vivere. Quanto però
dipende qui anche dalla famiglia, dalla scuola e dall'ambiente sociale! Perciò
un inserimento attivo nei lavori del Sinodo vi aiuterà a comprendere meglio, a
vivere e ad arricchire nella comunità della Chiesa la vostra fede.
Mi rallegro perché si sta sviluppando il movimento della preghiera mariana
nei gruppi del Rosario Vivente. Incoraggio tutti a tale preghiera: i bambini, i
giovani, le persone anziane e gli infermi. Il Rosario è una preghiera di cui la
Chiesa ha costante bisogno e anche ciascuno di voi. Vi dirò che questa è una
preghiera che io amo tanto e vi prego di ricordarmi quando la reciterete.
La Chiesa in Polonia pone grandi speranze nell'Azione Cattolica, che si va
sviluppando anche nella vostra arcidiocesi. Il suo compito principale è di
assumere e sviluppare varie iniziative apostoliche. Oggi c'è un grande bisogno
di approfondire la conoscenza della dottrina sociale della Chiesa, ma anche di
approfondire la spiritualità cristiana, che porta in modo naturale a un legame
più stretto con Dio e con la Chiesa. E' bene che le iniziative concrete vengano
precedute dalla preghiera e dalla riflessione. Durante gli incontri formativi
che organizzate, chiedete allo Spirito Santo di assistervi nel discernere le vie
per attuare il Vangelo negli ambienti di lavoro, nelle famiglie e nelle comunità
parrocchiali. Il mondo di oggi attende coraggiosi testimoni della fede, che con
la loro vita mostrino la santità e aiutino gli altri a tendere ad essa.
4. Miei cari, ancora una volta voglio ripetere le parole pronunciate a Krosno
durante la canonizzazione del Beato Giovanni di Dukla: "Questa terra (di
Bieszczady) ha infatti dato molti testimoni autentici di Gesù Cristo, persone
che hanno posto pienamente la loro fiducia in Dio ed hanno dedicato la loro vita
all'annuncio del Vangelo. Seguite le loro orme! (...) «perché tutto il mondo
veda le vostre opere buone e renda gloria a Dio che è nei cieli» (cfr Mt 5,16).
La fede seminata da San Giovanni nei cuori dei vostri avi cresca come un albero
di santità e «faccia molto frutto ed esso permanga» (cfr Gv 15,5)" (10.06.1997).
Questo è il mio fervido augurio, che anche oggi rivolgo dalla Tomba di San
Pietro a tutti voi qui presenti e a coloro che non sono potuti venire in
pellegrinaggio a Roma. Trasmettetelo ai vostri cari, alle famiglie, alle
parrocchie, e specialmente agli ammalati, ai sofferenti e alle persone anziane.
Che Dio benedica tutta la comunità del Popolo di Dio dell' arcidiocesi di
Przemysl e la vostra bella terra di Bieszczady.