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DISCORSO DEL SANTO PADRE
 GIOVANNI PAOLO II
AI MEMBRI DEL “FORUM DELLE ASSOCIAZIONI FAMILIARI”

27 giugno 1998

 

Venerati Fratelli nell'Episcopato
e cari rappresentanti del Forum delle Associazioni Familiari!

1. Sono molto lieto di salutarvi con le parole della Familiaris consortio: "Famiglia, diventa ciò che sei!" (n.17). Esse indicano efficacemente l'obiettivo per il quale spendete con generosità le vostre intelligenze e le vostre energie.

Saluto e ringrazio Mons. Giuseppe Anfossi, che s'è fatto interprete dei vostri sentimenti, illustrando le finalità del Forum delle Associazioni familiari cattoliche d'Italia, di cui costituite un'importante rappresentanza. Un grazie sentito a tutti voi per questa visita, con la quale intendete rinnovare la vostra adesione al Successore di Pietro.

So che operate senza stancarvi, con le 38 Associazioni e i Comitati regionali aderenti al Forum, perché le famiglie italiane esprimano e sviluppino pienamente, anche sul piano culturale, sociale e politico, la loro identità e la loro missione. A questo scopo avete posto assai opportunamente alla base del vostro Statuto la Carta dei diritti della famiglia e nel volgere di pochi anni il vostro sodalizio ha saputo conquistarsi ampia stima e considerazione, diventando portavoce puntuale e coraggioso delle necessità e delle legittime istanze di milioni di famiglie italiane ed interlocutore serio e credibile delle varie forze sociali e politiche. La Chiesa vede in voi una grande speranza per il presente e per il futuro delle famiglie in Italia.

2. La situazione dell'Italia e di tante altre parti del mondo è contrassegnata da sfide radicali, che occorre affrontare con coraggio e con unità di intenti. La famiglia costituisce anche oggi la risorsa più preziosa e più importante di cui la Nazione italiana, a me tanto cara, dispone. Nella famiglia e nei suoi valori la grandissima maggioranza degli italiani crede profondamente e questa fiducia è condivisa dalle giovani generazioni. E' incalcolabile il contributo che le famiglie danno alla vita sociale, facendosi carico di gravi difficoltà quali la diffusa disoccupazione giovanile e le carenze del sistema previdenziale e sanitario.

E tuttavia la famiglia è ben poco aiutata per la debolezza e l'aleatorietà delle politiche familiari, che troppo spesso non la sostengono in modo adeguato né economicamente né socialmente. Occorre ricordare qui il chiaro dettato della Costituzione italiana, che afferma: "La Repubblica agevola con misure economiche e altre provvidenze la formazione della famiglia e l'adempimento dei compiti relativi". La pesante denatalità che affligge da molti anni il popolo italiano, e sta cominciando ad avere effetti deleteri sulla vita sociale, dovrebbe far riflettere su quanto l'assenza di una effettiva politica per la famiglia sia contraria ai veri interessi della Nazione.

Ma ancora più preoccupante è l'attacco diretto all'istituto familiare che si sta sviluppando sia a livello culturale che nell'ambito politico, legislativo e amministrativo. Esso ignora o distorce il significato della norma costituzionale con la quale la Repubblica italiana "riconosce i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio" (art. 29). E' chiara infatti la tendenza ad equiparare alla famiglia altre e ben diverse forme di convivenza, prescindendo da fondamentali considerazioni di ordine etico e antropologico. E sono ugualmente espliciti ed attuali i tentativi di dare dignità di legge a forme di procreazione che prescindono dal vincolo coniugale e che non tutelano sufficientemente gli embrioni. Permane, inoltre in tutta la sua tragica gravità la ferita alla coscienza morale e giuridica costituita dalla legge sull'aborto volontario.

3. Proprio la radicalità delle sfide in atto esalta l'importanza e la funzione del Forum delle Associazioni Familiari. Grazie ad esso molteplici realtà associative, ciascuna con la sua specifica vocazione e tradizione, possono collaborare efficacemente alla difesa e alla promozione della famiglia.

Attingendo alla linfa vitale della spiritualità familiare e inserendo nel concreto delle situazioni gli orientamenti che provengono dalla dottrina sociale cristiana, voi siete chiamati ad un impegno che è anzitutto di ordine morale e culturale, per aiutare gli uomini e le donne del nostro tempo a comprendere più profondamente e a vivere con slancio e stile rinnovati la grande tradizione cristiana e civile dell'Italia, incentrata sul significato e sul valore della famiglia. Sarebbe errato considerare la progressiva dissoluzione della famiglia come un fenomeno inevitabile, che quasi automaticamente accompagna lo sviluppo economico e tecnologico. Al contrario, il destino della famiglia è affidato anzitutto alla coscienza e all'impegno responsabile di ciascuno, alle convinzioni e ai valori che vivono dentro di noi. Occorre dunque sempre rivolgersi, con supplice fiducia, a Colui che può cambiare i cuori e le menti degli uomini.

Ma giustamente voi dedicate un'attenzione non minore alle leggi e alle istituzioni, nelle quali si esprimono e dalle quali vengono sostenute, o invece danneggiate, la cultura e le convinzioni morali di un popolo. Carissimi Fratelli e Sorelle, continuate e intensificate la vostra azione, in tutte le sedi e a tutti i livelli, perché siano riconosciuti in concreto quei diritti che alla famiglia appartengono nativamente. Così facendo, voi mettete in pratica il principio secondo il quale le famiglie "devono per prime adoperarsi affinché le leggi e le istituzioni non solo non offendano, ma sostengano e difendano positivamente i diritti e i doveri della famiglia", crescendo così nella coscienza di essere protagoniste della "politica familiare" (cfr Familiaris consortio, 44).

4. Nella vostra opera a favore della famiglia, cari rappresentanti del Forum, voi avete il pieno sostegno della comunità ecclesiale e dei suoi Pastori, ben consapevoli che la famiglia è "la prima e vitale cellula della società" e "il santuario domestico della Chiesa" (Apostolicam actuositatem, 11) e, in particolare, che "oggi attorno alla famiglia e alla vita si svolge la lotta fondamentale della dignità dell'uomo" (Discorso del 3 ottobre 1997 al Congresso Teologico Pastorale di Rio de Janeiro, n.3).

La Chiesa non può sottrarsi a questa sfida, poiché l'uomo, nella piena verità della sua esistenza, "è la prima strada che la Chiesa deve percorrere nel compimento della sua missione" (Redemptor hominis, 14). Le compete pertanto, come ha scritto il mio Predecessore di venerata memoria Giovanni XXIII, "il diritto e il dovere non solo di tutelare i principi dell'ordine etico e religioso, ma anche di intervenire autoritativamente nella sfera dell'ordine temporale, quando si tratta di giudicare dell'applicazione di quei principi ai casi concreti" (Mater et Magistra, 220).

La testimonianza della comunità cristiana a favore della famiglia si esprime inoltre in maniera significativa attraverso quei mezzi di comunicazione sociale che sanno intervenire con chiarezza nel dibattito culturale e politico, proponendo e motivando idee e posizioni genuinamente conformi alla natura e ai compiti dell'istituto familiare.

5. Sono poi evidenti, in questo campo, le responsabilità degli uomini politici. Spetta a loro di promuovere una legislazione e sostenere un'azione di governo che rispettino fondamentali criteri etici (cfr Evangelium vitae, 71-73), senza cedere a quel relativismo che, sotto il pretesto di difendere la libertà e la democrazia, finisce in realtà per privarle della loro solida base (cfr Centesimus annus, 46; Veritatis Splendor, 99; Evangelium vitae, 70).

In nessun caso, dunque, il legislatore che voglia operare in sintonia con la retta coscienza morale potrà contribuire alla creazione di leggi che contrastino con i diritti essenziali della famiglia fondata sul matrimonio.

Appare indispensabile, in questo campo, un ampio e tenace impegno di sensibilizzazione e chiarificazione. Opportunamente, pertanto, voi vi dedicate a questo non facile ma profetico compito, affinché gli uomini e le forze politiche sappiano convergere su ciò che è conforme alla dignità delle persone e al bene comune della società umana, superando posizioni di parte o vincoli di altra natura.

Cari rappresentanti del Forum delle Associazioni Familiari, mentre ancora una volta vi ringrazio per il lavoro che svolgete con tanta passione e coraggio, imploro per voi e per tutti i vostri associati i doni del consiglio e della fortezza, per proseguire e sviluppare l'opera che avete così bene intrapresa.

La Vergine Santissima, Madre della Speranza, vi sostenga e vi aiuti. Da parte mia, vi seguo con la mia preghiera e, in pegno del mio affetto, vi imparto di cuore una speciale Benedizione Apostolica, propiziatrice della protezione e del conforto del Signore.

      

© Copyright 1998 - Libreria Editrice Vaticana

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